Agropoli: Continuano le denunce sull’operato dell’Ospedale Civile, tutto fermo anche per il reparto Covid

Attualità Continuano le denunce sull’operato dell’Ospedale Civile, tutto fermo anche per il reparto Covid
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1140 27/07/2020

 Purtroppo, dalla “riapertura” dell’Ospedale di Agropoli avvenuta nelle scorse settimane, non c’è stato molto di positivo nelle vicissitudini legate al nosocomio.

Le denunce sull’operato nel presidio ospedaliero sono state numerose, e hanno tutte in comune l’attuale stato di inefficienza e di impreparazione della struttura di accogliere pazienti e di fornire cure adeguate, nonostante la presenza completa del personale, molti dei quali presenti nell’ospedale anche in ALPI, cosa che rende i costi di mantenimento ancora più alti.

Una delle ultime vicende riguardanti la mancanza di un adeguato soccorso nella struttura è accaduto negli scorsi giorni ad un’anziana cittadina con problemi cardiaci, recatasi all’ospedale con forti dolori addominali. Nessuna cura fornita sul luogo, semplicemente dei medicinali consegnati al familiare da somministrare all’anziana, e nessuna visita domiciliare del personale presente nella Guardia medica.

In città si è discusso molto anche del caso dell’anziano ricoverato con un tumore nel reparto di medicina all’Ospedale Civile, purtroppo in condizioni terminali. All’aggravarsi delle sue condizioni è stato trasportato al San Luca con un’ambulanza proveniente direttamente da Vallo della Lucania e non con una a disposizione del 118 ad Agropoli. Sulla vicenda c’è però da precisare che i trasferimenti interni al distretto sanitario Vallo/Agropoli vengono fatti con le ambulanze ospedaliere, al fine di non sguarnire il personale della rianimativa 118.

L’Ospedale agropolese, ad ora, è completo con tanto personale, rianimazione, radiologia, laboratori e sale operatorie funzionanti, ma non vengono forniti servizi.

E proprio ora che il Cilento sta rivivendo una brutta situazione legata al Coronavirus, neanche il Covid Hospital risulta attivo, con quello di Scafati che ha raggiunto la massima capienza e con il San Luca non più predisposto a tale servizio.

Le ingiustizie verso un territorio ed una città da tempo senza sanità non si placano, e alle mancate promesse ora si aggiunge anche l’inefficienza di chi è addetto alla salute dei cittadini.