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Salute: Rubrica “Nutrizione e Benessere” : Il Latte

Attualità Rubrica “Nutrizione e Benessere” : Il Latte
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271 08/05/2020

Questa settimana per il nostro consueto appuntamento con la rubrica “Nutrizione e Benessere”, parliamo di un alimento che, negli ultimi tempi, ha creato tantissime discussioni tra chi è favorevole e chi no al suo consumo: il latte. La diatriba nasce probabilmente dalla pubblicazione qualche anno fa dell’ormai famoso libro “The China Study” di Campbell, che puntava il dito soprattutto contro la caseina, la principale proteina del latte, ritenuta responsabile di favorire tutta una serie di neoplasie attraverso l’incremento della produzione di alcuni ormoni e fattori di crescita. Ma questi studi, tra l’altro non pubblicati su riviste scientifiche accreditate, non sono mai stati accettati dalla comunità scientifica internazionale tanto che sia la FAO, l’OMS  che l’ AIRC ribadiscono che “non esistono studi a favore dell’eliminazione totale delle proteine di origine animale e, in particolare, dei latticini”. Tutto ciò ha comunque contribuito a un progressivo calo del consumo di latte, anche in Italia, dove il consumo medio è di 120g contro i 250g suggeriti. Vediamone le caratteristiche. Il latte, tecnicamente è “il prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa, di animali in buono stato di salute e nutrizione”, la cui composizione varia a seconda della razza dell’animale, l’età , lo stato di salute e il periodo della mungitura. Si presenta come un liquido opalescente, dal sapore dolciastro in cui vi sono disperse tantissime sostanze, infatti, proprio per questa sua grande ricchezza di nutrienti, è, tra i vari alimenti, quello che forse più si avvicina al concetto di “alimento completo”. A seconda della provenienza, si distinguono varie tipologie di latte, come ad esempio il latte di capra o di asina oppure, se da fonti vegetali, il latte di soia o di riso ma questi ultimi hanno caratteristiche nutrizionali completamente diverse. Il latte più diffuso e consumato è il latte vaccino. Per eliminare qualsiasi microrganismo potenzialmente patogeno per l’uomo, il latte subisce un trattamento termico: pastorizzazione, sterilizzazione (UHT) oppure microfiltrazione. In ogni caso, qualunque tipo di latte deve essere consumato entro la data di scadenza e, una volta aperto il contenitore, deve essere riposto in frigorifero a +4C e consumato entro 2-3 giorni. In generale il latte, appartenente al II gruppo fondamentale degli alimenti, lo possiamo considerare un ottimo alimento, ricco in proteine ad elevato valore biologico, sali minerali (tranne il ferro), vitamine, glicidi rappresentati soprattutto dal lattosio, acidi grassi saturi e insaturi e un numero variabile, a seconda della scrematura, di calorie (tra le 35 e le 65 Kcal per 100ml). In base al contenuto di grassi, lo possiamo classificare in latte intero (componente grassa intorno al 4%), latte parzialmente scremato (1,5-1,8%) e latte scremato (circa 0,3%). Vediamo, ora, i benefici derivanti dal consumo di latte: innanzitutto è ricco di calcio e fosforo, minerali fondamentali per il benessere dell’apparato scheletrico e per prevenire l’osteoporosi; è fondamentale per la crescita di bambini e adolescenti grazie alla sua ricchezza di sali minerali e vitamine; contiene Vit. B12, necessaria al corretto funzionamento del sistema nervoso, a maggior ragione per i vegetariani mentre il latte non è un alimento adatto alla dieta dei vegani; grazie al buon contenuto di potassio, aiuta a mantenere sotto controllo i livelli di pressione arteriosa; contiene proteine ad elevato valore biologico, importanti per la crescita della massa muscolare; per i livelli di calcio è consigliato sia in gravidanza che in allattamento; nella versione scremata può essere inserito in un’alimentazione ipocalorica anche perché riesce a donare un certo senso di sazietà; contiene diverse sostanze antiossidanti tra cui la Vit. A; ha un basso indice glicemico e quindi, soprattutto nella versione parzialmente scremata o scremata, può essere consumato dal diabetico nell’ambito di un’alimentazione controllata; infine, uno studio pubblicato su “The Lancet” ha dimostrato come un regolare consumo di latte e latticini, rispetto all’eliminazione dalla dieta, sia associato a un minor rischio di mortalità per ogni causa, patologie cardiovascolari e ictus.  La porzione media da consumare al giorno è di circa 150ml, a cui aggiungere le porzioni di latticini almeno un paio di volte a settimana mentre per i bambini dopo il primo anno di età, l’OMS consiglia di far assumere 400ml di latte vaccino al giorno. Tra le controindicazioni, invece, troviamo sicuramente l’allergia alle proteine del latte, l’intolleranza al lattosio (chi soffre di questo disturbo può utilizzare il latte e i suoi derivati delattosati); chi è in sovrappeso e/o i soggetti con dislipidemia è bene che evitino il latte nella versione intera e preferiscano quelle più magre; il latte intero, inoltre, è preferibile evitarlo in caso di epatosteatosi, colelitiasi, esofagite da reflusso ed il latte può essere anche un alimento a rischio per chi soffre di colite, ma, in questo caso, c’è da valutare la tolleranza o meno individuale. In conclusione, possiamo dire che, aldilà della diffusione di informazioni che non trovano riscontri nella comunità scientifica e al netto dell’esclusione per particolari patologie, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, non c’è motivo di eliminare dalla propria alimentazione questo alimento.