Roccadaspide: Parte il progetto “Roccadaspide Green” per lavori di pubblica utilità dei percettori di reddito di cittadinanza.

Attualità Parte il progetto “Roccadaspide Green” per lavori di pubblica utilità dei percettori di reddito di cittadinanza.
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239 03/08/2020

 

Sono stati avviati al lavoro i primi due percettori del reddito di cittadinanza impiegati nel progetto di pubblica utilità approvato dal Comune di Roccadaspide denominato “Roccadaspide Green”.
Un progetto quello realizzato dall’ente comunale in attuazione del Decreto Legge 102/2020 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Sono in totale otto i precettori di reddito di cittadinanza che saranno complessivamente impiegati in lavori di pubblica utilità, e precisamente a supporto delle attività di pulizia delle aree pubbliche. Quattro di essi sono stati individuati dal Servizio Sociale Professionale e quattro dal Centro per l’Impiego di Roccadaspide. Si occuperanno di compiere attività di pulizia delle strade, di raccolta differenziata e di mantenimento del decoro urbano, attraverso la manutenzione e la pulizia di marciapiedi, giardini e aree verdi, in affiancamento ai dipendenti comunali impiegati in tale servizio.
Con tale progetto l’ente comunale intende stimolare la partecipazione attiva alla vita della comunità, rendendo partecipi i cittadini agli interventi di interesse generale, che consentono la valorizzazione del territorio urbano e, contemporaneamente, la sensibilizzazione dei cittadini al rispetto per l’ambiente e per i beni comuni.
I partecipanti al progetto saranno impegnati per dodici mesi a rotazione secondo le modalità previste dal progetto stesso.

“Un progetto che risulta necessario e molto utile – afferma il Sindaco Gabriele Iuliano – perché consente, da un lato, ai precettori di reddito di cittadinanza di svolgere attività a vantaggio della cosa pubblica e, dall’altro, di impiegare al meglio e secondo una logica di maggiore equità e giustizia le risorse destinate a finanziare il sostegno al reddito previsto dal Governo con la misura del RDC. Un modo per dare valore anche al reddito percepito, che non diventa più una mera forma di assistenzialismo ma che si inserisce in una logica di valorizzazione dell’idea di lavoro, intesa come espressione massima della dignità dell’individuo. Mi auguro che per il futuro simili forme di sostegno possano essere sempre più attenzionate e concepite dai governi per consentire di attivare una reale azione di avviamento al lavoro di tante persone svantaggiate, in massima parte disoccupate o fuoriuscite dal circuito produttivo, e che necessitano di trovare, appunto, una loro immediata collocazione e/o ricollocazione attiva proprio nel mondo produttivo e del lavoro”.