PAESTUM, UN PERCORSO DI CONOSCENZA E DI EMOZIONI AL MUSEO CON LE VISITE SPECIALI “UN TUFFO NEL BLU”

Al Museo di Paestum, domenica 17 febbraio 2019, è stato inaugurato il percorso di visita “Un tuffo nel blu” Un gruppo di cinque ragazzi con autismo, accompagnati dagli operatori di Cilento4all e dagli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Parco, hanno visitato i depositi del Museo seguendo un percorso speciale, appositamente studiato per far emergere le sensazioni e le conoscenze di ciascun partecipante allo scopo di fargli vivere un’esperienza unica e stimolante. Come afferma Giovanni Minucci dell’Associazione Cilento4all: <<Paestum, museo autism friendly, è un cantiere di scavo aperto, è una sperimentazione work in progress che tende a migliorare nel tempo. Non è un punto di arrivo ma un punto di partenza per definire un “percorso” che verrà continuamente modellato in base all’esperienza di un gruppo di lavoro unito nella valorizzazione dell’arte e dell’archeologia come strumento per far emergere le emozioni in base ai bisogni e alle esigenze delle persone con autismo>>. “Un tuffo nel blu” è anche un progetto di ricerca che si avvale della collaborazione del Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere (DiSMeB), Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Attraverso una complessa attività di monitoraggio, posta in essere con l’ausilio di diversi strumenti come questionari/interviste, schede conoscitive e osservazione diretta, si cercherà di fornire un feedback continuo sulle esperienze vissute. L’obiettivo è quello di definire delle linee guida che possano essere d’ausilio per la strutturazione di simili percorsi di visita museale nel rispetto delle esigenze dei bambini e ragazzi con bisogni speciali. La fruizione del patrimonio artistico-culturale italiano diviene, dunque, un volano per il superamento delle barriere, soprattutto culturali e sociali, e per favorire il coinvolgimento di tutti in un’ottica di inclusione sociale. I genitori dei ragazzi coinvolti hanno manifestato un notevole gradimento anche attraverso una loro attiva e ampia partecipazione, sottolineando di avere provato grandi e positive emozioni nel condividere con i propri figli un’esperienza nuova. Un genitore ha, infatti, affermato con grande entusiasmo: “Bellissima mattinata, i bimbi hanno partecipato molto volentieri. Queste iniziative dovrebbero essere adottate da altri luoghi di cultura. Rappresenta la chiave giusta per poter permettere ai bimbi di fruire con semplicità del patrimonio culturale che la nostra Regione possiede. Grazie agli organizzatori e agli addetti al museo che ci hanno accolto con entusiasmo e professionalità.”Le visite didattiche sono disponibili ogni terza domenica del mese e su prenotazione durante la settimana alla mail specialmuseum@cilento4all.com oppure +39342 6327019

C.S.

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Paestum, palestra internazionale per accessibilità, scavi e restauri. Assessore della provincia del Sichuan in visita al sito magno-greco

 

Delegazione cinese a Paestum (1)

L’assessore per la Comunicazione della Provincia del Sichuan, il dott. Gan Lin, oggi sabato 16 febbraio, ha fatto visita a Paestum, dove è stato accolto dal direttore Gabriel Zuchtriegel che l’ha accompagnato nell’area archeologia e nel Museo. Tra i membri della delegazione cinese presente anche il prof. Wang Yi, archeologo e Vice Direttore dei Beni Culturali della provincia del Sichuan, con cui il Parco Archeologico di Paestum ha avviato un progetto di scambi culturali e collaborazioni, nell’ambito di un accordo più ampio che coinvolge anche altri siti e musei italiani. Tra le prossime iniziative la mostra “Paestum – una città del Mediterraneo antico”, che è attualmente ospitata al Museo provinciale di Hebei e che farà tappa al capoluogo del Sichuan, nella città di Chengdu, nella seconda metà dell’anno. Durante la visita a Paestum, il direttore ha illustrato i progetti di scavo stratigrafico e di restauro, attualmente in corso nonché le misure messe in atto dal Parco Archeologico per incrementare l’accessibilità e l’inclusività del sito.
“Il grande interesse manifestato dai colleghi cinesi nei confronti dei siti italiani conferma l’alta considerazione di cui il nostro paese gode nel mondo del settore della ricerca archeologica e delle tecniche di restauro – commenta Zuchtriegel – Inoltre, loro sono rimasti affascinati anche dal paesaggio storico che circonda il sito. La bellezza dell’Italia non consiste solo nei monumenti e nei musei, ma anche nei paesaggi storici, rurali e urbani, che costituiscono un immenso patrimonio da tutelare e valorizzare.”
Intanto, diventa operativo il progetto “Un tuffo nel blu”, che prevede percorsi museali speciali ogni terza domenica del mese nell’ambito dell’offerta culturale “Autism Friendly”. Primo appuntamento domenica 17 febbraio nel Museo Archeologico di Paestum; altre date sono disponibili su prenotazione. Il progetto si svolge in collaborazione con l’Associazione “Cilento4all” e con l’università di Napoli Parthenope che sostiene le attività attraverso una serie di studi e ricerche scientifiche sul tema dell’inclusione nei musei. Il percorso investe i depositi del museo di Paestum, che sono visitabili tutti i pomeriggi escluso il lunedì anche per gli altri visitatori del Parco Archeologico. “I depositi – afferma il direttore – ormai sono una parte stabile del nostro percorso museale, con l’obiettivo di offrire alle persone uno sguardo dietro le quinte: potrete scoprire la vita di un reperto archeologico dallo scavo fino al restauro e all’esposizione nelle sale museali.”

C.S.

Paestum, Workshop con università e associazioni al Museo il 15 febbraio

Che i famosi templi di Paestum in antico stessero in mezzo a una città fiorente, non è facile da spiegare ai tanti visitatori che oggi vengono da tutto il mondo a vedere il sito magno-greco meglio preservato: perché, mentre i templi sono meravigliosamente conservati, le case di chi li costruì sono ridotte a tratti di muretti di difficile lettura. La risposta elaborata dal Parco Archeologico di Paestum insieme all’Istituto Universitario “L’Orientale” e alla Federico II di Napoli è di ricostruire una casa greca del V sec. a.C. con le tecniche e i materiali dell’epoca. Un progetto di “archeologia sperimentale” dunque, come sono molto diffusi nell’ambito dell’archeologia preistorica e medievale, ma pressoché totalmente assenti nell’archeologica classica della Magna Grecia. “Non si tratta solo di un modo per far capire ai visitatori cosa significava vivere in una colonia greca di V sec. a.C. – afferma il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – è anche un percorso di ricerca, che ci darà delle risposte a molti interrogativi, per esempio quante risorse erano necessarie per costruire una casa e per manutenerla a quei tempi. Il progetto sarà un’integrazione significativa dell’offerta di visita ma anche della ricerca sull’antica Magna Grecia. Per realizzarlo, abbiamo bisogno della partecipazione di cittadini e associazioni che siano coinvolte attivamente in questo percorso”. Per discutere del progetto e per coinvolgere la cittadinanza, il Parco Archeologico ha organizzato un workshop pubblico che si terrà il 15 febbraio nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum. Tra gli ospiti il prof. Marco Valenti dell’Università di Siena e il prof. Giuliano Volpe dell’Ateneo barese, due esperti del Medioevo con importanti esperienze nell’ambito dell’archeologia sperimentale.”La collaborazione fra il Parco Archeologico di Paestum e l’Università “L’Orientale” continua con questa importante iniziativa, finalizzata a rendere più chiaro ai visitatori il modo di vivere in una colonia magno-greca – afferma il professore Fabrizio Pesando – La scoperta e lo scavo della casa arcaica detta di Mnastor, oggetto della ricerca dell’Orientale, potrà infatti fornire importanti informazioni sulla struttura e sulla funzione delle stanze di un’abitazione di VI secolo a. C., rappresentando un punto di riferimento per il progetto di ricostruzione che si andrà a discutere nel corso del workshop”.Con il progetto, che si elaborerà proprio nel corso del workshop, si porrà in essere un metodo di lavoro rigoroso, dove il risultato finale non sarà solo il manufatto in sé, ma anche l’insieme delle conoscenze che si ricaveranno durante tutto il lavoro di ricerca.

C.S.

A Paestum si continua a scavare: grazie ad Antonio Amato la ricerca prosegue con due borse di studio

 

Al Parco Archeologico di Paestum, il progetto #ilgustodellascoperta giunge al terzo anno. È stato pubblicato il bando di concorso per l’attribuzione di due borse di studio finalizzate alla realizzazione di una nuova campagna di scavo in uno degli isolati abitativi della città greca.A sostenere la ricerca pestana è il pastificio Di Martino, proprietario del marchio Antonio Amato, che, anche quest’anno, ha sovvenzionato le due borse di studio del valore di € 9.000,00 ognuna, permettendo così il prosieguo della ricerca sugli ambienti domestici a Poseidonia nei secoli VI e V a. C. e l’approfondimento in merito agli aspetti della vita quotidiana, finora ancora troppo poco conosciuti.“Siamo lieti di contribuire, per il terzo anno consecutivo, alla ricerca e di poter dare la possibilità ad altri due giovani archeologi di approfondire i loro studi direttamente sul campo – afferma Giuseppe Di Martino, amministratore delegato del pastificio Di Martino – Pasta Antonio Amato continua ad avere a cuore lo sviluppo del territorio e si pone l’obiettivo di mostrare al mondo intero i luoghi e i prodotti che un’eccellenza italiana, come la provincia di Salerno, ha da offrire”.Il bando è rivolto a giovani archeologi italiani o di altro stato dell’Unione Europea, già con esperienza di scavo. La selezione avverrà attraverso la valutazione dei titoli posseduti e mediante colloquio. Incisiva ai fini della scelta dei vincitori sarà anche la presentazione di una lettera motivazionale che evidenzierà i punti di forza di ogni candidato. E’ possibile presentare la propria candidatura consultando il sito web del Parco al seguente link: http://pae.authorityonline.eu/index.php?option=com_content&view=category&id=57&Itemid=229
“Sono fiero che anche per quest’anno insieme al Pastificio Antonio Amato possiamo dare un’opportunità a due giovani laureati – dichiara il direttore Zuchtriegel – l’esperienza passata ci porta a pensare che Paestum sia una palestra formativa di un certo spessore, considerando che i precedenti borsisti ora ricoprono importanti ruoli professionali tra MIBAC, università e altri enti di ricerca. La ricerca è il cuore di ogni museo, e combinare questa mission con un’opportunità per giovani archeologi mi sembra un bel segnale per il nostro territorio.”Anche quest’anno si scaverà sotto gli occhi di tutti, on site e on line. Saranno organizzate visite guidate agli scavi e, per chi non potrà essere fisicamente presente a Paestum, l’avanzamento dei lavori potrà essere seguito anche sui canali social del Parco Archeologico di Paestum e di Pasta Antonio Amato, seguendo l’hashtag #ilgustodellascoperta su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube.“Antonio Amato continuerà il racconto digitale di questo bellissimo progetto – spiega Alessia Passatordi, brand manager Antonio Amato – Anche quest’anno organizzeremo le dirette live con le scuole interessate a conoscere il fantastico mondo dell’archeologia, permettendo ai più giovani e non solo di poter interagire direttamente con gli archeologi, incentivando così la cultura della ricerca e della scoperta”.

C.S.

Il Parco Archeologico di Paestum avrà un bilancio sociale: progetto avviato grazie all’Università di Salerno

Un bilancio sociale del Parco Archeologico di Paestum. E’ questo l’obiettivo ambizioso del gruppo di lavoro istituitosi sotto gli auspici del Rettore Aurelio Tommasetti e del direttore del Parco Archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel nei giorni scorsi al campus di Fisciano. E’ stato lo stesso Rettore a dare l’avvio alla progettazione del documento, che si concentrerà sui temi dell’identità, della sostenibilità e delle relazioni sociali e che permetterà di sviluppare nuove strategie di ricerca, conservazione e valorizzazione sulla base di una conoscenza dettagliata dello status quo.Il progetto è partito da una lettera del direttore di Paestum e prende spunto dal bilancio sociale che l’Ateneo salernitano redige già da diversi anni.”Per noi è un’occasione di capire meglio dove stiamo e dove possiamo svilupparci ulteriormente – dichiara Zuchtriegel – ma penso anche che per docenti e studenti di tutti i dipartimenti sarà un’occasione per fare ricerca e formazione sul campo”.Il bilancio sociale è un documento consuntivo che fornisce informazioni sui diversi aspetti dell’attività svolta da un’organizzazione, non limitandosi alla dimensione economico-finanziaria, ma investendo anche la sfera sociale e ambientale. Il documento illustra la mission e i valori di fondo dell’ente, opportunamente declinati attraverso l’analisi delle relazioni sociali. Il bilancio sociale è rivolto non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai destinatari dell’attività svolta, alla comunità locale e alla collettività in generale. In tal senso rappresenta uno strumento di comunicazione utile al processo decisionale degli organi di governo.Il gruppo di progettazione del primo bilancio sociale del Parco Archeologico è composto dai docenti Unisa: Marco Bisogno, Francesco Colace, Fausto Longo e Luigi Petti.

C.S.

Paestum conquista la Cina: inaugurata la prima tappa della mostra “Paestum: una città del Mediterraneo antico”

Si è appena inaugurata, presso l’Hebei Museum, la prima mostra monografica dedicata a Paestum fuori dall’Europa; l’esposizione durerà fino al mese di luglio 2020 e sarà ospitata anche nei musei di Ningxia, Jilin, Panlongcheng e Nanshan.

<<La mostra è partita con un grande successo – dichiara la direttrice del museo cinese Luo Xiangjun – Siamo grati al Parco Archeologico di Paestum per la collaborazione che permette al pubblico cinese di conoscere meglio la cultura del Mediterraneo antico. Speriamo che la collaborazione continui nell’ambito di uno scambio culturale reciproco tra i due popoli, quello italiano e quello cinese>>.

La mostra itinerante espone 135 opere pestane tra cui la statua di Hera in marmo proveniente dal Santuario dedicato alla dea presso la foce del fiume Sele e le sue riproduzioni in terracotta, alcune lastre dipinte che rappresentano testimonianze archeologiche uniche in tutto il contesto del Mediterraneo antico, dei corredi delle necropoli urbane fino alle produzioni vascolari più note, tra cui spicca il ceramografo pestano Assteas.

<<La sensibilità che ha dimostrato il Museo Provinciale di Hebei nell’ospitare questa mostra su Paestum come città del Mediterraneo, è notevole – sostiene il direttore Gabriel Zuchtriegel – Devo dire che in questo i colleghi cinesi si sono dimostrati più sensibili di molti musei europei che continuano a raccontare la Magna Grecia come un mondo periferico e marginale, laddove rappresenta una delle radici della cultura e del pensiero occidentale>>.

I lavori di allestimento della mostra sono stati seguiti dal personale del Parco Archeologico: i restauratori Franco Calceglia e Raffaele Cantiello e l’archeologo Francesco Scelza hanno lavorato fianco a fianco con i professionisti dell’Hebei Museum per realizzare un’esposizione che esalti il fascino della cultura di Paestum, anche con la riproduzione della Tomba del Tuffatore.

E Paestum sbarca in Cina anche sui canali social. Allo scopo di promuovere la mostra e far conoscere le bellezze della città magnogreca con i tre templi dorici meglio conservati al mondo, è stato creato un profilo Weibo del Parco, il social più diffuso sul territorio cinese. Potete visitarlo al seguente link: https://weibo.com/u/6931382972.

C.S.

Paestum senza veli: depositi visitabili tutti i giorni

locandina depositi

Il Parco Archeologico di Paestum mette in scena lo spettacolo dei reperti archeologici: ogni giorno sarà possibile visitare i depositi con l’iniziativa “Dietro le quinte del Museo”. Dal 23 dicembre 2018 e per tutto il 2019, ogni pomeriggio, dalle 15:00 alle 18:00, il museo si arricchisce di un nuovo percorso di visita che, in forma stabile, entra a far parte dell’offerta culturale del Parco.

<<Il progetto è rivoluzionario per due aspetti – dichiara il direttore, Gabriel Zuchtriegel – primo, per la prima volta i depositi del museo diventano una parte stabile del percorso, così come sono, cioè senza ritocchi e trucchi. Chi entra vedrà il deposito in tutta la sua bellezza naturale. In altre parole: il museo diventa trasparente, apre il dietro le quinte a tutti i visitatori. Secondo, chi guida i visitatori sono i nostri assistenti alla fruizione e vigilanza, cioè quegli operatori dei musei statali spesso dipinti come “custodi” annoiati che invece a Paestum partecipano attivamente alla valorizzazione del patrimonio. Questo mi rende orgoglioso, perché dimostra che nella pubblica amministrazione si possono fare cose innovative motivando e coinvolgendo i dipendenti, smentendo tutta una serie di stereotipi>>.

Con le visite ai depositi, il visitatore prenderà parte a un’esperienza davvero unica: il racconto di una tomba lucana e del suo corredo saranno l’occasione per comprendere cosa si nasconde dietro un “bel vaso” esposto in una vetrina del museo.

<<Visitare i depositi, scoprire cosa accade “dietro le quinte” di un museo, significa vivere la fantastica esperienza di entrare negli ingranaggi di una macchina culturale complessa e affascinante, ed esplorare i suoi molti segreti – dice Cinzia Dal Maso, presidente di Archeostorie – A Paestum questo significherà anche dialogare con chi lavora quotidianamente in museo e capire perciò quel che vi accade non in astratto, ma dalla viva voce dei protagonisti. Sono veramente grata al direttore Gabriel Zuchtriegel per aver coinvolto Archeostorie in questo progetto importante e necessario: offrire la possibilità di toccare con mano il lavoro dei professionisti dei beni culturali significa far apprezzare sempre più il loro lavoro ma anche i monumenti stessi>>.

Un dietro le quinte, dunque, fatto di persone, professionalità, scelte ed emozioni, viaggi in giro per il mondo, recuperi da parte delle forze dell’ordine e molto altro ancora. L’appuntamento è al museo, ogni pomeriggio!

INFO:

Dal 23 dicembre 2018 e per tutto il 2019, visite in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo.

Tutti i pomeriggi, tranne il lunedì, alle 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00.

Costo del biglietto € 1 da aggiungere al biglietto di ingresso al Parco, al biglietto annuale Paestum Mia e alla card Adotta un Blocco.

I bambini fino a 6 anni non pagano.

Per le scuole, su prenotazione, possibilità di visita anche la mattina (e-mail: pae.fruizione@beniculturali.it).

C.S.

Paestum, vibrazioni e cambiamenti climatici minacciano il tempio di Nettuno.Ora il monitoraggio con Art Bonus

 

Tempio di Nettuno
Non ci si deve arrivare al sisma, che è un caso eccezionale – anche vibrazioni quasi impercepibili causate da un treno che passa a 1 km di distanza o persino da una tempesta forte incidono sul tempio di Nettuno, costruito 2500 anni fa dai coloni greci di Paestum e miracolosamente conservato fino alla punta del frontone. E il sospetto è che purtroppo negli ultimi tempi il deterioramento dello stato di conservazione del monumento si stia accelerando, anche a causa dei cambiamenti climatici e dell’intensificarsi di calamità naturali con forte incidenza sulla conservazione dei beni culturali. Si tratta di un tema “caldo” che è all’attenzione dei livelli più alti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, come conferma il sottosegretario con delega ai siti Unesco, Lucia Borgonzoni, la quale precisa che <<Il Mibac sta lavorando a un sistema integrato con il supporto di tecnologie avanzate per garantire una maggiore salvaguardia del patrimonio italiano>>. <<Noi ci siamo spaventati – racconta il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel – quando con i restauratori siamo saliti sul tempio per un intervento periodico di manutenzione e restauro: il degrado, rilevato pochi mesi prima con un drone, era molto avanzato in un breve arco di tempo; ora l’idea è di avviare un monitoraggio continuo per avere maggiore certezza>>. Per farlo esiste già una soluzione, elaborata dal Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno. <<Otto sensori di tecnologia avanzata posizionati sul monumento permetterebbero un monitoraggio continuo, una specie di TAC, che può essere consultato attraverso la rete in tempo reale – spiega il prof. Luigi Petti dell’Ateneo salernitano – Ciò consentirà di rilevare il comportamento del tempio ed elaborare un modello della struttura interna del monumento, onde prevenire eventuali fenomeni di deterioramento statico>>. Le principali informazioni sul comportamento del tempio di Nettuno saranno messe a disposizione di tutti gli utenti in rete in un’ottica di open data e di trasparenza nell’amministrazione del patrimonio archeologico. Per attuare il progetto, i tecnici del Parco Archeologico e dell’Università hanno stimato costi pari a 110mila euro. <<Abbiamo avviato una raccolta fondi sul portale Art Bonus – annuncia il direttore Zuchtriegel – tutti possono aiutarci a monitorare il tempio di Nettuno, approfittando tra l’altro degli sgravi fiscali previsti dalla legge Art Bonus. Anche una piccola donazione rappresenta per noi un sostegno prezioso>>.Il monitoraggio di Paestum si inserisce in un progetto più ampio, coordinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e che vede come protagonista il Parco Archeologico del Colosseo, che sotto la guida della direttrice Alfonsina Russo sta mettendo a punto una strategia per la salvaguardia dei monumenti attraverso un articolato progetto di monitoraggio e di manutenzione programmata. In programma, tra l’altro, un convegno a Roma il prossimo 21 marzo su “Monitoraggio e manutenzione nelle aree archeologiche. Cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, degrado chimico ambientale” a cura del Parco Archeologico del Colosseo e una mostra su archeologia e cambiamenti climatici a Paestum, elaborata insieme agli scienziati della Fondazione “Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici”, che sarà inaugurata il 17 settembre 2019.<<Oggi la questione non è più se il cambiamento climatico c’è o non c’è – dice Zuchtriegel – Siamo ormai passati a una fase in cui la questione è come reagire a dei fenomeni che come tali forse non saranno nemmeno nuovi, ma che si stanno verificando con una rapidità inaudita rispetto al passato. Oggi è richiesto il nostro impegno concreto per far sì che i nostri nipoti e bisnipoti potranno ancora ammirare i templi di Paestum nel 2100. Purtroppo non sembra che ciò sia così scontato, guardando anche il recente studio dell’università di Kiel che parla di 42 su 49 siti Unesco analizzati intorno al Mediterraneo a rischio per i cambiamenti climatici in atto, tra cui i templi di Paestum>>.

C.S.