IL VIRUS MESSAGGERO di Carlo Marrazza

VIRUS MESSAGGERO

Terzo giorno di quarantena “ forzata” per l’Italia tutta. La sciagura di un minuscolo microrganismo che infetta non solo il nostro corpo, ma il nostro stile di vita. Dell’aspetto sanitario si è detto tutto ma, ahinoi, non tutto è ancora accaduto. Previsioni, curve di contagio, parabole, statistiche, possibili cure, luminari che,a volte, sono anche in contrapposizione tra loro e l’affetto per i nostri cari che vediamo in pericolo. L’Italia è, da sempre, un popolo geniale; la patria di Michelangelo, di Leonardo Da Vinci, di Dante, di Leopardi, di Caravaggio ma, da contraltare, poniamo un’indolenza tipica del nostro essere, una sorta di…pigrizia e di modo di fare che ci fanno apparire, agli occhi del mondo, come:” I soliti Italiani”. Ogni popolo è figlio della sua cultura, del proprio retaggio che gli Avi  tramandano loro. Questo è il nostro. Certo, gli occhi del mondo sono spesso occhi di chi invidia una terra baciata dagli Dei, per clima, bellezze naturali e artistiche, Storia, impronte di grandi imperi, visibili ancor oggi e che nessun razziatore è riuscito a portarci via. Noi viviamo in maniera diversa da tutto il resto del mondo. Affinità con altri popoli ve ne sono, certo, ma noi siamo i capostipiti con i nostri difetti, tanti, e i nostri pregi,  molteplici. Provocatoriamente si potrebbe dire che questo Virus è capitato come un messaggero, qualcosa di indefinibile che ci deve far capire tante cose. Le sfaccettature sono molteplici: abbiamo sottovalutato, preso tempo, poi siamo intervenuti, poi abbiamo stretto, poi abbiamo chiuso, poi siamo diventati cerberi e censori. E’ la nostra prova, quella più difficile, quella che deve farci comportare come non siamo: ligi e inquadrati, corretti ed esemplari. Tutto questo cozza con la” Genialità” di cui dicevo sopra. Il Genio non sta alle regole, il genio rischia, sogna, sbatte, si deprime, e poi esplode in tutta la sua grandezza. Certo, dobbiamo prima farci male e, spesso, nel modo più stupido. Sono di una settimana, che, in una emergenza pandemica, equivalgono ad un’era geologica, le immagini dell’Italiano che:” Io esco, è un’influenza” di quello che non riesce a rinunciare all’aperitivo, di quello che le mamme:” E come lo tengo a casa un ragazzo di 20 anni?” Di quello che approfitta della chiusura delle scuole per andare a sciare con tutta la famiglia e come lui migliaia di persone. Bene, tutto questo, a distanza di una settimana o poco più, come spiegato benissimo ieri dal dott. Brusaferro, Presidente dell’ ISS, lo pagheremo con una impennata dei contagi perché, e sono sempre parole del Presidente, in quelle circostanze certamente il virus è circolato in maniera indisturbata. Ci arrabbiamo? Certo che si, ma poi vediamo che il Genio prende il sopravvento, l’Italia scopre gli angeli della Sanità: Dottori, infermieri, portantini, barellieri che si ammazzano di lavoro per salvare vite e si scopre anche che l’equipe del Pascale di Napoli ha messo a punto un protocollo che verrà sperimentato su 50 pazienti, datosi che risulta essere efficacie con sensibili miglioramenti in alcuni pazienti. Non è un mistero che il Nord, quello a volte razzista e snob, sia la parte più colpita della nostra Penisola e sembra quasi il contrappasso Dantesco: il Sud che salva il Nord, l’Europa, da sempre critica con noi che si affanna a dire…Siamo tutti Italiani, e via con miliardi da destinare all’emergenza, rapporto deficit-Pil che può essere abbattuto senza problemi. Allora ci sorge un dubbio:  l’Europa che, a volte schernendoci, si sia accorta che noi siamo essenziali alla sua sopravvivenza, che senza il nostro Genio rimangono solo burocrati coi pallottolieri, che senza la nostra civiltà e cultura sarebbero irrimediabilmente più poveri? Questa è una prova anche per loro, per tutti quelli che si sono riempiti la bocca con…Gli Stati Uniti d’Europa. Una Utopia che è stata messa a nudo da un minuscolo essere, infinitesimale, che però sta minando le fondamenta di tutto. E tutto potrebbe crollare. Il tutti insieme vacilla, ci sono stati che adottano misure autonome perché questo è il punto, quello da cui sono partito: Siamo diversi, tutti, ognuno ha il proprio modo di essere e di vivere, l’Europa semplicemente non c’è e non ci sarà mai. Si pensava bastasse una moneta unica a farci sentire tutti uguali. Non è così e non lo sarà…

Carlo Marrazza