L’arte ipnotizza! Il dottor D’Amato non ha dubbi: Van Gogh “Maestro” eccezionale

 

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Abbattiamo i luoghi comuni sull’ipnosi. Parlando di essa, prontamente si pensa a soggetti caduti in sonni misteriosi e nocivi, invece non è altro che comunicare con l’inconscio, così facendo v’è certezza di conseguire numerosi risultati. Influenzare la parte inconscia equivale a raggiungere obiettivi mediante scorciatoie esistenti dentro di noi, di cui non c’è d’aver paura. Per capirlo meglio il dottor Vincenzo D’Amato (nella foto), ipnotista specializzato, ci cala nella comunicazione inconscia e trans ipnotiche indotte in modo naturale attraverso l’arte e la moda. Sostanzialmente è possibile entrare in uno stato di ipnosi anche senza fare una seduta. Ovvio che se si tratta di dover debellare una patologia urge l’intervento del professionista mentre in questa intervista D’Amato evidenzia come sia normale rapportarsi con la parte inconscia soltanto passando per un intenso rilassamento; a seguito di seduzioni, ascoltando musica, guardando un film. «Due dei canali principali che influenzano di più l’inconscio sono la musica, l’arte in generale – racconta l’ipnologo – però in particolare la pittura poiché con le immagini genera emozioni, le quali sono talmente profonde da giungere direttamente all’inconscio e di conseguenza partono delle reazioni. Faccio un esempio su tutti, Van Gogh. Lui è uno degli artisti per eccellenza che tramite le proprie opere riesce ad indurre in trans. Osservando i suoi quadri si è catturati al punto tale da abbandonare la razionalità». Comprendiamo, dunque, quanto la trans ipnotica è strettamente legata alla normalità di un essere vivente, la si può ottenere addirittura senza l’imposizione di qualcuno ma semplicemente concentrandosi sulle scene di un film, di una raffigurazione di un quadro. Il tutto si concretizza naturalmente. Tesi identica per la moda: il fluttuare di abiti, i loro colori, i movimenti delle stoffe avviano il potere di condurre in una sorta di trans. Nel mentre fissiamo le sfilate il nostro inconscio viene rapito da quelle azioni e dunque, approfittando della professionalità dello psicologo D’Amato, non può mancare il quesito sugli individui abituati a seguire le tendenze: lo fanno per pura vanità o per il desiderio di sintonizzarsi con l’epoca in cui vivono? «Entrambe le motivazioni potrebbero essere corrette. Non tutti abbiamo le medesime finalità, in ogni nostra azione vi sono delle motivazioni diverse». C’è chi vuole stare al passo con i tempi, mentre altri scelgono qualcosa di differente per distinguersi dalle masse. Questione di ragioni intrinseche ed estrinseche. A voler invece tracciare un profilo di genere gli domandiamo quale sia il prototipo di uomo e di donna sempre attento a quanto viene lanciato sul mercato, pertanto ci spiega come l’uomo si adegua ad una serie di standard, non considerati in passato; cioè oggi non s’interessa soltanto alla moda ma cura anche l’estetica. Ha sicuramente un aspetto introspettivo: star bene con se stesso ed entrare nella tendenza per addentrarsi successivamente finanche nei meccanismi delle stranezze. Per la donna è specialmente un vezzo, di presenziare in quell’ambiente, differenziarsi dagli altri, fare a gara a chi prima indossa un capo ed anzitutto avere quello esclusivo. Certamente da ciò che sceglie, da come si muove, da come lo veste si tira fuori un profilo personale. Nel successivo incontro con il dottore approfondiremo le principali patologie di tipo inconscio, cosa sono davvero, come deve agire lo specialista per risolverle, quali tecniche adottare e quali programmi si studiano nella sua scuola per formare appunto tali professionisti.

MARITA MIANO

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