Cilento, una crisi idrica che diventa emergenza.

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E’ una vera e propria emergenza idrica quella che si sta definendo nel territorio cilentano.

Un grido d’allarme lanciato da esperti, tecnici e dalla stessa popolazione, ancor prima dell’arrivo dei mesi estivi.

Per far fronte alla crisi idrica nel Cilento, lo scorso maggio, si è tenuto in Regione, a Napoli, un incontro alla presenza del Direttore generale per il settore dei servizi idrici della Regione, Michele Palmieri. Fu redatto, in quella specifica occasione, un piano di interventi che Consac, Comuni, Prefettura e Regione dovevano sinergicamente attuare. La Regione, cui era stato chiesto di emettere specifica ordinanza allo scopo di dichiarare la crisi idrica, si impegnava, tra le altre cose, a prendere in esame le proposte avanzate dal Consac. Ai Comuni spettava il dovere di emettere ordinanze in cui si faceva obbligo ai cittadini di evitare sprechi della risorsa idrica, applicando sanzioni in caso di mancato rispetto. Alla Prefettura veniva attribuita la facoltà di sopperire alle carenze idriche con l’uso di autobotti proprie e d’indire riunioni tra i soggetti interessati. Il Consac, azienda che gestisce la rete idrica in 50 comuni del territorio del Cilento e Vallo di Diano, assumeva l’impegno d’intensificare la ricerca e la riparazione di perdite principalmente sulla condotta del Faraone. Realizzata agli inizi degli anni ‘80 dalla Cassa del Mezzogiorno, questa condotta, che rappresenta la principale adduttrice gestita dal Consac, si sviluppa su 72 km di tubature che versano in pessime condizioni, con rotture lungo tutto il percorso, che causano una perdita della risorsa idrica vicina al 50%.

Risale alla fine di giugno, di questo bollente 2017, la firma del finanziamento di 4 milioni e 500 mila euro in favore di Consac. Una consistente somma di denaro offerta dalle due Bcc, la Banca del Cilento, di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania e la Banca di Buonabitacolo che, in questo momento di sofferenza, concretamente hanno scelto d’intervenire aiutando le loro comunità. Il Presidente di Consac, l’avv. Gennaro Maione, ha così commentato:  “Il finanziamento ottenuto costituisce per noi un’indispensabile boccata di ossigeno” […] “Questi 4 milioni e mezzo di euro consentiranno infatti di avviare una serie di attività che riguardano principalmente riparazioni delle condotte idriche. Conferendo economia alla struttura, il finanziamento permetterà sia di far fronte ad impegni già presi sia di avere una liquidità maggiore per affrontare l’attuale emergenza idrica, sulla quale stiamo lavorando in maniera serrata per evitare il più possibile disagi alle popolazioni salernitane.”

Il Consac presagiva questi disagi già dal mese di maggio intervenendo sul problema della grave crisi idrica da scarsità con un comunicato nel quale avvisava l’utenza dell’adozione, per ridurre gli sprechi, di limitazioni e divieti per consumi agricoli, il lavaggio di piazzali e la chiusura dei fontanini pubblici, nonché l’attuazione di sospensioni dell’erogazione per linee periferiche non destinate alla residenza. Si ipotizzava, inoltre, la possibilità di ricorrere a diffuse turnazioni dell’erogazione di acqua potabile nelle ore notturne e, se necessario, anche in quelle diurne.

La scarsità delle piogge invernali non ha permesso il ripristino delle dotazioni idriche delle principali falde acquifere destinate all’erogazione idropotabile, una riduzione del 48% della portata media delle fonti di approvvigionamento. “Reggiamo con gli impianti emergenziali, potabilizzatori e pozzi”, queste le parole in merito alla crisi idrica dell’ing. Felice Parrilli, Direttore dei servizi idropotabili del Consac.

Franco Ortolani, Professore Ordinario di geologia all’università “Federico II” di Napoli, lo scorso giugno, ha messo in risalto le principali risorse idriche del territorio cilentano: ben otto le sorgenti utilizzabili a cui si aggiungono ulteriori fonti d’acqua. “Nel Cilento c’è risorsa idropotabile naturale e gratuita tale da alimentare con piena soddisfazione gli abitanti fissi e quelli estivi”, queste le  parole del geologo. Invitava, inoltre, a progettare e operare in maniera preventiva per non arrivare all’ultimo momento, ossia ad emergenza, prevedibile, scoppiata.

Un quadro delicato, aggravato dall’incremento dell’afflusso dei turisti che determina un conseguente accrescimento del fabbisogno della risorsa idrica, dall’aumentare delle temperature e dal persistere della siccità. Una situazione che sta letteralmente sfuggendo di mano arrivando a considerarsi insostenibile.

Nel corso di questi mesi estivi abbiamo assistito ad un’escalation di comuni rimasti per molte ore a secco a causa di lavori di manutenzione e riparazione della rete idrica. Tra questi ricordiamo, con annesse le loro frazioni, i comuni di: Rutino, Omignano, Sessa Cilento, Montecorice, Serramezzana, Torre Orsaia, San Giovanni a Piro, Roccagloriosa, Celle di Bulgheria, Camerota Capoluogo, Lentiscosa, Pisciotta Capoluogo, Ascea Capoluogo e tanti altri.

A questi comuni si aggiunge il disagio di tanti altri paesi che, quotidianamente, subiscono la privazione di questo bene primario. L’ultimo avviso, pubblicato di recente dal Consac, rende noto che, a causa della notevole riduzione delle portate idriche delle fonti di approvvigionamento, al fine di accrescere l’accumulo di risorsa al serbatoio, viene sospesa l’erogazione idropotabile tutti i giorni (fino a nuovo avviso) dalle ore 16.00 fino alle ore 08.00 del giorno successivo, nei comuni di: Cannalonga, Moio della Civitella e frazione di Pellare, Gioi e frazione di Cardile, Salento, Orria e frazione di  Piano Vetrale, Perito e frazione di Ostigliano, Stio e Campora.

Seguirà, nei prossimi giorni, un report che raccoglierà le testimonianze e il malumore di tanti cittadini, utenti che sono stati costretti a vivere questo disagio durante tutta l’estate. Si vuole arrivare a far luce sul perché questa precaria condizione interessi alcuni comuni mentre persista in altri una soddisfacente erogazione dell’acqua potabile.

La fornitura dell’acqua potabile è un servizio pubblico essenziale. L’acqua è, essa stessa, condizione essenziale per la vita di tutti gli esseri umani.

Norma De Martino

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