Vallo della Lucania, continua la bagarre sulla fontana nel rione San Pantaleo

 

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La Fontana di Piazza Cattedrale, costruita nel centro storico di Vallo della Lucania (SA) ed inaugurata in occasione della festa del Santo Patrono, è costantemente al centro del dibattito.

Un’opera diventata famosa perché divenuta oggetto di polemiche, una struttura che ha suscitato il malcontento dell’opposizione comunale, di storici dell’arte ma anche di tanti semplici cittadini che ne contestano sproporzione ed inadeguatezza rispetto al contesto in cui inserita. I contrari alla realizzazione della fontana si sono organizzati nel Comitato di protesta battezzato con il nome di Divina Proporzione che, con oltre 500 firme raccolte, ne chiede l’abbattimento.

L’imponente struttura è stata argomento di discussione del consiglio comunale che si è tenuto lo scorso 30 luglio 2017. L’interrogazione rivolta dal Movimento Cinque Stelle, nella persona del suo capogruppo Pietro Miraldi, mirava a chiarire la natura e la somma del debito contratto dall’amministrazione per la messa in opera intendendo, inoltre, far luce sulle responsabilità delle scelte stilistiche ed estetiche.

Il Sindaco di Vallo della Lucania, il Dott. Antonio Aloia, durante la riunione ha sottolineato come la campagna di riqualificazione intrapresa della sua amministrazione abbia permesso di recuperare il degrado che regnava, da anni, nel rione San Pantaleo, evidenziando le responsabilità delle precedenti amministrazioni.

In merito all’interrogazione presentata dal M5S e discussa in consiglio comunale, il primo cittadino vallese avrebbe affermato che nell’esecuzione dei lavori di realizzazione della fontana non sono state rispettate tutte le caratteristiche tecniche previste dal progetto esecutivo. In accordo con la Soprintendenza si dovrebbe intervenire, a breve, nella rimozione di quanto non conforme, in particolar modo le piastrelle azzurre in ceramica di Vietri.

La Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Salerno e Avellino, l’arch. Francesca Casule, più volte interpellata, si è recata a Vallo della Lucania per un sopralluogo lo scorso 28 luglio 2017. In quell’occasione – come riferisce il Sindaco Aloia – avrebbe espresso, a voce, le sue obiezioni riguardo il materiale utilizzato, incongruente al progetto approvato.

L’opera non si può abbattere, come molti auspicavano, ma si modificherà intervenendo per quel che riguarda il rivestimento in ceramica.

La decisione è stata presa ma la polemica non si è sopita.

Il primo cittadino Aloia, come riporta il testo del comunicato stampa del M5S, pubblicato all’indomani del consiglio comunale, tiene a precisare “che le fasi della realizzazione della fontana sarebbero state condivise sia dai membri dell’opposizione, che hanno firmato la delibera… e il progetto preliminare della fontana, sia dai componenti del Comitato Divina Proporzione, così fortemente contrari all’opera ultimata di recente.”

Secondo gli oppositori, “i documenti firmati dai consiglieri comunali, così come gli incontri con gli abitanti del rione San Pantaleo, si riferirebbero ad un progetto preliminare, basato un rendering che mostrava rapporti dimensionali del tutto diversi e dove non veniva illustrato l’impiego delle piastrelle in ceramica di Vietri.” Varianti tecniche, sopravvenute in corso d’opera, che rappresentano i principali elementi d’impatto della fontana nel suo contesto e che hanno sollevato la forte contestazione della popolazione.

Il Sindaco della cittadina vallese ricorda, inoltre, che il progetto definitivo è stato trasmesso alla Soprintendenza, per l’approvazione, in data 3 gennaio 2014. L’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza è arrivata un mese dopo ma, secondo i contrari alla fontana, il documento si riferirebbe al progetto generale di riqualificazione dell’intero centro storico e non all’opera specifica.

Vittorio Sgarbi, in una sua recente visita nella cittadina vallese,  si è intrattenuto davanti alla fontana bocciando aspramente l’opera. “Vallo della Lucania sur le mer”, con queste parole, ironiche e sagaci, il famoso critico d’arte contesta colore e materiale delle piastrelle, non appropriati ad una città che il mare vede solo da lontano.

Per i lavori di riqualificazione e per la costruzione della fontana è stata stanziata una somma di circa 700 mila euro, reperita grazie ad un debito contratto con la Cassa Depositi e Presiti.

Il portavoce dei grillini, Pietro Miraldi, solleva ora il dubbio (chi provvederà economicamente all’intervento di rimozione delle piastrelle?) e paventa il timore (che siano proprio i cittadini vallesi a doversene fare carico).

“Il Gruppo del Movimento a Cinque Stelle insieme al Comitato Divina Proporzione e a tutti i cittadini che hanno realmente a cuore il recupero e la valorizzazione rispettosa del centro storico di Vallo, continueranno a pretendere che venga fatta luce su tutto l’iter burocratico e legale che ha portato alla realizzazione di un’opera cosi palesemente impattante e che vengano chiarite le relative responsabilità da parte di tutti gli attori, per impedire che in futuro si continui a fraintendere il concetto di riqualificazione con interventi tesi a peggiorare una situazione già compromessa e che avrebbe bisogno di  ben altre soluzioni”, si legge nel comunicato stampa M5S.

A oltre un mese dalla decisione di rimuovere quelle piastrelle azzurrine, che non incontrano il gusto di nessuno ma che comunque rivestono tutto il corpo centrale della fontana, è ancora tutto fermo. Aspettando nuovi risvolti, la saga continua.

 

Norma De Martino

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