Cilento: Apertura ristoranti e pizzerie: tra incertezze e coraggio di ripartire

Attualità Apertura ristoranti e pizzerie: tra incertezze e coraggio di ripartire
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652 29/04/2020

 

Continuano gli interventi in diretta su Cilento Channel di imprenditori cilentani riguardo la riapertura delle attività. Nella diretta di ieri sono intervenuti tre ristoratori di altrettante zone simbolo del Cilento, ovvero di Agropoli, Paestum e Castellabate.

Mariagrazia Marino, titolare del ristorante pizzeria La brace di Agropoli, ha deciso di riaprire e si è dichiarata soddisfatta: “Abbiamo iniziato lo scorso 27 aprile e siamo andati bene, ai cittadini mancava la pizza. Siamo contenti della scelta che abbiamo fatto. I dispositivi di sicurezza non sono semplici da indossare in cucina, soprattutto il camice, ma non ci ha dato tanti problemi. Prima di riaprire eravamo scettici, ma ora siamo contenti. Il 27 aprile abbiamo ricevute 18 prenotazioni, mi sento soddisfatta come prima sera, se continua così va bene. Abbiamo voluto comunque aprire, nonostante non ci sia guadagno, ma i clienti hanno risposto bene. Spero che dopo il 4 Maggio qualcosa cambi in positivo per tutti”.

Invece, c’è chi ha un’attività legata esclusivamente al turismo, come Carlo Marrazza, proprietario dell’ hotel ristorante e pizzeria Delle Rose localizzato nel Zona archeologica di Paestum, e che quindi, non ha potuto riaprire:
“Io mi trovo nella zona archeologica, ed il mio è un lavoro che si basa sui turisti. Noi non facciamo asporto, ed è questo il problema di Paestum. La mia perplessità è che passata la prima settimana di euforia, le vendite calino. Nessuno qui ha aperto, siamo vincolati alla zona archeologica, che dovrebbe riaprire il 18. Per riattivare un locale bisogna fare un bilanciamento fra costi e benefici. Muoversi in questo ambito è difficile, c’è bisogno di regole più certe. Ma chi può lavorare lo faccia e lo faccia bene”.

Infine ad intervenire nella diretta  Caterina Valentino, del ristorante La cantina Belvedere di Castellabate, che non ha riaperto il suo locale, e che ha mostrato incertezza: “I nostri piatti non si sarebbero prestati al delivery, e con i costi non ne sarebbe valsa la pena. In questo momento il futuro è incerto, siamo un po’ sconfortati. Noi vogliamo riaprire, ma con le giuste agevolazioni e con direttive chiare per tutelare la nostra salute e quella dei clienti. Dovremo organizzarci in maniera diversa, però è tutto da vedere. Nonostante ciò per riaprire ci vuole coraggio. Chi sta in questo settore sa quanta passione ci vuole, è arrivato il momento di sostenerci l’uno con l’altro”.