Cannalonga, “Frutti antichi: quale futuro?”: convegno sulla biodiversità agricola cilentana


Nell’antico borgo di Cannalonga, dal 25 al 26 novembre, due convegni – fortemente voluti dall’Associazione “Made in Cilento” – per parlare di biodiversità agricola cilentana e buone abitudini alimentari. Relatori del primo incontro dal titolo “Il nostro antico ha futuro?”: Bartolomeo Troncone, Presidente Associazione “Made in Cilento”; Assunta Niglio, Referente Slow Food; Paolo Menza, “La cerasa di Carullo”; Donatella Miccoli, Gruppo d’Aquisto Solidale (GAS); Raffaele D’Angiolillo, Fichicoltore ed esperto di sviluppo locale; Nicola Carbone, Ass. “Made in Cilento”; Alessandro Di Polito (Ass. Made in Cilento), coordinatore e moderatore della tavola rotonda.
Dopo i saluti del presidente Troncone, ad entrare nel merito del dibattito concernente il recupero delle antiche varietà di frutti, Assunta Niglio che ha puntualizzato: «Io mi occupo di Presidi Slow Food da circa quindici anni. Grazie anche al contributo del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, siamo arrivati a dieci presidi in tutta l’area. Questa per noi è una vera ricchezza. Nello specifico, sul nostro territorio, Slow Food è articolato in tre condotte: Condotta Cilento, Condotta Gelbison e quella di Camerota- Policastro». Prosegue ancora Assunta Niglio: «Essendo appassionata di recupero di biodiversità con la Condotta Gelbison, di cui faccio parte, due anni fa abbiamo deciso di recuperare il pomodorino giallo cilentano, che ormai non veniva coltivato. Così facendo, l’anno scorso siamo riusciti a portare il “piennolo giallo” al Salone del Gusto di Torino. Visto i buoni risultati, vorremmo continuare a portare avanti tale discorso, promuovendolo anche attraverso i mercatini locali. Inoltre, abbiamo intenzione di costituire una comunità del cibo, con l’aiuto di Slow Food Campania. Questo perché riteniamo importante recuperare la nostra identità e le nostre tradizioni».
Pragmatico e realista l’intervento di Raffaele D’Angiolillo: «Viviamo in una realtà in cui il quadro generale di sviluppo non esiste. La passione non basta. Le biodiversità di cui stiamo parlando qui stasera, avranno un futuro se diventeranno economicamente sostenibili, se ci saranno imprenditori che si impegneranno a farle restare sul mercato. In mancanza di ciò, questo meraviglioso patrimonio rischia seriamente di essere perduto».
Di un mercato alternativo, equosolidale ha parlato Donatella Miccoli: «Originaria di Napoli, da circa dieci anni vivo nel Cilento. Dedicandomi alla coltivazione, a poco a poco, è nata l’idea di portare a Napoli le peculiarità cilentane. Tutto ciò con una logica ben precisa, ovvero che il cibo sano non sia solo ad appannaggio di una certa élite di consumatori, puntando ad un commercio equosolidale. Per questo ho creato una rete tra alcuni contadini del Cilento. Per me è importante far capire al consumatore finale che vive in città, quanta fatica e passione ci vuole per produrre un prodotto sano».
Riallacciandosi al concetto di vendita di prodotti locali, Nicola Carbone e Alessandro Di Polito si sono soffermati su una iniziata lanciata dalla loro associazione: «Noi di “Made in Cilento”, insieme all’amministrazione comunale – dice Di Polito – abbiamo dato vita (in estate) al “Mercato del Contadino”. Come lo concepiamo noi dell’associazione, questo deve essere un mercato caratterizzato dalla nostra biodiversità, quelle che hanno dato vita alla Dieta Mediterranea. Dovremmo imparare, quindi, a nutrirci con i prodotti acquistati direttamente dai contadini che li producono». Al margine dell’incontro – oltre a poter degustare piatti tipici Made in Cilento – è stato possibile prendere visione della IV Mostra pomologica autunnale e di altre biodiversità cilentane.
L’evento si concluderà – il 26 novembre – con l’intervento del prof. Antonio Gasparro e del dott. Bruno Campochiaro, nell’ambito del convegno: “Le abitudini alimentari, base della salute”. Nel corso del quale sarà fatta una dimostrazione concernente la preparazione di piatti crudisti.

C.S.

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