M5S: “De Luca costretto a riscrivere il piano per tenere aperti i punti nascita di Polla e Sapri”

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Il consigliere regionale Cammarano e i senatori Castiello e Gaudiano: “Ma ora serve impegno degli amministratori locali per il rilancio delle aree interne”
“Dopo le piazze, le proteste, i cortei e le rimostranze di un intero territorio e alla luce degli atti istituzionali che abbiamo prodotto, come Movimento 5 Stelle, in Consiglio regionale e in Parlamento, De Luca, sotto dettatura del nostro Ministero, si è visto costretto a tornare sui suoi passi e a riscrivere il suo stesso piano ospedaliero. Soltanto così abbiamo impedito che venissero smantellati i punti nascita di Sapri e Polla, che lo stesso presidente della Regione Campania aveva deliberato di far chiudere appena qualche settimana prima. Ma il vero lavoro vero inizia adesso. L’ennesima deroga ai punti nascita dei due presidi sarà riesaminata tra un anno, alla luce della realizzazione degli investimenti annunciati dal governatore nel suo piano ospedaliero, con il quale De Luca si è assunto la responsabilità di rendere le strutture attrattive per gli ambiti di riferimento. Monitoreremo costantemente gli atti concreti di chi fino a oggi ha fatto il gioco delle tre carte, chiudendo e riaprendo strutture senza la minima cognizione delle esigenze dei cittadini”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e i senatori M5S Francesco Castiello e Felicia Gaudiano.
“Allo stesso modo, i rappresentanti del territorio ad ogni livello istituzionale dovranno fare la propria parte per cogliere questa opportunità e mettere in pratica ogni azione di sensibilizzazione e promozione del territorio, affinché i punti nascita raggiungano nel più breve tempo possibile la soglia dei parti previsti dai disciplinari tecnici. Con la nostra opera di sindacato ispettivo, in Consiglio regionale e in Parlamento, grazie anche alla sensibilità mostrata sulla questione dal presidente della commissione Igiene e Sanità in Senato, Pierpaolo Sileri, terremo accesi i riflettori perché la vertenza non si riproponga con esiti negativi tra 12 mesi”.
C.S.
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