Le delusioni: affrontarle e sconfiggerle

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In una società sempre più concentrata su se stessa, vuoi per esigenze perché spinti dalla bramosia di raggiungere frettolosamente obiettivi, vuoi perché ci confrontiamo con un progresso fin troppo elevato, facilmente possiamo ritrovarci intrappolati nella rete delle delusioni. Che siano esse appartenenti all’aspetto professionale o a quello strettamente privato. Restar delusi è purtroppo una delle controindicazioni di chi si affida alle aspettative, ovvero lanciarsi nello specchio dei giochi complessi, riflessi da una qualsiasi illusione. Ma se quanto sperato non diventa realtà, ecco scattare puntuale la tristezza d’animo causata dalle delusioni. Affrontarle è l’unica strada da percorrere. In quale modo possiamo farlo è l’argomento di questa settimana per quel che concerne i nostri appuntamenti con lo psicologo Vincenzo D’Amato (nella foto, durante un impegno importante che lo ha visto protagonista). «Il lavoro è sempre su se stessi. La forza è dentro di noi», assicura l’esperto, dando molta importanza a quella che è l’autostima. E’ tutta una questione di saper accettare gli eventi; magari corriamo il rischio di riporre in qualcuno, da noi sopravvalutato, troppe speranze, invece al dunque le sue azioni non sono quelle che ci attendiamo. «L’essere umano è portato a prendere fortemente l’energia da ciò che lo circonda, tuttavia il lavoro non è su quanto c’è intorno, non è rafforzare i rapporti bensì rafforzare le persone e le condizioni. Rafforzare dunque se stessi – afferma D’Amato – Se sono forte io posso cadere mille volte, intanto mi rialzo milleuno e ne vengo fuori maggiormente fortificato». Dalle sue osservazioni scopriamo il duplice ruolo di una delusione: può essere insegnamento oppure la chiave di svolta per stare male. A noi la scelta. «In teoria è facile, nella pratica probabilmente cosi non è, però se partiamo da noi stessi arriviamo alla soluzione», ammette il dottore al quale sottoponiamo un esempio preciso di una delusione scaturita dall’ambito lavorativo. Nell’ipotesi di un licenziamento prematuro, cioè ritrovarsi senza occupazione in un’età non ideale da poter perdere un lavoro, insomma né da pensione e neanche giovane abbastanza da potersi reinserire, quale reazione è indicata? «Nel campo lavorativo oggi non è più tempo di contare su qualcosa o su qualcuno. Il posto fisso non esiste più, se voglio realizzare qualcosa devo essere consapevole di proseguire con le mie potenzialità, il lavoro devo inventarmelo. Fondamentalmente sono capace di reinventarmi costantemente, cosa che in Italia è molto meno frequente. Ad esempio negli Stati Uniti, le persone ogni cinque anni cambiano professione, si adeguano ai mercati. Per loro è normale essere in continuo movimento, c’è molta flessibilità e c’è una grande capacità di reazione a quelli che sono gli stimoli esterni». Quindi il segreto è un atteggiamento flessibile. Solo in questo modo saremo in grado di reagire positivamente alle svariate circostanze. Il problema, infatti, non tocca soltanto la sfera lavorativa, ma anche quella dei rapporti interpersonali. Capita con un amico: speriamo possa essere presente in ogni momento perché noi ci siamo stati per lui ed invece quando ne abbiamo bisogno potrebbe non essere lì. A tal proposito, fa notare D’Amato, psicologo, counselor hypnotherapist, se siamo di natura rigida, testimonial di principi ed inflessibili, potremmo restarci male, viceversa «sviluppando enorme flessibilità dal punto di vista personale e professionale non si resterà delusi e neanche senza lavoro. Tanta gente in Italia, in un momento di crisi, ha sviluppato opportunità straordinarie perché se l’è inventate». Quando l’individuo non sa affrontare il tutto autonomamente può ricevere aiuto con l’ipnosi. Gli si creano le condizioni di flessibilità oltre che di autostima; a livello inconscio si vanno a ristrutturare i propri valori cosicché vengono a galla le vere motivazioni dei suoi comportamenti. In effetti le persone hanno dei valori che includono valutazioni inconsce ed allo stesso tempo delle reazioni. Volendo modificarne i risultati, dunque, si deve agire sulle loro mappe mentali, sulle credenze: bisogna andare negli ultimi tre strati del subconscio. Discorso identico per le delusioni d’amore, si va a cambiare il senso dell’accaduto. Tra l’altro, a volte, nel mentre si avvia un percorso per superare una crisi ci si rende conto che il rapporto migliora subito dopo. Il motivo sta tutto in un’armonia ritrovata dentro di sé, pertanto avendo la forza di essere flessibili si è capaci di andare incontro al partner, probabilmente il più debole nella coppia. Nel prossimo articolo Vincenzo D’Amato svelerà i benefici dell’ipnocoaching a sostegno degli atleti.

MARITA MIANO

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