Cilento, aumentano le malattie tumorali nel territorio cilentano: dati allarmanti

 

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Gli ultimi dati disponibili in merito alla diffusione delle malattie tumorali nelle zone del #Cilento e del Vallo di Diano mostrano una situazione molto preoccupante. A tal proposito il neo senatore del Movimento 5 Stelle, Francesco Castiello , ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri della salute e dell’ambiente, rispettivamente Giulia Grillo e Sergio Costa in merito alla problematica. Infatti, su un campione significativo di assistiti residenti nella Provincia di Salerno, la percentuale di ammalati di #cancro raggiunge quasi il 5% della popolazione, con picchi superiori anche alla media nazionale nei distretti di Vallo della Lucania e di Sapri. In queste zone la situazione è ancora più allarmante poiché la carenza di insediamenti industriali e di attività produttive rischiose per l’insorgenza di malattie oncologiche non giustifica i livelli rilevati della malattia.Sono presenti, inoltre, più indizi che inducono a ritenere che in varie località del territorio, particolarmente in occasione dell’esecuzione di lavori pubblici e di opere pubbliche, possano essere stati illecitamente occultati rifiuti pericolosi, che hanno vulnerato l’ambiente, e che le condotte adduttrici dell’acqua potabile sono ancora, in parte non irrilevante, costituite da tubazioni di cemento amianto, le cui fibre, diluendosi nell’acqua, favoriscono l’insorgenza di malattie oncologiche. “Dopo anni di silenzi e di mancate azioni di prevenzione, adesso è giunto il momento di far luce su questa drammatica situazione che affligge i nostri territori- spiega Castiello- Per questi motivi ho chiesto al Ministro della Salute Giulia Grillo ed al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa di far luce, con tempestività ed efficacia, sulle sospette anomalie rilevate e di approntare le più adeguate misure dirette a prevenire e a contenere l’ulteriore diffusione sul territorio delle malattie tumorali- conclude il senatore.

C.S.

A Pioppi la tavola rotonda “La protezione del mare a tutela dei pescatori del Cilento”

 


Una grande area marina protetta lungo le coste del Cilento per la salvaguardia degli ecosistemi marini e dell’antica tradizione della pesca artigianale cilentana. È la proposta che sarà lanciata durante la tavola rotonda “La protezione del mare a tutela dei pescatori del Cilento. Proposte e discussioni per una vasta area marina protetta” , in programma martedì 10 luglio alle ore 18.30 presso Palazzo Vinciprova, sede del Museo Vivo del Mare e del Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi. L’evento è promosso – nell’ambito delle iniziative che seguono la presenza di Goletta Verde in Cilento – dal Comune di Pollica, Legambiente, Federparchi, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e farà da anteprima al Festival della Dieta Mediterranea di Pioppi , in programma a Pioppi dal 21 luglio all’8 settembre 2018. Il mare e i suoi frutti sono infatti alla base della Dieta mediterranea, la cui salvaguardia va di pari passo con la capacità di proteggere gli ecosistemi marini e la pesca artigianale locale. Alla discussione prenderanno parte, oltre al sindaco di Pollica Stefano Pisani, i sindaci e gli amministratori dei comuni di Castellabate, Montecorice, San Mauro Cilento, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola Palinuro, Camerota e San Giovanni a Piro. Con loro, Tommaso Pellegrino, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e i pescatori cilentani, che da anni richiedono un impegno concreto a difesa del proprio lavoro. Prevista la presenza, tra gli altri di Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente; Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente; Tore Sanna, vicepresidente Federparchi; Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania; Stefano Donati, direttore del Parco Nazionale del Vesuvio; e Tonino Miccio, direttore dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Tutelare il mare e chi ci lavora è un obiettivo dal quale il territorio cilentano, per il quale rappresenta una risorsa vitale, non può prescindere. Per questo è fondamentale che tutti i soggetti coinvolti si uniscano per trovare soluzioni congiunte, che siano sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico.

C.S.

Cilento, al via interventi per migliorare l’efficienza ecologica nelle aree protette a rischio incendio

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E’ stato approvato il Programma nazionale di incremento della resilienza per i sistemi forestali naturali e semi-naturali nei comuni di San Pietro al Tanagro, San Rufo e Centola. Ciò mediante il recupero e ripristino strutturale e funzionale degli ecosistemi e della funzionalità dei loro servizi attraverso azioni coerenti con la tutela e la conservazione della biodiversità nelle aree protette percorse dal fuoco. Il medesimo Programma cofinanzia interventi di protezione del suolo, di riduzione dei rischi idrogeologici, di assorbimento di CO2 nonchè del mantenimento della biodiversità e della funzionalità degli ecosistemi. I soggetti beneficiari sono gli enti pubblici gestori delle aree protette i cui territori sono stati interessati da fenomeni di incendi boschivi, ovvero le aree protette a rischio di incendio. Il termine per la presentazione della domanda di partecipazione è fissato per il giorno 16 Luglio 2018 e il progetto prevede un costo pari a 500.000,00 euro. Considerato che l’area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stata più volte colpita da un numero elevato d’incendi boschivi, determinando una situazione di vera e propria emergenza, il medesimo Programma approvato dal Ministero dell’Ambiente rappresenta una risposta ai disastrosi eventi verificatisi nel corso della stagione estiva del 2017. Fenomeni che hanno riguardato vasti territori inseriti all’interno di Aree Protette Nazionali e Regionale nonchè siti della Rete Natura 2000, interessando ambienti naturali e semi-naturali di pregio. Così con tale progetto l’ente Parco intende ripristinare l’efficienza ecologica dei soprassuoli forestali e ridurre l’incisivo dissesto idrogeologico derivato dal passaggio dell’incendio.

REDAZIONE

DAZERO & FRIENDS, LA CREATIVITÀ E IL SAPORE DEL CILENTO PER FESTEGGIARE L’ANNO DEL CIBO ITALIANO

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Sabato 23 giugno alle 18:30 a Centola, nella splendida cornice del castello di San Sergio, si terrà la seconda tappa di DaZero&Friends, un progetto ideato e promosso da DaZero – Pizza e Territorio per celebrare il 2018, Anno Nazionale del Cibo Italiano. Si tratta di un progetto corale strutturato in tappe, ognuna con un proprio tema, in cui i diversi partner di DaZero presenteranno una loro creazione ispirata e collegata ai prodotti della filiera corta locale. L’iniziativa, che ha il patrocinio della Regione Campania, del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni e della Confesercenti punta anche a raccontare il Cilento quale culla della Dieta Mediterranea e fucina di nuove tendenze gastronomiche e artistiche.
Dopo il debutto del format nella sede di Milano di DaZero con il tema “Chi ha detto che i cocktail non hanno un Territorio?”, si torna a Sud con una proposta assolutamente estiva: il gelato, quello buono, sano e cilentano. Tre elementi offerti dall’esperienza e competenza del maestro gelatiere Raffaele del Verme della gelateria Di Matteo di Torchiara (3 coni del Gambero Rosso), che per DaZero ha elaborato un gelato che racchiude i profumi e i sapori della terra del mito. Il gelato, da sempre un dessert goloso, diventa così anche un alimento sano e nutriente. Il maestro Del Verme ha scelto il latte di capra cilentana come ingrediente base a cui ha associato altri prodotti ed erbe aromatiche che saranno svelati sabato insieme ai produttori che hanno collaborato al progetto: Azienda agricola Cicco di Buono di San Nicola di Centola; Apicoltura Cavalieri di Roccagloriosa; Frantoio Oleario Marco Rizzo di Felitto e i Coltivatori Custodi del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.
Dal racconto di come nasce il gelato si passerà alla degustazione sulla terrazza del castello che si affaccia sull’incantevole Golfo di Palinuro. Il dessert gelato sarà servito nelle coppette di ceramica create dalla ceramista Silvia Di Feo di l’Arte Creta di Vallo della Lucania, che per DaZero&Friends sta realizzando originali oggetti di design.
L’evento è gratuito ma per partecipare è richiesta la prenotazione scrivendo una mail all’indirizzo info@cominciadazero.com oppure con un messaggio privato sulla pagina FB (https://www.facebook.com/dazeroaltredici).

C.S.

Provincia, extracomunitari a piedi o in bicicletta senza giubbotti catarifrangenti: la segnalazione dell’ass. italiana familiari vittime della strada

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L’ associazione italiana familiari vittime della strada onlus mette ancora una volta in risalto il pericolo derivante dai numerosi extracomunitari che di sera circolano a piedi o con le biciclette sulle strade urbane ed extraurbane senza indossare giubbotti catarifrangenti come previsti per norma e in assenza di dispositivi luminosi sui veicoli a due ruote. Ciò con il rischio per gli automobilisti di investirli o di finire a loro volta fuori strada con la propria autovettura. Si tratta di una problematica che sta interessando diversi comuni della Provincia di Salerno, in particolare le strade maggiormente coinvolte risultano essere la SS 18, le località di Agropoli soprattutto la Zona Mattine, Capaccio Paestum, Battibaglia e la Litoranea. Tante le segnalazioni che quotidianamente giungono all’associazione per far presente il fenomeno. Ciò che l’associazione chiede è un maggior controllo e il rispetto delle regole del codice della strada. La richiesta è indirizzata in particolare ai sindaci del comprensorio cilentano e ai responsabili delle cooperative che hanno in accoglienza gli extracomunitari i quali hanno l’obbligo morale e civile di far rispettare loro le regole previste. Purtroppo sta diventando un fenomeno sempre più in crescita e molto pericoloso a cui bisogna porre urgentemente rimedio. Inoltre l’associazione italiana familiari vittime della strada onlus invita anche le forze politiche a fare la loro parte e a lanciare un grido d’allarme.

REDAZIONE

Cilento, una “Casa dell’Acqua” per l’erogazione di acqua naturale e frizzante nei comuni di Trentinara, Torchiara e Sant’Angelo a Fasanella

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La collocazione di una “Casa dell’Acqua” nel comune di Trentinara: si tratta di un’iniziativa di interesse collettivo proposta dal gestore del servizio idrico integrato ATO-Autorità di Ambito Sele con l’intento di potenziare e valorizzare l’utilizzo dell’acqua di rete, in modo tale da ridurre il consumo dell’acqua minerale in bottiglia di plastica. Ciò abbasserebbe di conseguenza gli impatti ambientali legati al quantitativo di bottiglie di plastica da smaltire, al trasporto e movimentazione di queste ultime. Per la realizzazione del progetto è stato individuato quale sito idoneo l’area comunale adibita a parcheggio pubblico in Via Verdi. Considerato che si tratta di moderni impianti di erogazione per la distribuzione di acqua naturale e frizzante tecnologicamente avanzati, in grado di fornire un servizio che rappresenta una sorta di valore aggiunto all’acqua distribuita tramite la rete del pubblico acquedotto, l’amministrazione comunale di Trentinara retta dal sindaco Rosario Carione ha accolto di buon grado l’iniziativa. Infatti fornire acqua potabile ad un costo molto competitivo consentirebbe un notevole risparmio alle famiglie, considerata anche la difficile congiuntura economica attuale. Pertanto mettere a disposizione della cittadinanza una struttura della “Casa dell’Acqua” che consenta l’erogazione di acqua naturale e frizzante, consentirebbe di dare maggiore impulso alla valorizzazione dell’acqua di rete. Oltre al comune di Trentinara, anche il piccolo borgo di Torchiara ha aderito all’iniziativa proposta dall’Autorità di Ambito Sele. Infatti la “Casa dell’Acqua” sarà collocata presso l’area adibita a parcheggio pubblico sita in Piazza Padre Sinforiano, ex piazza Europa, nella frazione di S. Antuono di Torchiara. Infine una simile struttura sorgerà anche nel comune di Sant’Angelo a Fasanella in corso Apollo XI dove l’amministrazione comunale ha accolto con favore l’iniziativa.

REDAZIONE

“Mozzasnella”, dal Cilento arriva sul mercato la mozzarella per mantenersi più in forma

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Più leggera e digeribile, con meno grassi e dal sapore più delicato. Approda sul mercato “Mozzasnella”, la mozzarella light prodotta dal caseificio “Fratelli Di Lascio” e destinata a diventare il prodotto preferito per chi ama mangiare una mozzarella gustosa senza l’assillo della bilancia.
“Mozzasnella”, realizzata con latte di bufala e con latte di vaccino di alta qualità, è l’espressione più marcata della spiccata verve imprenditoriale del giovanissimo Angelo Di Lascio, che oggi, fedele alle radici e al lavoro già svolto nel tempo dalla sua famiglia, porta avanti con passione e sacrificio nel caseificio di Capaccio Paestum.
«Le prime mozzarelle, che mio nonno produceva a Paestum, erano proprio così, realizzate con latte di bufala e vaccino di prima qualità» ricorda Angelo, il più giovane della dinastia.
“Mozzasnella” contiene la metà dei grassi della classica mozzarella di bufala, si presenta più morbida e leggera al palato, ed è più digeribile rispetto a quella di bufala.
«La nostra azienda guarda al futuro senza perdere il suo legame con le tradizioni del passato. – continua Angelo Di Lascio – Mio padre Enrico e mio zio Davide mi parlavano sempre di questa mozzarella più leggera, che nonno già produceva quando mise su l’attività, per cui abbiamo deciso di riprodurla, confermando quel legame tra tradizione e modernità che per la nostra azienda è fondamentale. Oggi, del resto, la gente cerca prodotti sempre più di qualità e leggeri, per cui abbiamo voluto fare questa scommessa, augurandoci di poter soddisfare ancora una volta i palati della nostra clientela».
Sono, infatti, già tante le richieste per quella che è stata simpaticamente ribattezzata la “Pantera Rosa” dei latticini. «Qualche tempo fa già chiesero a mio padre di questa mozzarella leggera che nonno produceva – aggiunge Angelo – e mio padre la paragonò alla Pantera Rosa proprio perché “mozzasnella”, così come la storica pantera, è leggera, snella, sprint».
Il nuovo prodotto, che debutta ufficialmente domani (sabato 16 giugno), sarà disponibile tre giorni a settimana (martedì, giovedì e sabato) presso il punto vendita del caseificio “Fratelli Di Lascio” situato nel territorio comunale di Capaccio Paestum. Il nuovo prodotto è accompagnato da una veste grafica ad hoc, sviluppata su un’idea progettuale proprio del giovane Angelo Di Lascio, e sarà promosso anche attraverso due eventi degustativi che saranno resi noti nelle prossime settimane.
Scheda tecnica Caseificio:
Pioniera del settore, essendo stati i primi a produrre la mozzarella di bufala a Capaccio Paestum, la famiglia Di Lascio è l’emblema del made in Italy d’eccellenza attraverso la produzione di prodotti freschi e stagionati capaci di conquistare i palati degli italiani e dei cittadini di tutto il mondo, dove oggi l’azienda esporta con grande successo. Tradizione e innovazione, dunque, sono i segreti di questa attività, tramandati da padre in figlio.

C.S.

Cilento, Abbattimenti selettivi, Recinti di Cattura e Filiera della carne di Cinghiale: attenzione continua del Parco per la soluzione del problema “cinghiali”

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Dopo l’attivazione di 235 nuovi selecontrollori che hanno iniziato la loro attività di abbattimenti selettivi nel territorio dell’Area Protetta, il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni ha pubblicato due Avvisi di Manifestazione di Interesse.La prima manifestazione di interesse è indirizzata a soggetti pubblici o privati (Comuni, imprese agricole singole o costituite in cooperative o consorzi, allevatori e cittadini) interessati al posizionamento di un dispositivi di cattura temporanei o permanenti per cinghiali.La seconda manifestazione riguarda l’affidamento del servizio di ritiro, trasferimento e servizio di centro di lavorazione della selvaggina dei capi di cinghiali catturati/abbattuti nell’ambito dell’attività di prelievo selettivo. Il Parco intende così porre le basi per la commercializzazione della carne di cinghiale mediante l’individuazione di un soggetto privato a cui affidare il compito di ritirare le carcasse degli animali abbattuti e il prelievo dei capi catturati che, dopo i necessari controlli sanitari, presso un Centro di Lavorazione della Selvaggina Selvatica riconosciuto ai sensi del Reg. (CE) n. 853/2004, saranno avviati alla macellazione e alla successiva commercializzazione realizzando così il completamento della Filiera della carne di Cinghiale.
Il Presidente del Parco, Tommaso Pellegrino, si dice soddisfatto del lavoro fin qui svolto e fiducioso in una risposta adeguata da parte del tessuto socio-economico del Parco da cui può scaturire una sinergia tra pubblico-privato che è la condizione fondamentale per fronteggiare e contenere l’emergenza cinghiali nel nostro Territorio.
Entrambe le manifestazioni di interesse sono pubblicate sul sito internet del Parco all’indirizzo http://www.cilentoediano.it/sito/ente/trasparenza/gare-e-appalti

C.S.

Cilento, costruzione di una rete di distribuzione del gas naturale nel territorio del Bussento, Alento e Cervati

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Previsti lavori inerenti la costruzione di una rete di distribuzione del gas naturale nel territorio del Bussento, Lambro e Mingardo, Gelbison e Cervati, Alento e Monte Stella. Il progetto, redatto dal professionista incaricato dal concessionario società Cilento reti Gas s.r.l. ing. Massimo Bellucci Sessa e riferito all’ambito territoriale del comune di Vallo della Lucania, prevede un costo pari a circa 13.000.000,00 euro. Il sindaco del comune vallese Antonio Aloia si impegna a prestare la massima collaborazione con il primo cittadino del comune di Celle di Bulgheria in qualità di Comune Capofila dell’Accordo di Programma e con il Concessionario per compiere tutti gli atti previsti, anche di trattativa con tutti gli Enti pubblici competenti, per l’erogazione dei finanziamenti dei contributi pubblici essenziali per l’attuazione delle finalità dell’Accordo di cui fanno parte diversi comuni. La realizzazione e la gestione della metanizzazione oggetto della Concessione sarà realizzata con il concorso dei finanziamenti privati e con l’apporto di finanziamenti pubblici. Inoltre la Regione Campania ha inserito tra le iniziative prioritarie da attuare l’Intervento per la metanizzazione del Cilento, stanziando risorse di 50 milioni di euro a valere sui FSC 2014-2020. La Regione può dunque concedere a ciascun Comune del Cilento da metanizzare almeno un contributo integrativo che, commato anche a quello individuato dal Mise, consenta di conseguire la soglia di cofinanziamento pubblico.

REDAZIONE

CILENTO, UN SERVIZIO VETERINARIO NEL PARCO: LA RICHIESTA DI IANNUZZI AL MINISTRO

 

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Chiesta anche l’istituzione di un centro di recupero faunistico da allocare a Sessa Cilento
Vallo Della Lucania. Riassetto organizzativo – gestionale delle aree protette : realizzazione di un servizio medico – veterinario del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Questa la richiesta di Salvatore Iannuzzi, presidente del comitato dei sindaci del Parco. Iannuzzi ha inviato una nota, tra gli altri, al ministro all’Ambiente e al presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca sollevando la necessità di appositi provvedimenti a protezione della fauna selvatica.” Nell’area protetta del Pncvda abbiamo non solo i nostri amici animali selvatici ma anche la popolazione residente e fortunatamente ancora, insediamenti zootecnici che, inevitabilmente, tanto nella campagna più prossima alle aree urbane quanto nei pascoli montani interagiscono con gli animali selvatici. La salute delle popolazioni insistenti in area Parco risulta esposta, dunque, da un lato, a fattori protettivi quali il salubre ambiente naturale ma anche a potenziali rischi assimilabili alla fauna selvatica, come ad esempio : la rabbia silvestre, le zecche, la brucellosi, la tubercolosi, la trichinella”. Questo perché la maggior parte delle zoonosi(malattie trasmesse dagli animali allo uomo) sono riconducibili alla fauna selvatica. Iannuzzi aggiunge:” La creazione delle aree protette ha indotto una lievitazione esponenziale della consistenza della fauna protetta, un maggiore consumo di selvaggina e possibilità di trasmissione/diffusione di malattie. Se questo è vero, risulta, parimenti vero, che all’ interno di un’ area protetta non è infrequente reperire animali selvatici feriti o imbattersi in situazioni di difficoltà dove l’ausilio di personale dell’ area medico – veterinaria diventa prezioso e insostituibile. Il senso comune, intuitivamente, associa l’idea di parco ad uno “spazio” dove vive una popolazione di animali selvatici la cui salute dovrebbe essere affidata ad medico – veterinario. Ma non è così. In Italia solo alcuni Parchi Nazionali italiani dispongono di un servizio veterinario interno. Il supporto tecnico – veterinario a cittadini, allevatori, contadini, turisti, amministratori locali, la realizzazione di perizie medico – legali sui danni da fauna, di consulenze al bestiame domestico, di valutazioni tecniche nelle reintroduzioni faunistiche, la prevenzione di malattie da selvatici, il controllo delle specie faunistiche protette risultano essere ragioni incontrovertibili affinchè un’Area Protetta, attivi, in forma stabile, organica e coordinata, senza esitazione alcuna, un proprio servizio medico – veterinario anche di respiro interistituzionale”.Iannuzzi conclude: ”Parimenti utile, risulterebbe l’attivazione e autorizzazione, in tutte le aree protette, di un centro di recupero faunistico … riallocabile,nella fattispecie del Parco Nazionale del Cilento,Vallo di Diano e Alburni, in una diversa dimensione organizzativo – strutturale, nel comune di Sessa Cilento”.

C.S.