RUBRICA NUTRIZIONE E BENESSERE: IL PISTACCHIO

Organic pistachios still life

In Cina è chiamato il “seme felice”, in Iran “il seme che sorride”, è addirittura nominato nella Bibbia come regalo che Giacobbe inviò al Faraone, il pistacchio è da sempre apprezzato per le sue molteplici proprietà, guadagnandosi, nei secoli, un posto di tutto rispetto nella categoria della frutta secca. I pistacchi sono i semi oleosi derivanti dal frutto della pianta del pistacchio, un albero, originario dell’Asia Minore, appartenente alla famiglia botanica delle Anacardiaceae, genere Pistacia, specie Vera. La coltivazione in Italia di questa pianta fu introdotta dai Romani e ampliata dagli Arabi soprattutto in Sicilia, dove rinomatissimi sono i pistacchi di Bronte. La pianta fiorisce in aprile mentre il raccolto si ottiene tra la fine dell’estate e l’inizio di ottobre; Il frutto ha un guscio esterno duro color crema che contiene la parte commestibile, ovvero un seme caratterizzato da una leggera buccia esterna color malva e da una polpa verde chiaro, con un sapore decisamente particolare. Vediamone le caratteristiche nutrizionali: 100g di pistacchi apportano 608Kcal, 56,1g di lipidi, 18,1g di proteine, 8,1g di carboidrati, 3,9g di acqua, 10,6g di fibre oltre a sali minerali quali potassio, fosforo, calcio, magnesio, manganese, ferro e vitamine come la Vit.A, vitamine del gruppo B, Vit. E e, in misura minore, Vit.C. Un alimento decisamente calorico ma anche ricco di molti sali minerali, molecole antiossidanti e vitamine dalle molteplici proprietà, vediamole insieme. I pistacchi non contengono colesterolo, sono ricchi di acidi grassi polinsaturi e di steroli vegetali e per questo aiutano a controllare i livelli di colesterolo e a mantenere in salute l’apparato cardiocircolatorio; al naturale non contengono sodio e quindi possono essere consumati da chi soffre di ipertensione; contengono luteina e zeaxantina, due molecole antiossidanti, fondamentali per la salute dell’occhio; hanno un’ottima concentrazione di fibre che aiutano a raggiungere il senso di sazietà, a prevenire la stitichezza e a modulare l’assorbimento intestinale di grassi e zuccheri; i pistacchi hanno un basso indice glicemico e quindi possono essere consumati con moderazione anche da chi soffre di diabete; sono privi di lattosio e di glutine; uno studio del 2011, pubblicato sulla rivista “Nature”, ha avanzato una teoria sulle proprietà afrodisiache dei pistacchi, basata su un possibile riequilibrio metabolico dettato dal loro consumo oppure da un effetto vasodilatatore indotto dalle ottime concentrazioni di arginina, trasformate in ossido nitrico dall’organismo, ma non vi sono certezze a riguardo; pur se ipercalorici(ma meno rispetto ad altra frutta secca) , i pistacchi possono essere inseriti in una dieta ipocalorica come spuntino, con una porzione media di circa 20g più volte a settimana,; per le sue caratteristiche nutrizionali, possono essere di grande aiuto a chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana. Veniamo alle controindicazioni, che riguardano situazioni di obesità, possibili allergie, iperuricemia, diverticolosi, seri disordini epatici o renali e, se salati, sono sconsigliati agli ipertesi. Il consiglio generale resta comunque quello di non esagerare con le quantità e di preferire il prodotto al naturale non salato, leggendo bene l’etichetta. Dai frutti si ottiene anche un olio con notevoli proprietà cosmetiche, utilizzato per contrastare l’invecchiamento della pelle con un effetto rigenerante, protettivo e idratante. In cucina, i pistacchi si prestano a tantissime ricette sia dolci che salate, negli insaccati, possono essere tostati, tritati e sfruttati soprattutto per il caratteristico colore verde che dona a gelati, torte e torroni.

Dott. Andrea Ricci

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