RUBRICA NUTRIZIONE E BENESSERE: “LA PIZZA”

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La pizza è uno dei simboli dell’Italia nel mondo, amata da adulti e bambini, a una pizza non si dice mai no che sia per una serata con amici in pizzeria, preparata in casa o come spuntino veloce in pausa pranzo. Secondo l’Istituto europeo della pizza, un italiano ne consuma 7,6 chilogrammi l’anno per un totale di 3 miliardi di pizze consumate in tutta Italia in 365 giorni. La pizza, in tutte le sue varianti, di sicuro accontenta tutti i palati ma un po’ meno la linea anche se con qualche accorgimento e nell’ambito di una sana alimentazione può essere consumata con gusto. In effetti la pizza è un piatto da consumare solo occasionalmente, vediamo il perché. Partiamo dalle calorie: una pizza tonda contiene all’incirca 700/800 calorie, provenienti per gran parte da carboidrati (oltre il 50%), poi da grassi (circa il 30%) e da proteine (15%); ha quindi un numero di calorie sufficienti per soddisfare un intero pasto ma non particolarmente completo in quanto presenta molti carboidrati e grassi e poche proteine e fibre. Ovviamente molto dipende anche dalla tipologia di pizza che scegliamo, dalla qualità degli ingredienti e dalla modalità di preparazione. La pizza non è nient’altro che un impasto di farina, acqua, lievito di birra e sale da cui si ottiene una pasta che, una volta terminata la fase di lievitazione, va stesa e ricoperta, nel caso della classica margherita, di pomodoro fresco e pelato, mozzarella, olio, basilico e infine cotta nel forno a legna. Fondamentale è la lievitazione che deve essere lenta con l’aggiunta di lievito di birra o della pasta madre, in questo modo avremo una predigestione dei carboidrati e del glutine da parte dei lieviti e la pizza risulterà più digeribile e non causerà il comune senso di gonfiore, difficoltà digestiva e senso di sete. Altro tassello importante è la farina, meglio preferire farine non troppo raffinate, cioè di tipo 1 o 2, che hanno un maggior apporto di fibra, minerali, vitamine e un indice glicemico più basso. Per quanto riguarda gli altri ingredienti è buona norma prediligere il pomodoro San Marzano, olio extra vergine d’oliva e per la mozzarella meglio un fior di latte rispetto alla bufala (più gustosa ma anche più calorica) senza dimenticare un po’ di basilico fresco. In caso di ingredienti aggiuntivi preferire le verdure grigliate rispetto agli affettati che non solo aumentano la quota di sale che ingeriamo ma quando cotti liberano sostanze pericolose. A questo proposito è bene porre attenzione alla cottura, meglio il forno a legna rispetto all’elettrico ma attenzione al tipo di legna utilizzata e deve essere ben pulito poiché eventuali rimasugli di olio o formaggi bruciandosi liberano prodotti non salutari. Anche la pasta bruciata è potenzialmente nociva, quindi meglio evitare le croste annerite. Per le pizze da asporto è bene prestare attenzione anche al cartone per il trasporto ricordando che quelli ottenuti da cartone riciclato (di colore grigio e più economici) sono vietati perché con il calore possono favorire la migrazione di piombo, ftalati e altri composti tossici. Capitolo a parte riguarda le pizze surgelate, sconsigliate in assoluto per la scarsa qualità degli ingredienti utilizzati come olio di palma o di girasole invece che olio e.v.o, per la presenza di miglioratori delle farine e per l’abbondante utilizzo di sale, tale a volta da superare la dose giornaliera raccomandata. Vediamo ora qualche accortezza da mettere in pratica quando ci apprestiamo a gustare la nostra pizza: meglio iniziare con una bella insalata che induce il senso di sazietà e fornisce vitamine e minerali utili alla digestione; non abbiniamo alla pizza bibite gassate o alcoliche, antipasti fritti o dolci; per ridurre l’apporto calorico si può rinunciare ai bordi mangiando solo tre quarti della pizza; per concludere il pasto scegliere un frutto o macedonia senza aggiunta di zucchero e infine concedersi una bella passeggiata. In conclusione, nell’ambito di una sana alimentazione e di un corretto stile di vita, non c’è motivo di rinunciare al piacere di una pizza tenendo però sempre d’occhio la qualità di ciò che ingeriamo. A conferma di ciò, alcuni studi scientifici pubblicati dall’Istituto “Mario Negri” di Milano hanno affermato che chi d’abitudine consuma almeno una pizza a settimana può contare su una riduzione del 30% del rischio di infarto e inoltre, il consumo regolare di pizza si associa anche con una minore incidenza di tumori dell’apparato digerente; tutto ciò sembra spiegarsi con il fatto che chi mangia la pizza, predilige la Dieta Mediterranea che, come sappiamo, è l’unico protocollo alimentare scientificamente validato in grado di giovare alla nostra salute.

Dott. A. Ricci

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