CILENTO, PROBLEMA CINGHIALI, MAURANO:”316 FAMIGLIE DEL TERRITORIO ATTENDONO ANCORA RISPOSTE”

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Una posizione chiara quella del consigliere comunale di opposizione del comune di Castellabate Luigi Maurano sulla problematica dei cinghiali che minaccia da diversi anni tantissime famiglie di agricoltori del Cilento.

“Sono passati quasi quattro anni da quando consegnai al Comune di Castellabate, al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e alla Regione Campania la richiesta, sottoscritta da 316 famiglie del territorio, di risoluzione del problema dei cinghiali. Un grido di disperazione che ancora riecheggia nei campi devastati. Spiega il consigliere Maurano.
In questi anni abbiamo ascoltato tante promesse, tanti buoni propositi e anche tante castronerie (cit. i lupi elimineranno in maniera naturale il problema).
Comune, Parco, Regione,Associazioni di categoria non hanno prodotto nessun risultato significativo o almeno un segnale positivo in prospettiva.
Alcuni se ne sono lavati le mani – sottolinea maurano-nascondendosi dietro un menzognero “non è di mia competenza”; altri hanno cercato di trovare una soluzione, sbagliando però la strategia d’intervento; altri ancora sono rimasti in silenzio con l’italica convinzione che tergiversare sia meglio di affrontare le questioni.
E mentre chi doveva intervenire non è intervenuto o è intervenuto male, il settore agricolo del Cilento subiva danni enormi a livello economico – produttivo.
Siamo terra di prodotti DOP. Siamo orgogliosamente conosciuti nel mondo per la nostra enogastronomia. Siamo la culla della dieta mediterranea. L’agricoltura dovrebbe essere tutelata e sviluppata. Quello dei cinghiali dovrebbe essere il primo problema da affrontare nell’agenda di qualsiasi Sindaco, di qualsiasi dirigente del Parco, di qualsiasi parlamentare del Cilento.
Senza agricoltura si depotenzia anche il turismo. La sinergia tra questi settori è vitale. IL SUD ITALIA HA QUESTI DUE GRANDI MOTORI DI SVILUPPO.
Non risolvere il problema dei cinghiali vuol dire anche favorire lo spopolamento del Cilento, vuol dire abbandonare le campagne e quindi avere un territorio con maggiore rischio di incendi e rischio di dissesto idrogeologico.
Vedo gli Amministratori del Cilento essere in prima fila quando qualche Tv viene a parlare dei prodotti del territorio. Ma lo sanno che se il problema cinghiali non viene risolto non ci sarà più produzione e conseguentemente promozione?
I tanto sbandierati SELECONTROLLORI non hanno sortito l’effetto sperato. Infatti, lo stesso Parco, con una circolare del 7 Novembre 2018, evidenzia come gli abbattimenti effettuati dal 1 Giugno al 30 Ottobre 2018 non risultino in linea con gli obiettivi prefissati. Ma sarà sempre così se non si organizza diversamente l’attività del selecontrollo.
A parer mio- continua-  bisognerebbe organizzare i selecontrollori in squadre suddivise per aree con un coordinatore e un responsabile. Altrimenti avremo sempre e solo azioni singole e sporadiche. Bisognerebbe, inoltre, individuare i punti di maggiore concentrazione degli ungulati e predisporre le misure necessarie. È inutile, infatti, rincorrerli per le campagne.
Per non parlare delle tanto sbandierate gabbie di cattura che a poco o a niente sono servite a fronte di una spesa che presumo sia stata ingente. Mentre esigue e limitate sono state le risorse per gli indennizzi per chi ha subito danni enormi.
Gli agricoltori del Cilento sono costretti a pagarsi recinzioni e riparazioni. Siamo in presenza di una vera e propria tassa sull’agricoltura. LA TASSA DEL CINGHIALE.
E tale problema non può nemmeno essere rubricato come “emergenza”, in quanto sono ormai anni che il settore agricolo combatte contro i danni degli ungulati e contro l’indifferenza di chi amministra.
I sindaci del Cilento, attraverso l’istituto dell’art. 54 del TUEL, possono e devono agire e farsi sentire come ha fatto già qualche Sindaco del Cilento.
Il Presidente del Parco non dovrebbe vivere la vicenda come un attacco personale ma capire invece che la situazione è ormai insostenibile e insopportabile.
La Regione Campania può e deve attuare un Piano Regionale così come già hanno fatto altre Regioni d’Italia.
Ho letto che a breve ci sarà un Consiglio straordinario del Parco. Spero- conclude Maurano- non sia una classica riunione tra Sindaci, la maggior parte dei quali fino ad oggi ha sottovalutato e mai affrontato il problema.
Spero che il Presidente del Parco voglia aprire il Consiglio a tutte le associazioni di categoria e soprattutto a tutti i cittadini del territorio del Parco. Deve esserci un confronto diretto, franco, anche duro se necessario, ma un confronto che porti ad una soluzione chiara, precisa, reale e attuale.
Ne va del futuro della nostra agricoltura, del nostro turismo, del nostro territorio, della nostra economia”.

REDAZIONE

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