Salute: Rubrica “Nutrizione e Benessere”: Calcolosi renale e alimentazione

Rubrica “Nutrizione e Benessere”: Calcolosi renale e alimentazione
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138 29/05/2020

 

Questa settimana nell’ambito del nostro consueto appuntamento con la rubrica “Nutrizione e Benessere” discuteremo le strategie nutrizionali nei confronti di una condizione molto comune, ovvero la calcolosi renale. I calcoli renali sono delle masse di piccole dimensioni che si formano nei reni o nelle vie urinarie, provocando dolore, sanguinamento, infezione oppure ostruzione del flusso urinario. I calcoli si differenziano in base alle dimensioni (dalla renella a grandezze maggiori che causano complicanze), alla composizione, alla forma e al colore e, in particolare, le nefrolitiasi di maggiore riscontro sono: calcica, uratica, ossalica e cistinica. La variante più comune nella popolazione (75-85% della popolazione) è sicuramente quella costituita dagli ossalati di calcio. L’eliminazione del calcolo può essere spontanea richiedendo anche qualche settimana oppure è necessario l’intervento medico. Nel 90% dei casi la calcolosi renale è idiopatica, mentre nel restante 10% è secondaria a patologie renali o extrarenali. Alla base della formazione e del tipo di calcolo insistono fattori predisponenti quali i metabolici ereditari, i disturbi endocrini, i problemi urologici e i problemi mal formativi. A questi si associano la disidratazione, la sovra saturazione urinaria della sostanza che forma il calcolo, le modificazioni del PH urinario, il sovrappeso e l’obesità, le infezioni croniche delle vie urinarie, l’assunzione di farmaci. In quest’ottica la terapia alimentare si propone di: diminuire la concentrazione urinaria delle sostanze formanti il calcolo, aumentando l’apporto idrico e la riduzione dell’introito alimentare delle sostanze responsabili (calcio, acido urico, etc…). Le linee guida alimentari prevedono una riduzione calorica che miri a raggiungere il peso corporeo desiderabile in maniera lenta in quanto un rapido calo di peso potrebbe favorire la precipitazione dei soluti e l’aumento del calcolo. Fondamentale è la terapia idrica che prevede l’eliminazione di almeno 2 litri di urine al giorno, ottenibile con l’assunzione giornaliera di 2,5-3 litri di acqua. Sulla base del tipo di calcolo si provvederà ad una riduzione più o meno drastica del singolo elemento, ad esempio: per la calcolosi uratica si provvederà, così come nella gotta, alla riduzione dei cibi contenenti purine (frattaglie, insaccati, sardine, acciughe, sgombri, molluschi, merluzzo, tacchino, pollo, spinaci, funghi, fagioli, lenticchie, asparagi, etc…) mentre, nella calcolosi ossalica, si limiteranno gli alimenti ricchi in acido ossalico (cioccolato, rabarbaro, sedano, spinaci, bietole, rucola, frutta secca, soia, tè, etc..). Fondamentale è anche la prevenzione delle recidive, molto frequenti nella calcolosi renale, che deve essere proseguita indefinitamente e basarsi sulle seguenti misure dietetiche generali: corretta idratazione (almeno 2L di acqua); limitare il consumo di sale ed utilizzare, come alternativa, spezie; evitare gli zuccheri semplici; moderare l’apporto di proteine animali; tenere sotto controllo le porzioni e il proprio peso corporeo; prediligere metodi di cottura semplici: al vapore, in acqua, alla griglia, al forno,etcc.; ridurre gli alimenti ricchi in acidi grassi saturi e preferire quelli con un maggior contenuto in acidi grassi insaturi; consumare frutta, tranne quelle particolarmente ricca in fruttosio, e verdura, tranne quella già citata ricca di acido ossalico; evitare gli alcolici; praticare una regolare attività fisica; aumentare il consumo di alimenti contenenti fitati che sembrano inibire la cristallizzazione dei sali di calcio. Infine, il consiglio più importante: come sempre, quando si ha necessità di intraprendere un particolare regime dietetico in seguito ad una diagnosi medica, è fondamentale rivolgersi sempre a professionisti della nutrizione.