“Rete del gusto” nel segno della Dieta mediterranea

 

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Il Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni lancia la “Rete del gusto della Dieta mediterranea”. «Si tratta di ristoratori – ha spiegato il presidente Tommaso Pellegrino – che utilizzano un certo numero di prodotti a marchio Parco, l’olio, il vino, qualche piatto della tradizione ». Nei giorni scorsi, il consiglio direttivo dell’Ente ha approvato il disciplinare che, composto da nove articoli, mira a rinnovare la valenza della Dieta mediterranea e dei prodotti che ad essa si rifanno, che sono coltivati sul territorio del Parco. «Chi sottoscriverà il disciplinare prosegue Pellegrino – avrà un attestato di riconoscibilità, un marchio per chi viene da fuori e vuole vivere a pieno la Dieta mediterranea e il nostro territorio ». Nel disciplinare si specifica che l’obiettivo è quello di creare un legame tra produttori e strutture della ristorazione in modo da fornire al consumatore un panorama completo che lo guidi nella conoscenza e nella scelta, nella degustazione dei prodotti di filiera corta realizzati nell’area Parco. Si tratta di prodotti tipici e tradizionali di un territorio noto per il ricco patrimonio di biodiversità e culla della dieta mediterranea. La “Rete del gusto” coinvolgerà strutture della ristorazione che utilizzeranno prodotti a marchio Parco, offriranno menù con piatti ispirati ai principi della dieta mediterranea, in cui saranno anche chiaramente dichiarate le aziende fornitrici. Possono presentare domanda di adesione sia le aziende che sono interne al territorio del parco che quelle esterne. Queste ultime dovranno però allestire un’area con materiale informativo prodotto dall’Ente Parco per la promozione. I requisiti minimi che tali aziende di ristorazione devono possedere sono: avere in menù con un minimo di venti prodotti a marchio Parco. In questi devono essere presenti almeno tre etichette di vini e due etichette di olio extravergine di oliva. E ancora: devono avere almeno un presidio slow food; almeno due piatti della tradizione locale (per i ristoranti); una pizza ispirata alla tradizione cilentana (per le pizzerie); un panino o altra pietanza della tradizione (per altre strutture). Alle strutture che aderiranno verranno assegnate da 1 a 3 primule: tanto più saranno le primule quanti più prodotti a marchio Parco ci saranno nel menù. Tali attività verranno valorizzate e promosse in un’apposita “Guida della Rete del gusto della Dieta mediterranea”, a cura dell’Ente.

Andrea Passaro

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