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Alburni: Il calvario della Fondovalle Calore continua

Attualità Il calvario della Fondovalle Calore continua
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601 28/05/2020

 

I lavori per la fondovalle Calore, sono fermi. L’arteria della valle degli Alburni che dovrebbe servire ad una rinascita economica e sociale di questo lembo di territorio meraviglioso, rimane l’eterna incompiuta ormai da troppi anni.

A due anni dall’apertura del cantiere i lavori si sono di nuovo puntualmente bloccati. Una paralisi provocata, da situazioni legate agli atti di esproprio e alle autorizzazioni della Soprintendenza, nonostante l’esborso di denaro pubblico che continua a gravare sulle tasche dei campani. Al 31 dicembre 2019, paradossalmente risultano erogati dalla Provincia di Salerno, in qualità di ente appaltatore dell’opera, anche 67.813 di “incentivi spettanti all’Ufficio di Direzione dei Lavori e suoi collaboratori”. L’opera è incompiuta da trent’anni e il cronoprogramma è allo stato del tutto sconosciuto. Il progetto partito nel 1989 aveva l’ambizione di creare un’arteria a scorrimento veloce che potesse portare dai comuni dell’entroterra cilentana con l’uscita autostradale di Campagna. Nel corso del tempo però il progetto iniziale ha subito delle variazioni che, secondo quanto emerso rischia di rendere la Fondovalle Calore una strada interpoderale che da Aquara conduce a Bellosguardo senza avvicinarsi alle arterie autostradali e, di conseguenza, rendere più agevole il raggiungimento dei più popolosi centri urbani della provincia. “Parlare di spopolamento da parte di amministratori locali e politici di turno serve solo a sciacquarsi la bocca visto il loro silenzio sulla situazione – scrive Mario Andreola un cittadino e attivista locale – Ci sono stati ritardi inconcepibili e inspiegabili anche sugli espropri di alcune particelle per le rotatorie e gli svincoli sul lotto Mainardi – Castelcivita. Ritardi sullo spostamento di alcuni pali di alta tensione da parte dell’ENEL. Ritardi sulle riprese a vari step delle attività previste. Ritardi su ritardi, lavori senza un minimo criterio di organizzazione per consentire il pieno ritmo all’impresa appaltante che più volte si è dovuta fermare per poi riprendere. La stessa impresa lamenta forti ritardi per colpa di terzi”. “E’ ora di far ripartire il cantiere della Fondovalle Calore, – continua Andreola – mentre a Genova è quasi ultimato il ponte crollato due anni fa, negli Alburni stiamo ancora aspettando che ripartano, siamo peggio delle tartarughe, di questo passo non ne usciamo facilmente. La Fondovalle dovrebbe diventare una strada a scorrimento veloce , ma a quanto sembra veloce non è! Le promesse degli amministratori provinciali in epoca pre-coronavirus non sono state ancora rispettate”. I cittadini alburnini e della valle del Calore vogliono conoscere un data certa per la ripartenza del cantiere e si rivolgono al Presidente della Provincia Strianese ma soprattuto aspettano ancora notizie e date sul secondo lotto e della progettazione definitiva.