Cinema e casinò: le scene più belle di tutti i tempi

 

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Quello tra casinò e cinema è un binomio che ha fatto la storia della settima arte, soprattutto a cavallo tra gli anni ’90 e l’inizio del millennio. Sono infatti tantissime le opere dedicate al magico mondo delle sale da gioco. Ci sono i grandi classici come “La Stangata”, “Casinò”, “Rounders” e “Cincinnati Kid” e film di culto come “21” e “The Cooler”. Quello che forse non tutti sanno, però, è che il gioco, nel mondo di oggi protagonista soprattuto online, è stato presente anche in molte produzioni che con i casinò sembrano non avere niente in comune. Oggi parleremo proprio di questo. Delle più belle scene dedicate al gioco in film, spesso in veri e propri capolavori, che parlano, in realtà, di tutt’altro e che trattano l’argomento da un punto di vista molto particolare.

Negli ultimi anni, anche grazie al cinema e alla televisione, il gioco ha perso gran parte delle connotazioni e degli stereotipi negativi che aveva collezionato in passato. Sono spariti i personaggi dalla dubbia moralità che affollavano i tavoli nelle pellicole più datate e non si parla più di malavita e corruzione. Le nuove opere trattano l’argomento sotto una luce diversa, puntando in maniera decisa sugli aspetti ludici e di puro divertimento.

Basti pensare alla prima scena di cui parleremo oggi: quella della roulette in “Toy Story 3”. Nel celebre film di animazione per bambini con protagonisti lo sceriffo Woody e l’eroe spaziale Buzz Lightyear, i vari giocattoli si siedono intorno a un See’N Say (famoso gioco per i più piccoli in cui devono dire il nome dell’animale che vedono) e iniziano a puntare su dove si fermerà la freccia. Un parente stretto della classica roulette in cui alla fine a vincere sarà la simpaticissima piovra.

In “007 – Casinò Royale”, primo film con protagonista Daniel Craig, c’è invece una delle scene di poker più emozionanti, e dal punto di vista del gioco, improbabili, di tutti i tempi. La mano decisiva della partita è una delle cose più strane mai viste: i partecipanti al tavolo riescono a mettere insieme un colore nut, un full house, un full house più alto e una scala colore. Un esito di cui non si hanno testimonianze nel mondo del vero poker sportivo ma solo nelle più grandi leggende che si tramandano nel poker.

Tra i giochi più spesso protagonisti dei film americani e non, c’è sicuramente il blackjack. Tra le scene più belle e divertenti di sempre quella del primo capitolo della saga di “Austin Powers”. Nella pellicola con protagonista Mike Meyers, nel ruolo del più improbabile degli agenti segreti, l’attore Robert Wagner (nel film Numero Due) ignora le indicazioni del mazziere e chiede carta con 17, ben sapendo grazie ai suoi occhiali a infrarossi che raggiungerà il punteggio di 21. Austin risponderà senza chiedere altre carte pur avendo soltanto un 5. Il banco però ha 20 e Powers perde.

Nelle pellicole cinematografiche non potevano mancare le slot machine, uno dei giochi più iconici e amati nei casinò che include sempre alcuni suggerimenti per imparare come vincere alle slot. Tra le scene più belle quella di “Dietro i candelabri”, film di Steven Soderbergh del 2013 che narra la vicenda del pianista Liberace e della sua storia d’amore con Scott Thornson. La madre del protagonista Michael Douglas, Frances (interpretata da una splendida Debbie Reynolds) vince a una slot casalinga mentre racconta al coprotagonista Matt Damon la storia del figlio. 2 minuti ad alto tasso di divertimento.

Poker ancora protagonista in una delle serie di film più amate, quella inaugurata da “Ocean’s Eleven”. Nella storia del gruppo di simpaticissimi furfanti che ha come obiettivo quello di derubare il caveau del casinò del rivale in amore del protagonista George Clooney, non potevano mancare le scene di gioco. Divertentissima, in particolare, quella in cui Brad Pitt e Clooney insegnano le regole di base del poker a un gruppo di star di Hollywood.

Altri tre lungometraggi hanno ospitato bellissime scene di blackjack. In “Swingers”, il protagonista Trent (un divertentissimo Vince Vaughn) vuole tirare su il morale del compagno Mike (interpretato da Jon Favreau) e decide di portarlo a distrarsi a Las Vegas. Dopo un viaggio folle, i due si ritrovano in una sala da gioco della Sin City. Qui Mike inizia ad atteggiarsi da giocatore consumato e decide di comprare 300 dollari di fiches a un tavolo di blackjack. Peccato che la puntata minima sia di 100 dollari.

Nel capolavoro “Rain Man” di Barry Levinson, uscito nel 1989 e vincitore dell’Orso d’Oro al festival di Berlino e di ben 4 premi Oscar (miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale) c’è una delle scene più belle dedicate al gioco. Raymond (un commovente Dustin Hoffman) è in grado di tenere il conteggio delle carte a memoria; il fratello Charlie (interpretato da Tom Cruise) decide di portarlo al casinò di Las Vegas per tentare la fortuna a blackjack e metterle a frutto.

Molto più incentrata sul divertimento la scena del primo capitolo di “Una Notte da Leoni”. Nell’addio al celibato più pazzo del mondo, Alan (Zach Galifianakis) si ritaglia il ruolo di protagonista assoluto del gruppo riuscendo a conquistare una enorme somma di denaro proprio al blackjack grazie alle sue doti “borderline”.

Nel film tedesco “Run Lola Run” del 1998, arrivato in Italia con il nome di “Lola Corre”, è protagonista la roulette. Pellicola estremamente complessa e stratificata, è passata alla storia per la scena in cui Lola tenta di giocarsi la fortuna al gioco per guadagnare i soldi necessari a salvare dai guai il compagno. Vincerà puntando sul 20 nero per due volte di fila.

Nelle scene più belle dedicate al gioco non potevano mancare le scommesse sportive. A contribuire al mito delle puntate ci ha pensato anche il cinema italiano con “Febbre da cavallo”, film del 1976 diretto da Steno. Nella pellicola i tre protagonisti, Mandrake (Gigi Proietti), Er Pomata (Enrico Montesano) e Felice Roversi (Francesco De Rosa) regalano uno spaccato dell’Italia del tempo e dei vari personaggi che popolano il sottobosco di un Paese in pieno boom economico.

A metà tra commedia e noir è invece “E io mi gioco la bambina”, diretto nel 1980 da Walter Bernstein. Pellicola con un cast stellare (presenti, tra gli altri, Tony Curtis e Julie Andrews), narra le vicende del protagonista “Tristezza” (un fantastico Walter Matthau), gestore di una sala scommesse, alle prese con una bambina ricevuta come pegno da un giocatore. Ben presto il burbero “Tristezza” si affezionerà alla piccola e inizierà a trattarla come una figlia.

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