RUBRICA NUTIZIONE E BENESSERE: LE SORBE

Rowanberries

Questa settimana, nel nostro abituale appuntamento con la rubrica “Nutrizione e Benessere”, parliamo delle sorbe, uno dei cosiddetti “frutti dimenticati”. Con questo appellativo ci si riferisce a quei frutti della tradizione che, dopo aver svolto un ruolo importante nell’alimentazione dei nostri antenati, sono stati abbandonati e messi da parte in favore di coltivazioni commercialmente più vantaggiose. Negli ultimi anni, però, stiamo assistendo a una lenta riscoperta di questi frutti, anche grazie alle loro eccellenti proprietà nutrizionali e al loro gusto semplice, piacevole e deciso. Oltre alle sorbe, oggetto di questo articolo, rientrano tra i frutti dimenticati anche le nespole, le giuggiole, i corbezzoli, le corniole, le ciliegie bianche e molti altri. Ma torniamo alle sorbe. Le sorbe, o sorbole, sono il frutto di un albero, Sorbus domestica, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, che nel corso del tempo è stato più utilizzato come pianta ornamentale nei giardini che come albero da frutto. In aprile sbocciano i fiori, bianchi, e i frutti maturano in autunno tra ottobre e novembre ma, spesso, sono raccolti in anticipo e lasciati maturare, su della paglia, diventando di un colore scuro, morbidi e saporiti, per consumarli durante l’inverno. Durante questo processo di maturazione, diminuiscono le concentrazioni di tannini e aumentano quelle di zuccheri. Esistono due varietà di questi pomi: a frutti piriformi, simili a piccole pere, e a frutti maliformi, simili a piccole mele. Il loro sapore ricorda quello delle mele, un po’ acidule e dalla polpa farinosa. 100g di sorbe apportano 68 calorie, contengono l’81 % di acqua, il 10 % di zuccheri, l’1,4 % di proteine, il 5,4 % di fibra, lo 0,2 % di grassi e lo 0,8 % di ceneri, oltre a sali minerali quali calcio, sodio, magnesio, potassio e vitamine come la Vit. C, le vitamine del gruppo B e tracce di Vit. A. Vediamone le proprietà. Questi frutti contengono un’ottima concentrazione di antiossidanti, importantissimi per contrastare i radicali liberi, aiutando a prevenire numerose patologie; hanno un buon contenuto di Vit. C che aiuta, oltre a favorire l’assorbimento di alcuni nutrienti, anche a rinforzare il sistema immunitario; contengono sorbitolo, un composto trasformato, nell’organismo umano, in fruttosio senza intervento dell’insulina (ma comunque non è consigliato ai diabetici come sostituto dello zucchero) e che è molto utilizzato nell’ industria alimentare per il suo potere dolcificante nonostante i possibili effetti lassativi ad alte dosi; sono ricche di fibre che facilitano la digestione e regolano le funzioni intestinali; la corteccia ha proprietà astringenti e per questo è molto utilizzata per combattere la diarrea; contengono acido malico che contrasta il gonfiore addominale; possiedono anche proprietà diuretiche; il succo di sorbe viene utilizzato per lenire le infiammazioni delle vie respiratorie, come il mal di gola e con la polpa si preparano prodotti di bellezza per la pelle grazie alle proprietà detergenti e tonificanti. Non vi sono particolari controindicazioni al consumo delle sorbe, tranne di prestare attenzione ad evitare i semi che contengono una sostanza chiamata glicoside cianogenico, potenzialmente tossica; in caso di consumo eccessivo, possono causare nausea e vomito; sono, inoltre sconsigliate in caso di stipsi per le loro proprietà astringenti e in gravidanza e allattamento. In campo alimentare le sorbe possono essere consumate come frutto fresco o impiegate nelle preparazione di liquori ma anche di confetture, marmellate o salse agrodolci per accompagnare secondi piatti a base di carne o formaggi. Infine, le sorbe sono anche protagoniste di un famoso proverbio che lega l’attesa per la maturazione delle sorbe al bisogno di aspettare del tempo affinchè le cose migliorino: “Cu lu tempu e cu la pagghia, maturanu li sorba”.

Dott. Andrea Ricci

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