RUBRICA NUTRIZIONE E BENESSERE: DIETA E REFLUSSO GASTROESOFAGEO

Woman Suffering From Acid Reflux Or Heartburn-Isolated On White Background

Questa settimana nel nostro consueto appuntamento con la rubrica “Nutrizione e Benessere”, parliamo di un disturbo molto fastidioso e diffuso, a tal punto da coinvolgere circa 15 milioni di italiani, stiamo parlando del reflusso gastro-esofageo. In particolare, questa problematica consiste nel rigurgito di parte del contenuto alimentare acido dello stomaco che risale nell’esofago per arrivare, molto spesso, in gola. Questo evento può verificarsi fisiologicamente, ma, se si manifesta in maniera frequente e prolungata, diventa patologico con il manifestarsi di diversi sintomi, tra cui: rigurgito acido, pirosi, disfagia, dolore retro sternale, gonfiore addominale dopo i pasti, bruciore alla bocca dello stomaco, singhiozzo, voce roca, asma, tosse stizzosa e persistente. Tra i fattori di rischio che contribuiscono all’acutizzarsi della patologia, ricordiamo il sovrappeso e l’obesità per la presenza del grasso addominale, il fumo, la gravidanza per la pressione esercitata dal feto, ansia, stress, ernia iatale e l’abuso di alcuni farmaci. Il picco di incidenza del reflusso si ha tra i 30 e i 40 anni ma raramente si hanno complicanze in giovane età, mentre sono più diffuse in età senile dove si possono registrare lesioni alla mucosa esofagea e il cosiddetto esofago di Barrett. Ovviamente la diagnosi e l’eventuale trattamento farmacologico (farmaci pro cinetici, protettori della mucosa, inibitori della pompa protonica) è di esclusiva pertinenza del medico ma il paziente dovrà, in ogni caso, attenersi a determinati consigli dietetici e comportamentali operando un cambiamento del proprio stile di vita. Infatti, un adeguato stile alimentare è indispensabile sia per la prevenzione che per la cura del reflusso gastro-esofageo. Tra gli alimenti da evitare o da consumare con molta moderazione rientrano gli agrumi, i pomodori, aceto, pepe, cipolla, aglio, peperoncino, cioccolato, caffè, thè, birra, latte intero, bevande gassate, caramelle, menta, fritture, gomme da masticare, panna da cucina, formaggi fermentati, salumi e insaccati, burro, cotture troppo speziate, cibi troppo caldi o troppo freddi, senape, ketchup, mostarda, gli alcolici in genere, carni rosse troppo grasse e dolci elaborati. Al contrario tra gli alimenti da preferire: thè deteinato e caffè decaffeinato, latte scremato, formaggi freschi e magri, carni e pesci magri, pane tostato, frutta preferibilmente cotta, gelatine di frutta, porzioni medie di vegetali e legumi preferibilmente passati e decorticati, pasta corta e riso in porzioni non grandi, miele, budini e utilizzare solo olio e.v.o come condimento. Di fianco a queste regole alimentari, sarebbe opportuno mettere in pratica anche dei consigli pratici, quali: evitare pasti troppo abbondanti, mangiare a orari regolari, suddividere la giornata in 5 pasti, consumare i pasti con tranquillità masticando lentamente, evitare abiti e/o pantaloni troppo stretti, evitare sonnellini dopo pranzo o addormentarsi subito dopo cena, evitare il fumo e lo stress, non saltare i pasti perché il digiuno prolungato aumenta l’acidità dello stomaco, alzare la testata del letto oppure usare due cuscini o inserire un oggetto rigido sotto i supporti della testata così da sollevare di una decina di centimetri il materasso e contrastare il ritorno acido in gola durante la notte.

Dott. Andrea Ricci

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