CILENTO, OGGI 10 GENNAIO 28ESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DEL COMPIANTO ARTISTA GIUSEPPE DI MARCO

 

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Oggi 10 gennaio 2019 ricorre il 28esimo anniversario della prematura scomparsa, all’età di 36 anni, del compianto artista Giuseppe Di Marco, le cui origini familiari sono legate a Giungano, pur essendo nato a Udine il 1 settembre del 1954. Conseguì nel 1974 la maturità scientifica, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove frequentò il corso di pittura del noto maestro Emilio Vedova. Nel 1981, si trasferì ad Agropoli e continuò gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli con il maestro Carmine Di Ruggiero, diplomandosi con il massimo dei voti. Contemporaneamente conseguì, da privatista, il Diploma di Maturità Artistica presso il liceo artistico di Eboli. Prestò servizio in qualità di assistente annuale alla cattedra di Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Negli anni dal 1978 alla sua morte, partecipò a numerose mostre collettive e personali oltre che a rassegne di pittura in tutta Italia, conseguendo brillanti riconoscimenti: Premio Rizzoli per la grafica a Padova; Premio Iappelli; Premio Guttuso al III Concorso Nazionale di Pittura e Scultura; Premio Campagnola; Medaglia d’Argento all’VIII Premio Nazionale a Venezia di pittura e scultura; Premio “Il Pordenone” premiato con Coppa EPT di Pordenone per l’opera “Concerto”; II Premio per la grafica al Concorso Nazionale di Pittura e Grafica di Verona; Diploma d’Onore Città di Iesolo. Numerose volte l’artista ha presentato i suoi quadri ad Agropoli presso la storica galleria, centro d’arte, “Il Faro”. Nel 1981 espose le sue opere presso la sala consiliare di Giungano che, dopo la sua morte, gli ha intitolato la stessa, il 13 agosto 1993, con la donazione, da parte dei genitori, di una collezione delle sue opere, tuttora ivi esposte, e offrendo l’arredamento completo dell’Aula Consiliare. Dalle recensioni di numerosi critici d’arte, si evince quanto il giovane pittore fosse artisticamente molto preparato. La sua grafica dal segno nitido, preciso ed efficace, rivela come suo campo d’azione il simbolismo e l’onirico, con una interpretazione soggettiva ed irreale dei problemi. Dai suoi quadri balza evidente il lavoro paziente di fine disegnatore, preoccupato, soprattutto, di scavare in profondità nel subconscio. Il segno e la forma si fondono in un insieme di colori caldi, cromie che vanno dall’ocra al rosso, dal bruno al grigio, dal giallo al blu, fra presenze inquietanti di criptica memoria dell’ancestrale e del misterico. Ancora oggi a distanza di quasi trenta anni dalla morte, è possibile apprezzare la validità e la modernità della sua opera, poiché la sua pittura esce dalla sfera usuale proiettandosi in un mondo che collega l’antico con il nuovo. Giuseppe Di Marco è sepolto, con i suoi genitori, nella cappella di famiglia del cimitero di Giungano. Quanti l’hanno conosciuto, ne apprezzano ancora non solo le sue indubbie doti d’artista, non adeguatamente ricordate, ma soprattutto la sua umanità che si esternava in un affetto profondo per tutti coloro che lo circondavano.

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