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Regione Campania: Stop ai ricoveri programmati anche nella sanità privata

Attualità Stop ai ricoveri programmati anche nella sanità privata
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835 26/10/2020

 

“E’ chiaro che la Campania sta scontando oggi i ritardi di almeno cinque mesi in cui era conclamata una ipotesi di recrudescenza dell’epidemia che oltre a durare per tutto il 2020 si prospetta che avrà un prosieguo anche per l’anno 2021. E’ di oggi la notizia che l’unità di crisi regionale ha disposto la sospensione delle attività ambulatoriali e dei ricoveri programmati sia medici che chirurgici alle Case di Cura Private Accreditate e agli Ospedali Classificati del Sistema Sanitario Regionale. Ciò per la regione significa che: gli screening non sono importanti, un ernia al disco non sarà operata, interventi di piccola chirurgia seppur non vitali saranno disdettati e non messi in lista d’attesa per i prossimi mesi, e quanto possa essere indispensabile in chiave di prevenzione, diagnosi e cura comunque importanti per la vita di una persona, non saranno effettuati e altre patologie seppur rientranti nei livelli essenziali di assistenza, per la regione Campania evidentemente non son cosi essenziali.. Questa disposizione emanata dalla Regione non farà altro che aumentare l’afflusso dei pazienti con patologie varie in attesa di diagnosi, e in attesa di screening negli ospedali che, hanno già dimostrato una volta la loro totale inefficienza e mancanza di organizzazione, per non parlare poi dell’inadeguata individuazione dei percorsi Covid e non che stanno determinando il contagio per numerosi operatori sanitari. Quanto tutto questo inciderà sulla salute dei cittadini salernitani, non è facile da stimare, ma qualcosa si può immaginare. Tutto questo – sottolinea il segretario generale CISL FP Pietro Antonacchio – sta creando inevitabili conseguenze, e il futuro senza adeguate misure di contenimento e di prevenzione, si prospetta ancor più drammatico. Occorre evitare il panico e l’unica strada è dare risposte veloce ai diversi bisogni dei cittadini, a chi ha il sospetto di essere stato contagiato, a chi è positivo, ma anche a quanti devono eseguire uno screening o un intervento di chirurgia E’ di fondamentale importanza quindi il sostegno degli enti convenzionati accreditati. Suggerimenti e idee il sindacato le ha quel che manca è la terza parola chiave: confronto che a livello regionale e in ogni singola azienda dal mese di febbraio manca e forse è questa la ragione di tanta approssimazione e incoerenza. Bisogna che il Presidente cominci sul serio a pensare che da solo non ce la può fare e che cominci a confrontarsi con tutte le parti sociali, anche in considerazione che tutti gli strumenti messi in campo e i dirigenti che stanno operando risultano inadeguati a gestire una situazione complessa ed esplosiva”.