RUBRICA NUTRIZIONE E BENESSERE: DIETA E DIVERTICOLI

diverticoli

Secondo una recente indagine, il 65% delle persone, dopo i 50 anni, soffre di diverticolosi, a volte a loro insaputa, mentre, tra i più anziani, la percentuale sale ulteriormente. La diverticolosi è un’alterazione anatomica, in cui i diverticoli sono delle estroflessioni, ovvero delle piccole sacche, che si possono formare lungo la parete intestinale, più frequentemente nel colon. I diverticoli possono rimanere silenti a lungo ma, in genere, si manifestano con dolore, crampi, bruciore, gonfiore, stitichezza alternata a diarrea e possono portare a complicanze quali la diverticolite, ovvero l’infiammazione o l’infezione del diverticolo con sintomi quali stitichezza e diarrea, dolore, febbre, brividi, nausea, e, in casi gravi, peritonite. Negli ultimi anni, soprattutto nel mondo occidentale, la frequenza della diverticolosi è molto in aumento, anche a causa di un’alterazione della motilità intestinale, secondaria a abitudini alimentari scorrette, caratterizzate da un consumo eccessivo di carni, cibi ricchi di grassi, carboidrati raffinati e allo scarso consumo di fibre. La prevenzione, infatti, ci consiglia, per mantenere una buona motilità intestinale, di consumare 200g di frutta e 500g di verdure al giorno, che apportano circa 25g di fibre e di bere molta acqua. A conferma di ciò, sembra che i soggetti vegetariani abbiano una minore incidenza di diverticolosi. L’alimentazione, in ogni caso, gioca un ruolo fondamentale non solo nella prevenzione ma anche nella terapia di questo fastidioso disturbo, anche se la terapia dietetica cambia a seconda che sia diverticolosi o diverticolite. In presenza di diverticolosi, ovvero diverticoli non complicati, la terapia dietetica è quella d’elezione che prevede un aumento progressivo dell’introito di fibre attraverso una dieta ad alto residuo, per favorire la formazione di feci morbide e per prevenire le complicanze. La quota ideale di fibre da raggiungere giornalmente è di 30g. Via libera, quindi, a cereali integrali, frutta, ortaggi, verdure, crusca o altra fibra vegetale e, inoltre, tanta acqua non gassata, da preferire quelle solfato-calciche-magnesiche. Bisogna, comunque, fare attenzione a: verdure con fibre molto dure e filamentose (finocchi, carciofi, sedani, fagiolini, etc…), vegetali che contengono piccoli semi che potrebbero irritare il diverticolo (melanzane, cetrioli, pomodori, peperoni, fichi, fragole, lamponi, ribes, more, uva, kiwi, melograni, etc…), i legumi andrebbero passati eliminando le bucce, evitare le spezie piccanti, il cacao, evitare i salumi e gli insaccati, bevande irritanti come alcolici e superalcolici, ma anche caffè, tè e anche alimenti che possono provocare meteorismo. È, inoltre, consigliata una regolare attività fisica e avere uno stile di vita attivo. Per quanto riguarda, invece, la diverticolite, che richiede anche la terapia farmacologica, inizialmente, per il riposo intestinale, si può ricorrere alla nutrizione parenterale totale e, successivamente, quando la fase critica infiammatoria è passata, a una dieta liquida/semiliquida, poi a una dieta blanda a basso residuo e, infine, all’abituale dieta ad alto residuo. Per seguire un piano alimentare adatto alla problematica causata dalla presenza di diverticoli è sempre bene rivolgersi a un professionista.

Dott. Andrea Ricci

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