PAESTUM, L’APICOLTURA PROFESSIONALE ITALIANA SI INCONTRA IN CAMPANIA

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Dal 31 gennaio al 4 febbraio Paestum (SA) accoglierà cinquecento operatori da tutta Italia e dall’estero.
Workshop, approfondimenti, corsi, visite aziendali questi i momenti salienti del 34° Congresso Aapi
Paestum (SA), 26 gennaio 2018 – Sarà la Regione Campania, quest’anno, a ospitare il
trentaquattresimo congresso AAPI, l’Associazione Apicoltori Professionisti Italiani che
chiama a raccolta tutta l’apicoltura professionale italiana a Paestum, in provincia di
Salerno, dal 31 gennaio al 4 febbraio prossimi.
Cinque giorni molto intensi, organizzati da AAPI insieme ad UNAAPI (Unione Nazionale
delle Associazioni Apicoltori Italiani), ed APAS Apicoltori Campani Associati, in
collaborazione con AIAAR Associazione Allevatori Api Regine, Ambasciatori dei mieli,
Gambero Rosso e Città del gusto di Napoli, e con il patrocinio della Regione Campania
e del MIPAAF.
All’Hotel Ariston di Paestum saranno presenti circa cinquecento operatori provenienti
da tutta Italia, con la presenza di importanti professionisti provenienti dagli Stati Uniti e
dalla Francia, paesi ospitati.
Tra gli argomenti in programma, spiccano le tematiche di approfondimento sulla ricerca
e la selezione di specifici caratteri genetici negli USA, che vedono come relatrici l’illustre
ricercatrice Marla Spivak del Dipartimento di entomologia dell’Università del
Minnesota, USA e Jackie Park-Burris importante allevatrice di regine ligustiche e
membro del Comitato nazionale di conservazione del germoplasma apistico del URSUSDA,
USA; sono previste anche relazioni su particolari aspetti dell’apicoltura negli USA
e sulla salute dell’ape nel Nord America.
Il programma prevede un intervento del ricercatore francese dell’Inra André
Kretzschmar su diagnosi e trattamento delle malattie delle api e diverse relazioni sul
nomadismo, sulle strategie di lotta alla Varroa, sulla normativa apistica nazionale e
regionale. Importanti su tale aspetto saranno i contributi dei rappresentanti istituzionali
e dei tecnici del Ministero dell’Agricoltura e del Ministero della Salute che tratteranno,
in particolare, l’anagrafe apistica nazionale.
Oltre alle sessioni di lavoro ordinarie, il programma prevede anche visite ad alcune
importanti realtà apistiche campane, un corso di cristallizzazione del miele organizzato
da Piana Ricerca e Consulenza con Lucia Piana e Amanda Dettori e un corso di cucina
con il miele organizzato da Ambasciatori dei Mieli in collaborazione con Città del Gusto
di Napoli con gli chef della Gambero Rosso Academy.
Spazio anche alla commercializzazione, con un incontro tra i principali confezionatori dei
mieli italiani.
Oltre quaranta gli sponsor nazionali e internazionali che parteciperanno al congresso
per i quali sarà allestita un’area espositiva ad hoc.
Come sempre, dunque, il Congresso sarà una speciale occasione di confronto e
conoscenza per un settore dai numeri importanti. La BDA, l’anagrafe nazionale apistica,
registra ben 1,2 i milioni di alveari allevati sul territorio italiano. Gli apicoltori possessori
di P.IVA sono circa 20.000 e detengono l’80% degli alveari italiani. L’apicoltura si
conferma un importante fattore produttivo del settore agricolo nazionale. Il valore
stimato dei prodotti dell’apicoltura italiana (miele, cera, propoli, polline, pappa reale,
veleno d’api) si aggira sui 170 milioni di euro. Il valore dell’attività di impollinazione che
le api svolgono, consentendo alle piante coltivate di produrre cibo, corrisponde a circa 2
miliardi di euro.
L’Italia vanta anche il l’invidiabile record per le varietà di miele prodotto: cinquantuno di
cui circa trenta monoflora.
L’apicoltura campana con 67.000 unità, si colloca all’ottavo posto in Italia per numero di
alveari e al terzo posto tra quelle meridionali e insulari. Un settore fortemente in
crescita sia come alveari che come aziende apistiche. Caratterizzato da tante piccole
realtà produttive ma anche da alcune aziende di notevoli dimensioni dedite alla
produzione di miele, ma anche all’allevamento di api regine e alla produzione di sciami.
Di rilievo è il servizio d’impollinazione sia in campo aperto che sotto serra, di cui la
Campania è diventata negli ultimi anni una delle regioni leader in Italia
Spiega Claudio Cauda, presidente di AAAPI:
il convegno annuale raccoglie le istanze e le problematiche espresse dall’apicoltura
produttiva italiana e le traduce in proposte percorribili e positive.
È importante la capacità della nostra associazione, l’AAPI e del mondo UNAAPI di riunire
intorno a un tavolo tutti gli operatori della filiera, per favorire incontri, dibattiti,
confronti, nella ricerca di soluzioni comuni.
L’evento è cresciuto enormemente negli anni, grazie alla consapevolezza che la piena
condivisione delle conoscenze sia fondamentale per aggiornare le strategie produttive,
e cercare di superare le difficoltà che il settore sta scontando negli ultimi anni. Non da
ultimo, quest’anno il congresso affronterà anche il problema ingente dell’inquinamento
ambientale prodotto da sostanze usate in agricoltura, mettendo in evidenza i potenziali
pericoli diretti e indiretti che possono colpire l’apicoltura produttiva.
L’AAPI ha da sempre favorito Il confronto e la condivisione, anche con operatori
internazionali (ricerca, aziende, università e associazioni) e il congresso rappresenta il
momento di estrema sintesi di un lavoro che costantemente viene stimolato tra tutti gli
attori del comparto.
L’incontro tra produttori provenienti da tutta Italia è utile a favorire confronti, a
cementare rapporti e a stringere collaborazioni, il tutto in un clima sereno e informale.
Aggiunge Giuseppe Cefalo presidente UNAAPI:
L’UNAAPI storicamente è il partner di AAPI nell’organizzazione del congresso
dell’apicoltura professionale. Del resto, l’Unione ha come principale missione quella di
favorire la collaborazione tra le associazioni aderenti. Una così lunga continuità e
crescita del congresso può reggersi solo sulla piena collaborazione tra l’associazione
regionale ospitante, l’associazione AAPI e l’Unione. Il programma dei lavori è altamente
qualificato, e anche quest’anno tocca tematiche gestionali, sanitarie, normative e
commerciali. La moderna azienda apistica professionale, oltre a gestire scelte produttive
e gestionali, deve saper interpretare le difficoltà esogene e ambientali come i
cambiamenti climatici, la perdita di culture con potenziale nettarifero e la difficile
convivenza con modelli di produzione agricola a forte impatto di pesticidi. Oggi più che
mai, l’inquinamento ambientale e agricolo, ha pesanti ripercussioni sulla filiera
produttiva dell’apicoltura.
La scelta della Campania è stata la conseguenza della crescita dell’associazione regionale
APAS, una delle più attive tra quelle aderenti a UNAAPI. Lo scenario splendido dei templi
di Paestum e l’ottima posizione della struttura ospitante, hanno fatto il resto nella scelta
della regione.
Dichiara Angelo Petretta, presidente APAS “Apicoltori associati della Campania”:
Per la Campania, ospitare il maggiore evento congressuale di apicoltura nazionale, è un
motivo di enorme orgoglio, e al tempo stesso un riconoscimento del lavoro che
l’associazione APAS ha svolto negli ultimi anni a favore del settore apistico regionale. La
nostra associazione è di gran lunga l’associazione apistica più importante in Campania
con circa 250 soci e 38.000 alveari sparsi sul tutto il territorio regionale. Abbiamo svolto
un enorme lavoro sul territorio, con attività di assistenza tecnica mirata, formazione di
base e specialistica, consulenza alle aziende, attività seminariali, convegni e tantissimi
momenti di incontro, di dialogo e di proposte. Mi preme ringraziare la Regione
Campania, ed in particolare l’Assessorato all’Agricoltura, da sempre sensibile alle
tematiche apistiche regionali, che anche in occasione di questo 34° Congresso
dell’apicoltura professionale non ha fatto mancare il patrocinio e il suo contributo. Ma
l’assessorato ha dimostrato grande sensibilità anche nei confronti delle proposte
dell’APAS sul nuovo PSR 2014/2020 introducendo elementi che mettono l’apicoltura al
centro di molte iniziative ed incentivi previsti dai bandi in corso. Il congresso ci stimola
anche nel continuare a lavorare per una serie di obiettivi di lungo e breve periodo quali
il varo di una nuova e moderna legge regionale sull’apicoltura, l’introduzione della
premialità per gli investimenti apistici presentati con il PSR, il rafforzamento dello staff
tecnico dell’APAS, un maggior dialogo con le istituzioni sanitarie e con le associazioni
agricole.
Conclude Franco Alfieri, capo della segreteria del Presidente della Regione Campania:
Per lo sviluppo del comparto, abbiamo messo in campo una serie di misure riconducibili
al ‘Sottoprogramma apistico regionale per il triennio 2017/2019’ e al PSR Campania 14-
20, grazie al quale assicuriamo un sostegno agli investimenti aziendali sia in
immobilizzazioni materiali sia per la trasformazione, la commercializzazione e lo
sviluppo dei prodotti dell’apicoltura.
Il nostro obiettivo è favorire l’innovazione e la competitività delle aziende, migliorare le
condizioni degli allevamenti, valorizzare e diversificare il prodotto miele, incentivare
l’associazionismo e la collaborazione tra produttori e, infine, contenere i fenomeni di
spopolamento del patrimonio apistico regionale.
In tal modo, il comparto potrà esprimere tutte le sue potenzialità e contribuire,
nell’ambito di una più articolata strategia che coinvolga tutte le specificità del territorio
di produzione, ad uno sviluppo sostenibile delle aree interne.

C.S.

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