Sassano, depurazione, Comitato Civico Che Fare: “nessun consiglio comunale sul tema”

Sassano
Il Comitato Civico “Che Fare?”, dopo circa un anno di attesa e l’impegno virtuale da
parte di Tommaso Pellegrino di convocare un Consiglio Comunale Aperto per chiarire
alla cittadinanza i criteri e le modalità di gestione del processo di depurazione a Sassano,ritiene essere venute meno le ragioni per considerare attendibili le promesse
dell’evanescente amministratore. “Il sindaco di Sassano, mesi fa, annunciava di voler fare “un Consiglio Comunale monotematico sul tema della depurazione”- fanno sapere dal Comitato- dopo che, con un pubblico manifesto, aveva insultato i cittadini che gli chiedevano di chiarire le modalità di gestione del servizio affidato ad un fornitore considerato in ODORE DI CAMORRA “non in possesso del certificato antimafia, accusato di aver “truccato” i dati sulla depurazione, considerato infiltrabile dalla criminalità organizzata, ritenuto vicino al clan degli Zagaria” e già sottoposto ad interdittive da diverse Prefetture e indagini sull’inquinamento delle acque-spiegano- T. Pellegrino e’ riuscito a contare persino le palle di Natale disseminate per il paese ma non a trovare il tempo di convocarlo per dimostrare che l’U.E., l’ARPAC, qualche Procura, Prefettura e lo stesso Comitato raccontano balle, mentre i fornitori di cui si è servito il Comune da lui amministrato sono generosi missionari dalla “garantita moralità ed affidabilità”, come affermato dal Responsabile dell’ UTC M. Napoli. Sarebbe stata l’occasione per chiarire come mai, in tutti questi mesi, più che ragioni ha prodotto solo insulti utili a nascondere il silenzio assordante ed omertoso che per anni ha coperto la gestione della depurazione a Sassano, o perchè si è continuato a tenere un fornitore quando poteva mandarlo via già nel 2011 e cosa ha fatto – da autorità sanitaria locale e ufficiale del Governo – per salvaguardare la salute dei cittadini che potrebbero essere stati esposti all’azione inquinante del depuratore. L’opportunità per un confronto democratico e civile – aggettivi non propriamente coerenti con gli avventori occasionali che amministrano il Comune di Sassano – , si è trasformata in un’occasione persa da parte di chi confonde la “cosa pubblica” con “cosa sua”. Ora, ci auguriamo, che le iniziative volte a sollecitare chi ha l’autorità e gli strumenti idonei per farlo chiariscano cosa, se, e come è stato nascosto ai cittadini di Sassano in questi anni. Se la loro salute è stata correttamente tutelata da chi aveva il dovere di farlo e perché un fornitore di servizio considerato in odore di camorra ha continuato ad intrattenere regolari rapporti con il Comune amministrato da Tommaso Pellegrino” concludono così i componenti del Comitato Civico Che Fare.

C.S.

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