Agropoli: L’Ospedale civile, non più PSAUT, entra nella rete di Urgenza-Emergenza con DEA di livello superiore.

Attualità L’Ospedale civile, non più PSAUT, entra nella rete di Urgenza-Emergenza con DEA di livello superiore.
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2225 09/06/2020

 

Il 18 marzo 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Supplemento ordinario n.15) il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 con i nuovi Livelli essenziali di assistenza.

Il nuovo Decreto sostituisce infatti integralmente il DPCM 29 novembre 2001, con cui i LEA erano stati definiti per la prima volta.

Il provvedimento, che rappresenta il risultato di un lavoro condiviso tra Stato, Regioni, Province autonome e Società scientifiche, è stato predisposto in attuazione della Legge di stabilità 2016, che ha vincolato 800 milioni di euro per l’aggiornamento dei LEA. Il DPCM 12 gennaio 2017 e gli allegati che ne sono parte integrante:

definisce le attività, i servizi e le prestazioni garantite ai cittadini con le risorse pubbliche messe a disposizione del Servizio sanitario nazionale;
descrive con maggiore dettaglio e precisione prestazioni e attività oggi già incluse nei livelli essenziali di assistenza;
ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dal ticket;
innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica, introducendo prestazioni tecnologicamente avanzate ed escludendo prestazioni obsolete (fino all’entrata in vigore dei nuovi nomenclatori, per la specialistica ambulatoriale resta valido l’elenco di prestazioni allegato al DM 22 luglio 1996 e per la protesica quello allegato al DM n. 332/1999).
I Tre grandi Livelli individuati dal DPCM
Il DPCM individua tre grandi Livelli:

Prevenzione collettiva e sanità pubblica, che comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alle collettività ed ai singoli; in particolare:
sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali;
tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati;
sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
salute animale e igiene urbana veterinaria;
sicurezza alimentare – tutela della salute dei consumatori;
sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, inclusi la promozione di stili di vita sani ed i programmi organizzati di screening; sorveglianza e prevenzione nutrizionale;
attività medico legali per finalità pubbliche.
Assistenza distrettuale, vale a dire le attività e i servizi sanitari e socio-sanitari diffusi sul territorio, così articolati:
assistenza sanitaria di base;
emergenza sanitaria territoriale;
assistenza farmaceutica;
assistenza integrativa;
assistenza specialistica ambulatoriale;
assistenza protesica;
assistenza termale;
assistenza sociosanitaria domiciliare e territoriale;
assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale.
Assistenza ospedaliera, articolata nelle seguenti attività:
pronto soccorso;
ricovero ordinario per acuti;
day surgery;
day hospital;
riabilitazione e lungodegenza post acuzie;
attività trasfusionali;
attività di trapianto di cellule, organi e tessuti;
centri antiveleni (CAV).

Nel testo del DPCM il Capo IV è dedicato specificatamente all’Assistenza sociosanitaria, il Capo VI è dedicato all’Assistenza specifica a particolari categorie.

Le Regioni, come hanno fatto fino ad oggi, potranno garantire servizi e prestazioni ulteriori rispetto a quelle incluse nei LEA, utilizzando risorse proprie. ( Fonte SSN ).
Secondo il monitoraggio condotto dal Ministero della Salute e dal comitato LEA, sull’anno 2017, un dato che appare evidente e ci riguarda molto da vicino è quello della Regione Campania. Secondo, infatti, tale monitoraggio la Campania risulta avere un punteggio adeguato in materia di PREVENZIONE ( copertura vaccinale pediatrica a 24 mesi per esavalente e MPR, controllo animali e alimenti, stili di vita, screening oncologici) punteggio destinato a salire notevolmente nel 2020 grazie alle misure adottate nella fase di emergenza Covid, ma insufficiente in materia Ospedaliera (tasso di ospedalizzazione standardizzato rispetto alla popolazione residente, interventi per tumore maligno al seno eseguiti in reparti con volumi di attività superiore a 150 interventi annui, ricoveri a rischio inappropriatezza, quota di colecistectomie con degenza inferiore ai 3 giorni, over 65 operati di frattura al femore entro 2 giorni; parti cesarei in strutture con più e meno di 1000 parti l’anno) e Distrettuale (tasso di ospedalizzazione di adulti per diabete, Bpco e scompenso cardiaco e tasso di ospedalizzazione di minori per asma e gastroenterite, intervallo chiamata-arrivo mezzi di soccorso, tempi d’attesa, consumo di antibiotici, percentuale re-ricoveri in psichiatria, numero decessi da tumore assistiti da cure palliative, anziani non autosufficienti nelle RSA). E’ molto interessante capire, ancora una volta, che, in materia di PRONTO SOCCORSO, nell’abito della ASSISTENZA OSPEDALIERA, cosa prevede il Decreto 70.
“La funzione di pronto soccorso ospedaliero è garantita all’interno della rete ospedaliera dell’emergenza, alla costituzione della quale concorrono strutture di diversa complessità assistenziale ed organizzativa, poste tra loro in correlazione funzionale integrata, secondo il modello hub and spoke.
Tali strutture ospedaliere sono in grado di rispondere alle necessità d’intervento secondo livelli di capacità crescenti, grazie alla presenza di unità operative specialistiche, ai profili di competenza tecnico-professionale espressi dal personale operante e alle dotazioni tecnologiche e strumentali.

Il Decreto del Ministro della salute del 2 aprile 2015 n.70, relativo alla definizione degli standard dell’assistenza ospedaliera, individua le diverse tipologie di strutture deputate a rispondere alle necessità d’intervento urgente e le articola su quattro livelli di operatività:

Ospedale sede di Pronto Soccorso: è la struttura organizzativa ospedaliera deputata ad effettuare in emergenza-urgenza stabilizzazione clinica, procedure diagnostiche, trattamenti terapeutici, ricovero oppure trasferimento urgente al Dipartimento di Emergenza e Accettazione – DEA di livello superiore di cura, in continuità di assistenza, secondo specifici protocolli organizzativo-assistenziali mirati alla gestione delle diverse patologie. La funzione di pronto soccorso è prevista per un bacino di utenza di 80.000 – 150.000 abitanti, un tempo di percorrenza maggiore di un’ora dal centro dell’abitato al DEA di riferimento e un numero di accessi annuo appropriati superiore a 20.000 unità.
Ospedale sede di D.E.A. di I Livello: la struttura ospedaliera sede di DEA di I livello svolge funzioni di spoke nella rete dell’emergenza-urgenza; esegue tutti gli interventi previsti per l’ospedale sede di Pronto soccorso e svolge funzioni di accettazione in emergenza urgenza per patologie di maggiore complessità, di osservazione breve intensiva e di medicina di urgenza e, ove necessario, trasferisce in continuità di assistenza, al DEA di II Livello, superiore per livello di cura. La struttura sede di DEA di I Livello serve un bacino di utenza di 150.000 – 300.000 abitanti con un numero di accessi annui appropriati superiore a 45.000.
Ospedale D.E.A. di II Livello: la struttura ospedaliera sede di DEA di II livello esegue tutti gli interventi previsti nell’ospedale sede di DEA di I livello ed è sede di discipline di riferimento per le reti delle patologie complesse; effettua oltre agli interventi previsti per il DEA di I livello, le funzioni di accettazione in emergenza- urgenza per il trattamento delle patologie acute ad elevata complessità, in particolare per quanto attiene alle alte specialità o alle specialità che fanno riferimento a centri regionali o sovra regionali (Centro ustioni, Centro trapianti, Unità spinali, Cardiochirurgia, Neurochirurgia). La struttura sede di DEA di II Livello serve un bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, con numero di accessi annui appropriati superiore a 70.000, ricovero oppure trasferimento urgente al DEA di livello superiore di cura, in continuità di assistenza, secondo protocolli concordati per patologia (es. reti assistenziali ad alta complessità).
Presidio ospedaliero in zona particolarmente disagiata: è possibile attivare presidi ospedalieri di base per zone particolarmente disagiate, distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento (o 60 minuti dai presidi di pronto soccorso), superando i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace, per garantire il tempestivo accesso alle cure urgenti anche in condizioni orogeografiche svantaggiate.” ( Fonte SSN ). Alla luce di quanto previsto, quindi, l’apertura del pronto soccorso H24, ad Agropoli farebbe rientrare l’Ospedale di AGROPOLI, automaticamente nella RETE DI EMERGENZA, anche se non avesse le caratteristiche di DEA di I Livello ma non sarebbe più in ogni caso un “semplice” PSAU ma già un DEA di livello superiore di assistenza.
Quello che ci auguriamo tutti che l’apertura del Pronto Soccorso possa essere il primo, ma fondamentale passo per poter avere un giorno, ci auguriamo non molto lontano, un DEA di I Livello.

La necessità del cambio del piano Ospedaliero diventerebbe a questo punto una formalità altrimenti il pronto soccorso non potrebbe aprire. L’apertura del pronto soccorso, come specificato dalla legge, deve garantire altri servizi essenziali per la efficacia del pronto soccorso stesso: “…concorrono strutture di diversa complessità assistenziale ed organizzativa,poste tra loro in correlazione funzionale integrata…”. Devono essere presenti:
– Un medico H24 preferibilmente in possesso di idoneità in corsi di formazione di
A.L.S./A.C.L.S./A.T.L.S..
– Un infermiere coordinatore.
– Tre infermieri H24 preferibilmente in possesso di idoneità in corsi di formazione
B.L.S./B.L.S.D..
– Un infermiere addetto al Triage H12.
– O.S.S. in numero proporzionale al volume di attività.
Il P.S.O. che assicura l’assistenza di emergenza-urgenza per H24 è affiancato da figure
professionali che operano in regime di consulenza:
– Un anestesista rianimatore.
– Un cardiologo.
– Un chirurgo.
– Un ortopedico traumatologo.
– Un radiologo.
– Un patologo clinico.
– Un medico internista.
– Un tecnico di Laboratorio.
– Un tecnico di Radiologia.

Articolo scritto da Luciano Prota