Agropoli: Nelle classi della  primaria Landolfi circa l’80 % degli alunni è rientrato a scuola

Attualità Nelle classi della  primaria Landolfi circa l’80 % degli alunni è rientrato a scuola
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949 12/01/2021

Secondo giorno di scuola in presenza per i piccoli alunni del 1° Circolo Didattico Gino Landolfi della città di Agropoli. Abbiamo contattato il dirigente scolastico, Margherita Baldi per tracciare un bilancio delle presenze e chiedere la posizione dell’Istituto in merito alle richieste dei genitori che in questi ultimi giorni si sono susseguite sui riguardo la continuazione della DAD.

“Oggi, a dire il vero, è stato un po’ un secondo ‘primo giorno di scuola’: dopo circa tre mesi di sospensione delle attività didattiche in presenza, con una situazione emergenziale non ancora rassicurante, con le tante polemiche in corso, la riapertura  non è stata priva di apprensioni e preoccupazioni. 

Lo fa sapere la dirigente scolastisca del 1° circolo didattico Gino Landolfi, Margherita Baldi, alla nostra redazione. 

Tuttavia, nonostante tutto, a prima mattina, nelle classi della scuola primaria,  ho potuto constatare una presenza degli alunni quasi ordinaria, vicina circa all’80/ e nessuna particolare richiesta o rimostranza da parte dei genitori.

L’assetto organizzativo è rimasto sostanzialmente quello della riapertura di settembre, in linea con i protocolli ministeriali, tranne per l’obbligo delle mascherine, entrato in vigore col DPCM del 3 dicembre, e per l’introduzione di qualche altra misura, come il cambio delle calzature nella scuola dell’infanzia.

Al momento, ripeto, – sottolinea la dirigente-  non ho registrato proteste o richieste da parte delle famiglie probabilmente perché ho chiarito la posizione della scuola già in occasione dei consigli di novembre e poi in sede di consiglio di circolo a dicembre: la scuola ha sì un margine di autonomia, didattica ed organizzativa, ma questa prerogativa  si declina nell’ambito di direttive che sono ministeriali e che hanno lo scopo proprio di garantire equità e parità di diritti su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito di questa autonomia non è possibile, quindi, organizzare una scuola ‘a la carte’ , come vorrebbero alcuni genitori,  perché non è consentito da un’istituzione che eroga un servizio pubblico né è realizzabile sulla base delle risorse, materiali e professionali,  di cui la scuola dispone, esistono inoltre anche limiti di carattere sindacale alla ‘funzione docente’ …..

Inoltre, come ha chiarito anche il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, la dott.ssa Luisa Fanzese, i genitori che non si sentono sicuri  possono ricorrere all’istituto dell’istruzione parentale, che consente alle famiglie di prendersi in carico il percorso di istruzione del figlio/a, con un esame di idoneità entro il mese di giugno. Diversamente la scuola deve rispettare le direttive del Governo o, eventualmente, le ordinanze della Regione e del Comune.

Aggiungerei che  è opportuno che il confronto e le eventuali decisioni maturino nell’ambito delle sedi delegate e legittimate dalla norma, in questo caso il Consiglio di Circolo, secondo i principi  della democrazia più autentica.

Questa è la situazione allo stato attuale, sottolineando che abbiamo la piena consapevolezza che l’emergenza sanitaria è in evoluzione e potrebbe essere necessario adottare diverse misure organizzative, sempre nell’alveo di quanto le norme ci consentono di attuare”.