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Regione Campania: Coronavirus e spettacolo: preoccupazioni e proposte di attori e direttori artistici

Attualità Coronavirus e spettacolo: preoccupazioni e proposte di attori e direttori artistici
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151 18/05/2020

 

Il mondo dello spettacolo è sicuramente uno dei settori più colpiti dalla crisi dovuta al Coronavirus, vista l’impossibilità a svolgere gli eventi, che si prolungherà ancora almeno per quelli al chiuso, anche per l’assembramento che si crea ogni qual volta.

Al momento è tutto fermo, e a tal proposito sono intervenuti in diretta su Cilento Channel 4 attori e direttori artistici per parlare della situazione che sta vivendo il settore: Tiziana Di Giacomo, Pierluigi Iorio, Vincenzo D’Arco e Nicola Acunzo.

L’interrogativo che si pone l’attrice Tiziana Di Giacomo è riguardo ai costi da sostenere: “Ci vogliono sicuramente delle sovvenzioni da parte dello Stato all’attore stesso, perché ci saranno sicuramente attori che non lavoreranno per il 2020. L’unica soluzione è dare un “reddito” a quelli che non stanno lavorando”.

Pierluigi Iorio, direttore artistico del cineteatro De Filippo di Agropoli, spera nel futuro, consapevole della situazione per nulla favorevole: “Siamo stati i primi ad essere chiusi e purtroppo saremo gli ultimi a riaprire proprio perché i nostri luoghi hanno bisogno dell’assembramento. Spero che quando si potrà riprendere, si tornerà a rivivere dal vivo l’arte dello spettacolo teatrale.

L’attore Vincenzo D’Arco parla di riforma teatrale, un cambiamento quasi totale: “Bisogna cercare di individuare i nostri aiuti economici,ma per fare questo andrebbe usato questo tempo per fare una vera riforma teatrale. Per fortuna gli artisti si stanno organizzando per cercare di capire cosa dovrà essere cambiato. Potremmo riaprire i teatri o i piccoli centri, con l’ausilio dell’attore che potrebbero dare un piccolo contributo facendo un’opera sociale”.

In chiusura interviene anche Nicola Acunzo, attore ma anche parlamentare: “Posso comprendere questo sentimento di paura, facendo parte dell’ambito teatrale, mi sento di rappresentare una speranza da questo punto di vista. Comprendo il lavoro che stanno facendo le istituzioni, inizieremo a capire cosa sarà del nostro futuro, in cui probabilmente ci dovrà essere un solo artista sul palco per evitare i vari assembramenti. Bisognerà riappropiarci del nostro mestiere, rispettando il distanziamento forse riusciremo a ripartire. Verranno portati gli spettatori sulle nuove piattaforme, ma lo spettacolo dal vivo è tutta un’altra cosa”.