Cilento: Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne: il messaggio di tre donne cilentane vittime di violenza

Attualità Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne: il messaggio di tre donne cilentane vittime di violenza
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373 24/11/2021

 

Sono 89 al giorno le donne vittime di reati di genere in Italia; nel 62% dei casi si tratta di maltrattamenti in famiglia, nel 72% l’autore è il marito o l’ex marito e in 1 caso su 2 ha usato un’arma da taglio. La violenza di genere, oltre a prendere la forma di violenza fisica, può anche assumerne altre, come quella verbale, psicologica o economica. In occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne pubblichiamo un messaggio di tre DONNE vittime di violenza, le quali invitano a riflettere e a dire BASTA!!!

 

“La libertà di una donna è non dover chiedere il permesso a nessuno. Una donna può essere perdonata di aver commesso un errore ma non le sarà mai perdonato l’errore di non voler vivere! In una relazione quando qualcosa ti fa sentire in trappola non va mai bene. Non bisogna cambiare per nessuno, chi ti ama veramente adora quella che sei, non cerca di cambiarti ed è fiero della donna che sei, perché avendo una come te al suo fianco, si può sentire un vero uomo”. (Sara)

“Da qualche anno ho fatto una scelta, quella di essere onesta. L’ho fatto per me stessa, soprattutto, e poi anche per le altre. Prima non raccontavo mai a nessuno delle violenze subite perché me ne vergognavo. Avevo sempre nascosto una relazione malata dietro quel candido alone di folle amore adolescenziale. In effetti folle lo era, ma di una follia pericolosa, spregiudicata, distruttrice. Tra le quattro mura della mia cameretta mi sono chiesta tante volte il perché di tutto quel male e ho cercato spesso di giustificare il mio carnefice o la mia incapacità di vittima a mettere la parola fine. Fa parte anche quello delle conseguenze della violenza: non ti rimangono solo i lividi sulla pelle, la cosa peggiore è che ti rimanga quel senso di inadeguatezza, quel marchio infamante che ti fa credere di essere sbagliata. Questa sensazione si risveglia ancora oggi ogniqualvolta, dopo aver raccontato la mia esperienza a qualcuno con cui sento di potermi aprire, mi viene fatta la fatidica domanda “Come hai fatto a starci tutto quel tempo?” oppure, peggio ancora, “Perché una ragazza intelligente e forte come te ha sopportato tutto questo?…Sembra quasi che essere vittime di violenza sia sinonimo di mancata intelligenza. In quel momento parto con la classica risposta prefeconfezionata sottolinenando il fatto che fossi piccola, stupida, innamorata e altre scusanti fino a sfociare nel racconto di una storia che ha avuto alti e bassi e che non è stata soltanto violenza allo stato puro. In poche parole tendo ad aggiustare il tiro per non passare come la deficiente masochista. Eppure la risposta più ovvia sarebbe “Andate a chiedere a lui perché l’ha fatto piuttosto che chiedere a me perché ci sono stata”. In realtà non lo so neanche io come ho fatto a sopportare tutto questo e ad annullare totalmente la mia persona, tuttavia non ho più voglia di chiedermelo. Non voglio più farmene una colpa e ho capito che non c’è un perché che dipenda da me. Non ero sbagliata, non ero stupida e non c’entrava nulla il fatto che fossi piccola o innamorata. Non doveva succedere punto. Non dovrebbe mai più succedere a nessuna, non dovremmo più stare a raccontare storie del genere e non dovremmo trovarci di fronte interlocutori che chiedono a noi il motivo piuttosto che chiedersi cosa possono fare per evitarlo. Dovremmo ascoltare la muta sofferenza, dovremmo comprendere i piccoli gesti di paura, dovremmo aiutare un’amica in difficoltà. Prima di tutto, però, sarebbe necessario imparare ad amarci e ad amare, insegnare il rispetto ai nostri fratelli, ai nostri figli, ai nostri nipoti. Non è più tempo di rimanere inermi di fronte alla violenza, è tempo di agire per tutte, non una di meno. ( Licia)

“Ci facciamo violentare tutte le volte che consentiamo a chiunque di manovrarci, manipolarci, dirci cosa dobbiamo fare!! La violenza psicologica è insinuosa, devi fare un lavoro infinito su te stessa e sulla modifica del tuo comportamento!! Ecco, oggi, da dove arrivano tutti quei miei NO”! (Giusy)

Fondamentale è il ruolo di supporto alle vittime svolto dai Centri Antiviolenza in tutto il Paese, e la presenza del numero nazionale 1522, al quale si possono denunciare abusi, molestie e stalking. A tal proposito, ricordiamo che giusto un anno fa è stato attivato anche il SERVIZIO ANTIVIOLENZA GEMMA, la cui sede è a Vallo della Lucania e opera su tutto il territorio cilentano.