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Agropoli: Lettera alla Giunta di Agropoli del consigliere di opposizione Agostino Abate

Politica Lettera alla Giunta di Agropoli del consigliere di opposizione Agostino Abate
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126 17/04/2020

Gent.mo Presidente ,

come è a lei ben noto, da tempo , nella mia qualità di consigliere di minoranza del comune di Agropoli , ho interrotto ogni confronto con il Sindaco e con la maggioranza ed ho limitato lo stesso solo nella fase delle sedute consiliari. Il motivo di tale interruzione è dovuto al fattaccio con cui Sindaco e maggioranza abolirono, con un vergognoso atto consiliare, il question time , negando di FATTO anche il minimo confronto democratico. In questo momento di buio completo per il nostro presente e per il nostro futuro la medicina ha giustamente suggerito il distanziamento sociale e per questa emergenza sanitaria alcune figure
istituzionali nazionali e locali hanno assunto, per legge, il potere di agire con ordinanze varie e variabili. Ordinanze locali che devono essere adottate nell’ambito delle misure assunte dal Governo in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica. In questo quadro sanitario ed istituzionale ed in cui, come già detto, il Sindaco assume, per legge , responsabilità e poteri emergenziali e di controllo, Noi cittadini tutti (compreso i consiglieri
comunali) abbiamo rispettato puntualmente le varie ordinanze nazionali e locali senza battere ciglio e senza mai proferire parola. Parola che , peraltro, non mi è stata mai richiesta. Nella mia qualità di consigliere comunale , pur non condividendo alcune scelte fatte dal Sindaco , ho accettato e sopportato tutte le decisioni assunte in questo momento particolare senza maipolemizzare. Ho anche sopportato e digerito senza rigurgito che il Sindaco , dopo aver “pubblicizzato” i suoi
esclusivi meriti per una prossima apertura dell’ospedale a sede Covid 19, ringraziasse i Suoi consiglieri (di maggioranza) per l’enorme senso di responsabilità dimostrato.( ?) In questi giorni ho ascoltato interventi di Sindaci e Presidenti di Regioni che annunciano programmazioni territoriali per l’imminente stagione estiva o per la risoluzione della crisi consequenziale a queste forzate chiusure . Questi annunci , che oltrepassano abbondantemente la gestione della fase emergenziale sanitaria , costituiscono illegittime invasioni dei campi istituzionali e ingenerano nella popolazione la percezione di una nuova figura istituzionale non prevista dal nostro ordinamento (Sindaco decisore assoluto). Purtroppo anche il nostro Sindaco , con le sue pubbliche esternazioni , confondendo le responsabilità ,i poteri ed i ruoli istituzionali , sembra essersi calato in questa nuova figura.  Caro Presidente è arrivato perciò il momento di pensare celermente alla fase della programmazione economica e sociale della nostra città al fine di contenere gli inevitabili danni conseguenti alla epidemia . E’ ovvio che una tale programmazione , che spazia dal territorio al turismo ed al commercio , è riservata al nostro governo istituzionale comunale che deve agire rapidamente e senza ulterioreindugio. Oltretutto siamo già vittime di un PUC (Piano Urbanistico Comunale) che dopo tre anni di agonia ha dovuto ri-cedere il passo al precedente ed obsoleto PDF (Programma di Fabbricazione) ; questo è il risultato evidente di una precedente ed arrogante mancanza di confronto con le minoranze e con la società tutta. E’ arrivato perciò il momento in cui la Sua funzione di Presidente del consiglio Comunale assumeun rilievo fondamentale per consentire il legittimo dialogo istituzionale ed ufficiale fra maggioranza e minoranza , garantendo anche il coinvolgimento diretto delle forze economiche e sociali presenti in città. Comunicare fra forze politiche e sociali significa intendere il dialogo come processo per giungere ad un risultato finale condiviso. Limitarsi, invece, alla semplice discussione consiliare si sostanzierebbe in una mera e stereotipata ratifica di una decisione già presa dalla maggioranza e ciò finirebbe per aggravare ancor di più il clima di tensione già presente nella nostra comunità. Le rivolgo perciò l’invito ad istituire da subito un primo tavolo pubblico telematico di confronto fra maggioranza e minoranza e ad estenderlo poi , con rapidità , anche alle forze economiche e sociali presenti in città. Dobbiamo tutti avere e soprattutto dare la certezza di un clima sociale diverso da quello che si è generato nell’ultimo decennio. Il protagonismo personale genera solo miseria ed è “patrimonio” di altri tempi che non deve più appartenerci.

La prego di inoltrare questa mia comunicazione agli altri intestatari per opportuna conoscenza.
Nel ringraziarLa per la cortese attenzione, La saluto distintamente.

Agostino Abate – consigliere comunale –