L’ipnosi porta benessere psicofisico

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Proviamo a pensare quanti benefici trarremmo se avessimo il potere di autodiagnosticarci le cause delle nostre sofferenze. Ecco, immaginiamoci con un display ed un sensore, i quali all’occorrenza ci permettano di captare i malesseri per poi annientarli definitivamente. Potrebbe apparire, questa, una speranza meramente utopistica, invece affidandoci a qualificati professionisti è scientificamente realizzabile. Allora, ricapitolando: presenza di malessere, un sensore in grado di rilevarne i dati ed un display ove leggere le informazioni trasmesse. Identificato l’ostacolo procediamo a scavalcarlo. Ma come si fa? Veramente si può porre in essere una sorta di auto-aiuto al nostro stato di salute? Certamente che sì. Attraverso l’ipnosi si sondano i sensori dell’inconscio il quale, entrato in sintonia con un ipnoterapista, rivela tutto ciò che ci affligge, così il dottore come un vero e proprio display ci istruisce sui dovuti interventi del caso. Per addentrarci bene nell’argomento ci avvaliamo dell’esperienza di un counselor hypnotherapist, il dr Vincenzo D’Amato (nella foto), con cui periodicamente approfondiremo vari aspetti del settore. In primis scopriamo che cos’è l’ipnosi, anche perché, purtroppo, ancora non gode di giusta notorietà, difatti attorno ad essa tanti sono i falsi miti che aleggiano. Si parla di addormentare il paziente, di fargli perdere conoscenza, eppure non vi è nulla di più sbagliato poiché l’ipnosi non è altro che iper-razionalizzazione, iper-attenzione della parte inconscia. Durante una seduta, infatti, la parte inconscia è attiva, perfettamente recettiva, si è svegli, si è in ascolto, si percepisce tutto dalla A alla Z. In pratica il lavoro consiste nel colloquiare direttamente con l’inconscio quindi, in fase di trans ipnotica, il soggetto trattato razionalmente sente tutto, però i segnali non partono più dalla sua volontà. Ciò si rende necessario giacché la parte inconscia gestisce oltre il 90 per cento delle nostre azioni per cui, avviando una strettissima comunicazione con essa, l’ipnoterapista riesce a creare delle soluzioni di blocco a patologie o a problematiche, che razionalmente l’individuo non avrebbe la forza di sbloccare, in quanto comandate sostanzialmente dall’inconscio. «Tra l’altro – spiega lo psicologo D’Amato – l’ipnosi è molto utilizzata a livello curativo ed anche come ipnosi analgesica». Si pratica con i soggetti allergici all’anestesia che devono essere sottoposti a piccoli interventi chirurgici oppure di odontoiatria, così si va a creare un’analgesia o addirittura una totale perdita della sensibilità della parte interessata. A dire il vero questo metodo viene adottato perfino nelle operazioni a cuore aperto, ma lo scopriremo nel prossimo articolo quando con il dr D’Amato affronteremo il tema specifico di comunicazione inconscia. Chiudiamo, per il momento, assicurando che chiunque può andare in induzione ipnotica: «Chiaramente viene favorita dalla predisposizione del paziente alla trans ipnotica. Se manca, ovvio si fa più fatica a rilassarsi però fondamentalmente tutti possono ricorrere ad essa», conclude D’Amato.

MARITA MIANO

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