Agropoli: Scoperte 62 persone che hanno percepito indebitamente il RDC: Recuperati 750.000,00 dai finanzieri agropolesi

Cronaca Scoperte 62 persone che hanno percepito indebitamente il RDC: Recuperati 750.000,00 dai finanzieri agropolesi
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1439 04/01/2021

Terminato l’anno 2020 la Compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli traccia un bilancio sull’attività svolta nel corso dell’anno e si sofferma su una operazione che ha portato i militari ha scoprire 62 persone, residenti nel Comune di Agropoli o in quelli viciniori, che hanno reso false dichiarazioni all’INPS al fine di ottenere in maniera illecita il Reddito di Cittadinanza per un importo complessivo pari a circa € 750.000,00 di cui 485.000 già indebitamente percepiti ed € 265.000 non ancora riscossi a seguito dell’intervento delle fiamme gialle.

I finanzieri di Agropoli, inoltre, hanno segnalato all’INPS ed all’Autorità Giudiziaria la posizione di 62 soggetti richiedenti questa prestazione sociale economica destinata ai soggetti indigenti ed a rischio emarginazione, in quanto, presentavano false dichiarazioni ISEE, omettendo di comunicare dati rilevanti ai fini del conseguimento del beneficio o attestando fatti o situazioni non vere.
In diversi casi, alcuni studenti universitari fuori-sede, pur essendo di età inferiore ai 26 anni e dichiaratisi unico componente del proprio nucleo familiare, senza alcun reddito e senza beni patrimoniali, hanno presentato domanda seppur giuridicamente ancora a carico dei propri genitori che sono risultati essere dei professionisti con redditi annuali anche superiori ai 100.00,00 euro.

Molti sono stati i casi di persone che omettevano di dichiarare la proprietà di case e terreni, il recente acquisto di autovetture o le somme detenute sui propri conti correnti bancari o libretti di risparmio postali, superiori alle soglie massime previste dalla legge. Due le persone segnalate perché non avevano dichiarato redditi percepiti a seguito di cospicue vincite ai giochi on-line. Non pochi, infine, sono stati gli stranieri che hanno falsamente attestato di risiedere in Italia da almeno dieci anni o coloro che hanno omesso di comunicare di essere decaduti dalla prestazione avendo avviato un’attività di lavoro autonomo o un’impresa o di essere stati assunti quali lavoratori dipendenti.
Previa segnalazione alle autorità competenti, sono state immediatamente avviate le procedure per la “revoca” del beneficio e per il recupero dell’indebito riscosso attraverso i sequestri degli importi illecitamente riscossi e rinvenuti sui conti correnti dei furbetti.

Le attività svolte s’inseriscono nella più ampia attività della Guardia di Finanza a contrasto di ogni forma d’illegalità, con particolare attenzione alla tutela della spesa pubblica a sostegno del reddito per i meno abbienti, soprattutto nell’attuale scenario socio-economico di riferimento, fortemente depresso dalla severa emergenza sanitaria in corso.