Il sindaco Adamo Coppola fa chiarezza sul Question time e sull’interrogazione relativa ai rimborsi

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Chiedo scusa alla città per lo spettacolo indecoroso che è stato messo in scena ieri, durante e dopo la seduta di Question time. Anche per il comportamento da me osservato, che mi sono lasciato trascinare dalla circostanza. Ma ormai è divenuta una consuetudine, da qualche mese a questa parte, per la consigliera Botticchio trasformare l’Aula consiliare in un luogo per show indecenti e inqualificabili, dove si susseguono offese e calunnie. Mai ho ascoltato da costei una proposta concreta. Solo attacchi gratuiti e ingiustificati al mio indirizzo e dei componenti della Giunta e del Consiglio, che ormai non intendiamo più tollerare e sopportare. Ieri sera si è raggiunto il clou, quando sono stato aggredito verbalmente, al termine della seduta. La mia colpa: quella di aver risposto ad un quesito posto dalla consigliera della Lega. Con tre diverse richieste protocollate (24 giugno, 29 luglio e 20 settembre), infatti, questa aveva interrogato il sindaco e l’assessore al Bilancio per sapere “quanti e quali richieste di rimborso per assenze di servizio di cui all’art. 79 sono state presentate alla data odierna con riferimento alla scorsa consiliatura e quella presente sia per il Comune di Agropoli sia per l’ente Unione dei Comuni Alto Cilento; a quanto ammonta il totale complessivo per ogni singolo ente; a quanto ammonta il totale pagato per singolo ente; se vi siano stati dinieghi alla richieste suddette e quali le motivazioni del rigetto della richiesta”. La consigliera Botticchio pensava di scoperchiare il vaso di pandora, in riferimento a presunti rimborsi al consigliere Franco Di Biasi, ma è rimasta delusa nel sapere che nulla per questi era stato sborsato dall’Ente. Ho spiegato alla consigliera che sebbene il Formez (associazione riconosciuta con personalità giuridica di diritto privato, in house alla Presidenza del Consiglio) abbia richiesto in più occasioni di ricevere dei rimborsi per assenze dal lavoro del consigliere in questione, operate per svolgere attività politica al servizio della città, nulla è dovuto allo stesso. Questo perché i rimborsi non sono previsti in caso riguardino due Amministrazioni pubbliche; lo sono invece per quelle private. Quindi ho chiarito che i soli rimborsi effettuati dall’Ente, sono stati quelli versati (ed altri ancora da versare per circa 20.000 euro totali) alla società privata presso la quale lavora la dottoressa Elvira Serra. Questo ha innescato un meccanismo che ha portato ad una aggressione verbale alla mia persona a fine seduta dalla stessa ex vicesindaca. Semplicemente per aver risposto ad un quesito posto dalla minoranza. Tanto dovevo per dovere di chiarezza.

 

c.s.

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