Cilento: La “movida” non teme il Coronavirus

Attualità La “movida” non teme il Coronavirus
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494 25/05/2020

 

Riparte il Cilento e con esso, ovviamente, riparte anche la movida. Il fenomeno di irresponsabilità che è avvenuto nel primo week-end di riapertura, anche in quello appena passato non è mancato.

La movida di giovani e di adulti che non seguono le norme e la distanza di sicurezza, che fanno assembramento e che non utilizzano la mascherina, sembra al momento un fenomeno ingestibile, e per il quale andrebbe disposto un forte aumento dei controlli e delle sanzioni, perché tutto ciò è un rischio per la salute pubblica.

Sui social imperversa la polemica, la gente è indignata dinanzi a comportamenti sprovveduti di responsabilità e di senso civico. In varie località del Cilento questo week-end è stato inquadrato così, ma è dalle principali mete che arriva la polemica maggiore. Agropoli, Capaccio-Paestum, Castellabate e Vallo della Lucania. In questi grandi centri, la problematica sorge per la maggiore. Ad Agropoli non è stata ai livelli del primo fine settimana, dove sono state registrate anche delle risse, ma le scene sono state pressoché le stesse, ed anche nelle altre citt. A Castellabate tante le persone in spiaggia e nei luoghi di maggiore affluenza mentre nella città dei templi il passeggio, sulla camminata a ridosso dell’area archeologica, ha registrato tantissime persone che, seppur camminavano in maniera ordinata, non sempre hanno rispettato le regole e indossato i presidi di protezione. Polemiche sui social per assembramenti non sono mancate anche nella città di Vallo della Lucania. C’è chi si indigna per così tanto menefreghismo e chi invece punta il dito contro lo scarso servizio delle forze dell’ordine.

La voglia di tornare a divertirsi dopo un periodo buio è normale, ma è sacrosanto farlo rispettando le norme di sicurezza e il duro lavoro fatto da tutta la comunità per non ritrovarsi nel baratro chiamato Coronavirus. Ci sono state vite perse e gente che ha combattuto con la malattia,ma si fa presto a dimenticare.

L’emergenza sanitaria è ancora in corso e la parola d’ordine, per tornare alla propria vita senza rischiare e far rischiare gli altri, è responsabilità e senso civico.