Ads-Elysium-lunga

Eredita: “L’eredità violata”: Intervista all’autore Giuseppe Abate

Attualità “L’eredità violata”: Intervista all’autore Giuseppe Abate
  Condividi:  
983 08/12/2020

Lo scorso 30 agosto sono stati proclamati i vincitori delle diverse sezioni del Premio Letterario il Borgo Italiano 2020- Borgo di Aci Castello. Il primo classificato della -sezione romanzo inedito- è stato Giuseppe Abate per il borgo di Eredita Cilento (SA) con il romanzo: “L’eredità violata”. Il giovane nutrizionista con una forte passione per la storia, non appena ricevuta la “targa premio”, ha dichiarato sul suo profilo social: “Grazie a questo romanzo, ho avuto l’onore di rappresentare la mia terra ed è per questo motivo che mi sento in dovere di dire che questo premio non appartiene soltanto a me, ma è il “nostro” premio”. Parole che ribadisce durante l’intervista

Come è nata l’idea di scrivere un libro sul suo paese?
“È partito tutto da questo legame per la tradizione credo più antica di Eredita che è la celebrazione in onore di San Giovanni Battista. Per diversi anni ho contribuito al comitato organizzatore e ho avuto modo di conoscere storie, aneddoti, leggende sia sulla festa sia sul paese. Così per scherzo nel 2016 pensai di scrivere qualcosa, poi mi sono fatto prendere la mano e sono arrivato fino alla fine, riuscendo a costruirne una vicenda particolare.

Qual è la trama del romanzo?
“Il romanzo è ambientato principalmente ad Eredita ma anche in qualche altro borgo dell’Alto Cilento e i personaggi si muovono nel primo Novecento. La vicenda parla di un furto, nel 1912 viene trafugata la tracolla di ori ex voto con cui si veste la statua di San Giovanni durante la processione del 24 giugno. Un contadino quindicenne, protagonista della vicenda, cerca di recuperare la refurtiva chiedendo aiuto a un vecchio amico del padre che non abita più ad Eredita ma torna ogni anno in occasione della festa patronale e durante gli innumerevoli tentativi stringono anche un legame di forte di amicizia”.
Ricordiamo che il 10 dicembre alle 18:00 sulla piattaforma web “Zoom” ci sarà la conferenza stampa di presentazione del romanzo?
“Si, il 10 ci sarà la presentazione ufficiale organizzata dall’editore Gianni Petrizzo. Appena ha saputo della realizzazione dell’opera si è proposto di farmi da editore ed io ho subito accettato con grande piacere perché lo conosco da diversi anni e conosco soprattutto il suo entusiasmo e le sue capacità professionali”.

Cosa si aspetta da questo libro e qual è il suo augurio?
“Mi auguro principalmente due cose: in primis che i lettori di Eredita e dei dintorni, coloro che conoscono tanto Eredita quanto la festa patronale, possano riconoscere nei personaggi presenti nel romanzo se stessi o persone a loro care che non ci sono più o che tuttora ci sono perché di certo non ho inserito i nomi veri. Si tratta di personaggi minori, i protagonisti sono di pura fantasia, mentre i minori non solo animano il contesto ma sono proprio loro il contesto e stiamo parlando di personaggi che poi sono entrati di diritto nella storia di Eredita. Poi mi auguro che questo romanzo possa dare il suo piccolo contributo ad accrescere l’immagine del Cilento che negli ultimi anni è stata fortunatamente rivalutata ricordandoci che il nostro territorio è magnifico ma non solo per l’aspetto enogastronomico, i paesaggi, il fare contadino che stiamo pian piano rispolverando ma soprattutto perché è un baule di tradizioni, storie e arte che ancora non conosciamo a fondo e che dobbiamo esplorare e ovviamente difendere. Io con questo romanzo ho cercato di far venire fuori qualcuna delle nostre tradizioni, in modo particolare quella della festa patronale di Eredita”.
Questo Premio Letterario ha messo in risalto le qualità di un giovane, una risorsa del nostro territorio, il quale attraverso il suo romanzo ha dato voce al piccolo centro del Cilento, lo stesso in cui vive e nel quale ha deciso di restare.