PIANO DI ZONA SA8, LA DENUNCIA DELLA “COMUNITA’ LA SORGENTE”: SIAMO AD UN PASSO DALLA CHIUSURA.

vatolla

La struttura di accoglienza per Minori “Comunità la Sorgente”, non riceve fondi da circa 2 anni, pertanto si prevede a breve la chiusura. In una lettera inviata alla nostra redazione, la responsabile Lucia Crisci scrive che la situazione è diventata insostenibile per i mancati pagamenti del Piano di Zona S/8 che “è completamente assente e sordo ad ogni nostra richiesta. – si legge nella lettera – Allo scopo di mantenere attivi i servizi ci siamo indebitati affinchè il Piano di Zona saldasse le fatture,  ma purtroppo, l’Ufficio di Piano, ha saputo produrre solo promesse e nient’ altro. Ad oggi i nostri conti sono in rosso. La “Comunità la Sorgente” è una struttura che funziona da circa 30 anni con attività importanti al fine di evitare il distacco dei minori in altri territori e di poter far rientro nel più breve tempo possibile nelle loro famiglie di origine, effettuando percorsi di sostegno alla genitorialità e modulare all’interno della coppia, inserimento lavorativo e altri vantaggi. Il mancato pagamento non consente di mantenere e di realizzare necessari supporti ed interventi pedagogici, psicologici e assistenziali in favore dei minori, compromettendo l’inizio e la prosecuzione degli interventi e percorsi già in atto, creando pregiudizio all’interesse e al benessere psico-fisico dei minori, amplificando, ulteriormente la situazione di disagio che già caratterizza il loro vissuto. La chiusura della struttura – scrive la responsabile – e l’eventuale trasferimento può causare danni irreversibili ai minori, in quanto vengono coinvolti, loro malgrado, con conseguenze a loro carico: l’ interruzione  di percorsi intrapresi ne comprometterebbe un sano sviluppo. Tali percorsi, sono per molti minori concordati con il reparto di neuroscienze presso l’ospedale civile di Agropoli, con centri di Riabilitazione e con il Tribunale dei Minorenni di Salerno. Purtroppo oggi rischiamo la chiusura non per inefficienza o incompetenza, anzi negli anni abbiamo ricevuto complimenti per successi e obiettivi raggiunti, ma per l’improduttività e l’insensibilità del Piano di Zona S/8 di fronte a tali problematiche. Siamo stati costretti ad indebitarci con le banche al fine di non creare danni ai minori ospiti. Abbiamo anticipato somme di denaro per sostenere le spese di gestione che riguardano: alimenti, vestiario, medicine, bollette di luce e di acqua, gas per riscaldamento, libri, abbonamenti per raggiungere le varie scuole superiori dislocate nei paesi limitrofi, stipendi agli educatori professionali, psicologi, animatori che garantiscono supporto scolastico e non solo, percorsi educativi con professionalità, continuità ed efficienza. Dopo 30 anni di sacrifici, duro lavoro e investimenti – si legge in conclusione – è davvero triste e desolante chiudere un’attività non a causa propria ma per indifferenza di altri.”

Redazione

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