Agropoli: U.S. Agropoli Virtus Cilento: la partita…

Sport U.S. Agropoli Virtus Cilento: la partita…
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178 26/04/2021

Tutto quello che poteva essere e non è stato. Questa, in estrema sintesi, la partita di ieri tra Agropoli e Virtus Cilento. Il tiepido sole di Aprile, il cielo limpido, sono la degna cornice di una gara che è già da dentro o fuori, soprattutto per i Delfini, chiamati a una prova di orgoglio dopo la scialba esibizione di domenica scorsa contro L’ Angri. L’avversario è di quello tosti, che ha ambizioni, ma la linea tracciata è quella di mangiarsi l’erba del Guariglia, lasciando sul campo tutto e anche qualcosa in più. L’inizio è promettente, Falco ha gamba e mette il “vestito buono” in due accelerazioni che fanno male ma che non si concretizzano. La Virtus sta lì, sorniona e ordinata in campo, aspettando il momento giusto per colpire. La gara si lascia vivere in 20 minuti in cui poco accade, ma nel cuore del primo tempo, Santonicola taglia a fette la fascia dell’Agropoli, ne supera due e la mette al centro, dove Marrocco, abile a smarcarsi, insacca da bomber consumato. È il vantaggio della Virtus, con i fantasmi dell’Agropoli che prendono forma. Di nuovo. La mazzata c’è, l’Agropoli ci prova, ma non riesce a creare qualcosa che possa essere definito pericoloso. La Virtus si mette in controllo, abbassa le marce e attende come un avvoltoio l’occasione per metterla in ghiaccio. Ma qualcuno ha altri programmi e, quando di attendeva solo il fischio di metà tempo, l’Agropoli recupera palla, lancio sporco e molliccio che però Margiotta trasforma in assist sontuoso per lo scatto di Mincione, che brucia l’avversario e incrocia sul secondo palo il gol del pareggio. Adesso è un’altra storia. Le sliding doors di una partita di calcio sono tante, l’inerzia della gara cambia, il pari mina le certezze della Virtus ed esalta la voglia dell’Agropoli di fare sua la posta in palio. L’inizio del secondo tempo promette bene, Falco è continuo, Vuolo attento, Fortunato prezioso e Grande, subentrato a Fucci nel primo tempo, cresce di intensità. Siamo a metà della ripresa, Mastroberti converge al centro ma si allunga la palla, la recupera la Virtus ma Fortnato decide che è ora di pressare alto, la recupera scippandola a Manzillo e la porge a Margiotta nel cerchio di centrocampo. Il Nove fa 5 passi, non di più…Dai che c’è Falco sulla fascia, dagliela e attacca lo spazio, sembrano pensare gli ” Sprovveduti” sugli spalti. Ci vuole un attimo a rendersi conto che nessuno riceverà palla, che non si andrà sulla fascia. Ma quale fascia. Il Capitano questo film lo ha già visto, carica la catapulta per scagliare il masso oltre le linee nemiche e strozza in gola l’urlo di tutti:” Non tir…” Ma quello tira e spacca il Guariglia in due. 30 metri. Non si può. La palla fiondata in porta senza rispetto. È il 2 a 1 che riaccende l’anima e sembra quasi giusto sia venuto così. Ad alimentare i sogni di gloria basta il minuto successivo quando Manzillo entra duro su De Cristofaro e si guadagna il rosso diretto. In vantaggio nel punteggio e negli uomini, l’Agropoli ci crede e, anzi, non si accontenta tenendo alta la squadra e costringendo la Virtus sulla difensiva. Ma il punteggio da un solo gol di vantaggio e questo alimenta la retorica della partita che non è finita. La squadra di mister Castiello cala Senè, D’Attilio e Emanuel Maiese, non gli ultimi arrivati. Il recupero è ampio e ci sta’. 5 minuti che non passano mai. Si arriva a 4 allorquando un retropassaggio viene controllato male da Manzi che subisce però fallo. Sugli spalti si fa il tifo perchè rientri e stringa i denti, ma quando Anzalone indossa i guanti e la maglietta si capisce che qualcosa è successo. L’Agropoli è in dieci e con un portiere che non è un portiere, avendo finito i cambi un minuto prima. La Virtus schiuma rabbia è si scaglia in avanti. D’Attilio la mette morbida, Anzalone prende sul serio il suo ruolo ed esce, la palla arriva a Maiese che mette dentro il pareggio. All’ultimo respiro. Poteva essere è non è stato, ma quello che è stato ha fatto sussultare, nel bene e nel male. L’Agropoli ritrova i suo orgoglio, grande quasi come la delusione di vedere squagliarsi in mano una vittoria che sentiva sua. Ma va bene anche così…