RUBRICA NUTRIZIONE E BENESSERE: CEFALEA E ALIMENTAZIONE

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Quest’oggi nel nostro consueto appuntamento settimanale con la rubrica “Nutrizione e Benessere”, parliamo di un disturbo molto frequente nella popolazione: la cefalea e del suo rapporto con l’alimentazione. Secondo recenti stime, il mal di testa generico colpisce un italiano su cinque, l’emicrania, una sua variante, il 12% della popolazione, mentre nell’80% delle persone, almeno una volta nella vita si presenta una cefalea tensiva. Questi dati, però, potrebbero non essere reali in quanto molto spesso si preferisce curarsi con l’auto medicazione e non rivolgersi al medico. In genere sono più interessate le donne rispetto agli uomini. Il mal di testa o cefalea, si presenta con dolore localizzato al capo e/o alla parte superiore del collo e può durare da qualche minuto a qualche ora fino a qualche giorno, manifestandosi solo sporadicamente (cefalea occasionale), più volte nello stesso mese (cefalea episodica) o in maniera cronica. Generalmente, le cefalee sono suddivise in: cefalee primarie quali la cefalea tensiva, la forma più comune, l’emicrania e la cefalea a grappolo; cefalee secondarie, che derivano, invece, da altre condizioni patologiche quali sinusiti, otiti, traumi, disturbi vascolari, infezioni, uso di sostanze o farmaci, etc…; altre cefalee, quali le nevralgie craniche come ad esempio la nevralgia del trigemino. L’identificazione del tipo di cefalea, gli esami cui sottoporsi e la terapia sono di esclusiva pertinenza del medico e/o dello specialista. Molti possono essere i fattori scatenanti e predisponenti a un attacco di cefalea: l’ereditarietà e la predisposizione genetica, lo stress fisico ed emotivo, i disturbi ambientali (chiasso, fonti luminose, odori e aromi molto intensi, l’altitudine, l’inquinamento), schermi dei pc, alterazione del ritmo sonno-veglia, difetti della vista, periodo mestruale nelle donne, patologie otorinolaringoiatriche e l’alimentazione. Molto spesso, infatti, la cefalea è correlata all’alimentazione: alcuni cibi possono provocare dolore alterando la motilità dei vasi sanguigni a livello cerebrale, sia dilatandoli che restringendoli, causando un’alterazione della pressione intracranica. La regola generale prevede l’esclusione dalla dieta abituale dell’alimento responsabile ma non è così semplice individuarlo, per cui si consiglia di tenere un diario alimentare su cui annotare cosa si è mangiato, l’eventuale mal di testa e il lasso di tempo occorso tra il pasto e l’episodio doloroso. E’ importante, però, non confondere il mal di testa causato da un singolo alimento con una possibile intolleranza alimentare, di cui la cefalea è sì un sintomo ma non l’unico in quanto vi devono essere presenti anche altri disturbi quali, ad esempio, prurito, eritema, gonfiore, disturbi intestinali, etc… Alcuni alimenti possono scatenare la cefalea in quanto contenenti sostanze quali la tiramina, la feniletilamina, i nitrati, l’istamina e il glutammato di sodio, un esaltatore di sapidità. Volendo, quindi, fare una lista degli alimenti “pericolosi”, segnaliamo: i formaggi stagionati e fermentati, cioccolato, frutta a guscio, tutte le bevande alcoliche e contenenti cioccolato o cacao, le carni in scatola oppure insaccate o affumicate, il frumento, pesce salato o essiccato, frutti di mare e crostacei, caffè e bevande contenenti caffeina, salse a base di soia, dadi da cucina, avocado, susine, banane, pomodori, cipolle, zuppe in scatola, gli agrumi, i semi di zucca, di girasole o di sesamo e, in generale, i cibi grassi e le fritture. Evitare anche il digiuno prolungato e le diete troppo drastiche, che sono causa di ipoglicemia, una condizione metabolica che dilata i vasi sanguigni del cranio causando dolore, che può essere scatenato anche dall’ingestione di bevande o cibi molto freddi, a seguito della stimolazione delle terminazioni nervose del palato. Al contrario, invece, i cibi che generalmente non creano problemi sono la pasta, il riso, il pane, l’olio, lo yogurt, la frutta, la verdura, ortaggi, legumi freschi o secchi, pesce fresco, carne fresca, succhi, spremute e centrifugati. È bene escludere determinati alimenti che in maniera soggettiva causano cefalea solo quando vi è certezza del nesso causale, facendosi anche prescrivere una dieta adeguata e personalizzata, per evitare di cadere in condizioni di carenze nutrizionali. Alcune misure generali consigliate sono: evitare lo stress, mangiare e dormire con tranquillità, praticare regolare attività fisica, non saltare i pasti, evitare il digiuno, preferire metodi di cottura quali al vapore o in forno, evitare troppo sale, assumere vitamine e sali minerali soprattutto in estate e in gravidanza o se si pratica un’intensa attività fisica. Infine, un recente studio, ha evidenziato il possibile utilizzo di un nuovo integratore nella prevenzione e cura della cefalea e, in particolare, dell’emicrania con aura, a base di due erbe, partenio e griffonia, e di un minerale, il magnesio.

Dott. Andrea Ricci

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