Roccadaspide, realizzazione della rete a banda ultralarga

Comune di Roccadaspide
Diventerà presto realtà a Roccadaspide la rete in fibra ottica destinata a offrire connettività veloce ai cittadini, alle aziende e alla Pubblica Amministrazione. Roccadaspide, infatti, è uno dei 33 comuni campani inclusi nella prima fase del progetto per la realizzazione della rete a banda ultra larga – finanziato dal Ministero per lo sviluppo economico e dalla Regione Campania con apposito accordo di programma per lo sviluppo – che interesserà in tutto 546 comuni della regione. L’amministrazione comunale, retta da Gabriele Iuliano, nei giorni scorsi ha sottoscritto la convenzione con la Regione Campania per dare avvio alle procedure esecutive: nelle prossime settimane, infatti, saranno avviate le necessarie attività tecnico-amministrative, e già entro l’inizio dell’estate potrebbero prendere il via i lavori di scavo per la realizzazione della rete da parte della società incaricata, la Infratel s.p.a. La stipula della convenzione consentirà a breve di dare avvio alle attività di progettazione esecutiva da parte della ditta aggiudicataria, dando il via libera agli scavi, per i quali saranno adottate tecniche poco invasive al fine di limitare i disagi alla mobilità e, successivamente, di realizzare in tempi brevi i lavori di rifacimento del manto stradale. L’infrastruttura comporterà grandissimi vantaggi per i cittadini e per le imprese, perché si tratta di tecnologie di rete che permettono di offrire connettività da 30MBit/s fino a oltre 1GBit/s. Sarà dunque possibile navigare ad una velocità di connessione molto elevata, con considerevole miglioramento di tutte i sistemi e le reti di comunicazione. Miglioreranno così radicalmente le performance di collegamento alle reti digitali, sia per l’intrattenimento e lo svago online che per i servizi connessi alle attività di imprese, professionisti e Pubblica amministrazione, con conseguente enorme miglioramento dei servizi e vantaggio per tutti.

C.S.

Rete Destinazione Sud, da oggi partono le domande per il Voucher della digitalizzazione: ecco come richiederlo

 

images_foto_articoli_LOGO_DESTINAZIONE
Da oggi sono aperte le domande per usufruire del VOUCHER PER LA DIGITALIZZAZIONE. La prenotazione del voucher non vincola l’azienda in nessun modo. Dopo aver inviato la richiesta, se l’impresa non procede alla domanda, quest’ultima decade automaticamente.La Rete Destinazione Sud ritiene che questa sia una misura fondamentale per lo sviluppo delle imprese che fanno parte delle Destinazioni a cui la Rete sta lavorando con il Progetto South Italy.

Cos’è il Voucher per la Digitalizzazione

È una misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese che prevede un contributo, tramite concessione di un “voucher”, di importo non superiore a 10 mila euro, finalizzato alla digitalizzazione, e-commerce e all’ammodernamento tecnologico.

Cosa finanzia
Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di:
· migliorare l’efficienza aziendale;

· modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;

· sviluppare soluzioni di e-commerce;

· fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;

· realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Gli acquisti devono essere effettuati successivamente alla pubblicazione sul sito web del Ministero del provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher adottato su base regionale.
Le agevolazioni
Ciascuna impresa può beneficiare di un unico voucher di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili a fondo perduto.
Come funziona
Le domande possono essere presentate dalle imprese a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Già dal 15 gennaio 2018 è possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. Per l’accesso è richiesto il possesso della Carta nazionale dei servizi e di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese.
Si raccomanda di procedere alla compilazione della domanda e alla firma digitale della stessa tempestivamente, così da avere tutto il tempo per risolvere eventuali criticità.

COME RICHIEDERE IL VOUCHER
Collegarsi tramite la Carta dei servizi/Chiavetta alla pagina http://www.agevolazionidgiai.invitalia.it
Cliccare su “Crea nuova istanza” sul lato destra della schermata
Conferma a Prosegui
Inserire i dati aziendali richiesti (es. numero di dipendenti, tipo di impresa, fatturato, tot.bilancio ….)
Per qualsiasi altra informazione o chiarimento, non esitata a contattarci al numero 089 7728420 tutte le mattine dalle ore 09.30 alle ore 13.30.

C.S.

Confesercenti Campania Molise insieme a Rete Destinazione Sud per lo sviluppo del turismo


Si è tenuto il 13 Ottobre 2017, presso la Sala Ravezzi, nel corso della kermesse TTG Rimini, l’incontro su: Destinazioni e Reti d’Impresa. Presentazione del primo modello di sviluppo condiviso per la Destinazione Italia. Obiettivi e strumenti operativi.

Per la prima volta, in Italia, cinque Reti d’Impresa in rappresentanza di aziende, prodotti e territori delle Regioni d’Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto) hanno raggiunto un accordo per lavorare con un’unica strategia d’integrazione delle risorse, dei prodotti e degli attori territoriali. L’obiettivo è la nascita di una Rete Nazionale che si occuperà di creare, sviluppare e promo-commercializzare Destinazione Italia.

Le reti promotrici dell’iniziativa sono state, inoltre, selezionate dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo per progetti di sviluppo turistico: Rete Destinazione Sud, Rete Eccellenza Dono di Natura, Consorzio Maremmare -Tuscany Seaside, Consorzio Diapason – Il Cuore del Po e Taste and tour in masseria del Consorzio Masserie Didattiche di Puglia.

Rete Destinazione Sud ha ideato un Modello di Destinazione partecipato in funzione di IDMS (Internet Destination Mangement System) oggi condiviso dalle altre reti.

Alla più importante fiera del settore turistico la presentazione della prima applicazione del Modello di Destinazione: 32 Comuni della provincia di Salerno uniti come Destinazione Sele/Tanagro/Vallo di Diano insieme al partner Confesercenti Regione Campania Molise.
Da oggi è operativo il Portale di Destinazione, a cura della società Sistemi Integrati Territoriali: una presentazione completa di eventi, sagre, attività e manifestazioni, insieme alla mappatura dinamica del patrimonio ambientale, artistico, storico, culturale e architettonico dell’area Sele/Tanagro/Vallo di Diano. Gli operatori business potranno prenotare e acquistare camere, trasferimenti, attrazioni turistiche e culturali. A breve il Portale sarà poi disponibile anche in modalità B2C direttamente per la clientela familiare. Il progetto di Rete Destinazione Sud è destinato a crescere ancora, perché il Modello di Destinazione, ormai avviato anche per Destinazione Matera e Destinazione Cilento, servirà anche per la creazione di Destinazione Sannio e Destinazione Salerno.

Dalla partecipazione congiunta al TTG INCONTRI di Rimini, a cura delle cinque Reti d’impresa nasce il progetto di connettere su scala nazionale le varie Destinazioni: orizzontalmente, per i differenti territori e verticalmente, per i particolari tematismi.

“Le Destinazioni sono il risultato di un processo condiviso per la valorizzazione, promozione e commercializzazione di territori, imprese e prodotti” – afferma Tommaso Battaglini delegato Nazionale per la Rete Destinazione Sud. “Oggi la competizione non è più tra singole aziende né tra singoli Comuni – continua Battaglini – bensì tra territori organizzati che si propongono in forma integrata sui mercati internazionali, per cogliere le opportunità offerte da ogni azione sinergica. Laddove il territorio referenzia il prodotto e promuove l’azienda che lo produce, mentre a sua volta il prodotto valorizza il territorio di cui è espressione, per competenze, cultura e ambiente. Potremmo definirlo marketing di circolarità. Per la prima volta parte da un’area interna del Sud la visione moderna e innovativa, tecnologicamente avanzata di un turismo 4.0 per tutto il Paese”.

“L’intento de Il Cuore del Po è quello di valorizzare il tratto lombardo-emiliano del Grande Fiume e i territori circostanti – sostiene Luigi Cadonici, presidente di Diapason Consortium – con il coinvolgimento di operatori turistici, servizi fluviali, culturali, paesaggistici, accoglienza, ristorazione. L’enogastronomia e la cultura sono due colonne portanti del programma alla luce di un’offerta qualitativa e quantitativa che ha pochi uguali (sapori e gusti, musica e letteratura, pittura e storia)”.

Tania Dibenedetto del Consorzio Taste & Tour in Masseria afferma: ”Partecipiamo con le altre reti al progetto di costruzione della Destinazione Italia perché riteniamo opportuno e proficuo avere una strategia unitaria per affrontare le sfide attuali del mercato globalizzato”. Il Consorzio rappresenta il punto di riferimento per le aziende iscritte nel suo ruolo di cincertazione, progettazione coordinamento e promozione delle attività agrituristiche svolte dalle Masserie Didattiche socie.

Il Manager del Consorzio Maremmare – Tuscany Seaside, Andrea Benedetti sostiene che la Rete è nata per promuovere il triangolo italiano delimitato da Lazio-Toscana-Veneto, asse del Grand Tour.
“Condividiamo il modello di Destinazione creato da Rete Destinazione Sud perché lo riteniamo replicabile su scala nazionale in quanto mette i territori al centro dello sviluppo – dice Benedetti – il turismo italiano sconta purtroppo il ritardo di un vero e proprio modello di valorizzazione, al contrario di quanto da tempo accade per la Francia e la Spagna che hanno posizionamenti migliori del nostro Paese sui mercati internazionali”.
Giuseppe Finocchiaro, presidente del Consorzio Eskaton International, con la sua Rete Eccellenza Dono di Natura sostiene che il progetto di costruzione della Destinazione Italia possa rappresentare una spinta fondamentale per l’affermazione dei tanti prodotti tipici delle realtà territoriali locali.
La Rete, grazie ad un accordo già stipulato con una startup italiana, potrà mettere a disposizione di tutte le altre Reti un strumento di pagamento innovativo che favorirà le transazioni online.
Afferma il Presidente Vincenzo Schiavo di Confesercenti Campania Molise “Grazie al Protocollo d’intesa sottoscritto da Confesercenti con Rete destinazione Sud sarà possibile offrire agli associati della confederazione, particolari e convenienti formule di accesso al portale e-commerce.
Un motivo in più per aderire alla Confesercenti che già offre ai propri associati convenzioni davvero uniche”

C.S.

AGNONE C.TO, SEQUESTRATA UNA RETE DI 6 KM DA POSTA ILLEGALE


NELLA GIORNATA DI IERI SI SONO CONCLUSE LE OPERAZIONI DI RECUPERO E SUCCESSIVO SEQUESTRO DA PARTE DELLA GUARDIA COSTIERA DI UNA RETE DA POSTA ILLEGALE AVENTE UNA LUNGHEZZA COMPLESSIVA DI CIRCA 6 KILOMETRI NELLO SPECCHIO ACQUEO ANTISTANTE IL COMUNE DI AGNONE CILENTO.LA COMPLESSA OPERAZIONE, COORDINATA DALLA DIREZIONE MARITTIMA DELLA CAMPANIA – CENTRO DI COORDINAMENTO PER IL CONTROLLO SULLA FILIERA DELLA PESCA – AL COMANDO DEL CONTRAMMIRAGLIO ARTURO FARAONE, HA VISTO IL COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE DELL’UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO DI AGROPOLI E IL SUPPORTO, NELLE OPERAZIONI DI RECUPERO, DI UNA UNITA’ DA PESCA LOCALE.QUESTO GENERE DI RETI, OLTRE AD ESSERE DEVASTANTE PER NUMEROSE SPECIE ITTICHE, COSTITUISCE, TRA L’ALTRO, UN RILEVANTE PERICOLO PER LA SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE, IN QUANTO NON VIENE SEGNALATA.IN QUESTI GIORNI SONO STATI RAFFORZATI I PATTUGLIAMENTI IN MARE E A TERRA NELL’AMBITO DI UN’ATTIVITA’ DI CONTRASTO DELLA PESCA ILLEGALE, PREVEDENDO SPECIFICI SERVIZI FINALIZZATI PRINCIPALMENTE A TUTELARE IL CONSUMATORE FINALE.SI RICORDA CHE IN CASO DI EMERGENZE IN MARE E’ POSSIBILE CONTATTARE LA GUARDIA COSTIERA SUL CANALE MARINA VHF FM 16 OPPURE TRAMITE IL NUMERO BLU GRATUITO PER LE EMERGENZE IN MARE 15.30.

C.S.

Elea-Velia, dal 17 al 23 Luglio campo estivo al parco archeologico

 

ajaxmail.jpg

Effetto Rete è una Cooperativa sociale che nasce come strumento di sviluppo e valorizzazione del Cilento attraverso la progettazione e la realizzazione di percorsi turistico/esperienziali a partire dal suo patrimonio storico, artistico ed ambientale.

La Cooperativa vanta nel proprio percorso, un importante esperienza nella progettazione e realizzazione di attività di promozione territoriale, che vanno dalla gestione della didattica e della realizzazione di percorsi di visita integrata di supporto al Parco Archeologico Elea-Velia per conto del consorzio Arte’m, in sinergia con la “Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio per le provincie di Salerno e Avellino”, all’attuazione di stage aziendali, citiamo l’ultimo che è terminato il 28 febbraio 2017:  Stage aziendale formativo con la “Fondazione Alario per Elea-Velia” per lo svolgimento di n°700 ore di stage per 7 allievi del corso per “SPECIALISTA IN ANALISI E PROGETTAZIONE DI FILIERE AGROALIMENTARI E TURISMO INTEGRATO”, passando per la progettazione e la  realizzazione  di percorsi turistico/culturali come il progetto “Vivere i musei” svoltosi nel 2011 con la coopartecipazione tecnico-finanziaria “dell’Ente Parco”, nell’ambito del progetto” Cilento: alla scoperta del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Natura, Cultura e Sport.”

C.S.

Prignano Cilento, Filiera Cilento: il primo contratto di rete di imprese

oasi-fiume-alento

E’ previsto per il giorno 30 Maggio alle ore 17.00 presso la Sala Convegni dell’Oasi Alento in Prignano Cilento un laboratorio del gusto dei prodotti delle aziende agricole della costituenda rete Filiera Cilento. Ciò nella prospettiva di realizzare una relazione contrattuale tra agricoltura e la rete enogastronomica del Cilento. Un gruppo di aziende agricole (oltre 30) che ha accettato di sottoscrivere il primo contratto di rete di imprese denominato Filiera Cilento. La sottoscrizione di tale contratto segnerà un passo fondamentale nella storia dell’agricoltura cilentana perché introduce nel nostro territorio un nuovo modello di agricoltura caratterizzato dal fatto che le imprese sottoscrittrici s’impegnano a produrre un paniere di prodotti agricoli di qualità, che sono stati alla base della Dieta Mediterranea, certificati per quanto riguarda l’origine e controllati per quanto riguarda l’igiene e i trattamenti; a vendere i prodotti del paniere direttamente agli agriturismi, ristoranti, alberghi e villaggi vacanze di eccellenza del territorio per assicurare a questi ultimi alimenti sani e freschi; a creare una “filiera-corta”, cioè una relazione diretta tra produzione e consumo che, oltre a consentire uno scambio di informazioni immediato, elimina i costi dell’intermediazione, riduce i costi energetici per il trasporto e la conservazione. In concreto si mira a introdurre in Cilento una vera e proprie “filiera agroalimentare” che va dal “campo alla tavola”, tra chi produce il cibo e chi lo cucina, offre e consuma.

REDAZIONE

 GOLFO DI POLICASTRO: LA SEZIONE OPERATIVA NAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA GLI ATTREZZI VIETATI A DUE PESCHERECCI

IMMAGINE PESCHERECCIO 1.jpgIMMAGINE PESCHERECCIO 2.jpg

I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, nell’ambito della pianificata attività di polizia economico finanziaria sul mare e lungo la costa, disposta e coordinata dal Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, hanno eseguito il fermo di due pescherecci della marineria locale, operando il sequestro di due reti da posta derivanti e 500 chilogrammi di pesce spada e tonno rosso pescati di frodo.

Alle prime luci dell’alba del 7 giugno, gli equipaggi delle unità navali G.211 Gottardi e V.5004, durante un mirato servizio di perlustrazione di un’area di mare al largo di Camerota, intercettavano due pescherecci intenti ad eseguire attività di pesca illegale mediante l’uso di reti da posta derivanti: uno dei due pescherecci, in particolare, veniva sorpreso durante le operazioni di recupero di una rete da posta derivante del tipo cosiddetto “spadara”, della lunghezza di oltre 6 chilometri. Nonostante il goffo tentativo di abbandono dell’attrezzo vietato, il responsabile veniva incastrato dai militari operanti, attraverso le immagini videofilmate con la sofisticata termocamera in dotazione all’unità navale, che ritraevano tutte le operazioni di illecita pesca, per cui lo stesso era costretto ad accettare le contestazioni mosse nei sui confronti.

L’altro peschereccio fermato, invece veniva sorpreso ad effettuare attività di pesca mediante l’uso di una rete da posta derivante del tipo cosiddetto “ferrettaradella lunghezza di circa 3 chilometri ad una distanza di circa otto miglia nautiche dalla costa, quindi in zona ove non è consentito l’uso di tale attrezzo. Inoltre, in questo caso, l’attrezzo veniva utilizzato impropriamente per la cattura di esemplari ittici non consentiti.

L’attività descritta, costituisce l’epilogo di un’attenta opera di investigazione effettuata in tutti i porti della circoscrizione di competenza della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, nel corso della quale i militari hanno assunto le necessarie informazioni che hanno poi condotto al mirato servizio.

L’uso delle reti da posta derivanti del tipo “spadara” è stato messo al bando per effetto di precise disposizioni della Comunità Europea fin dal 2002 (Reg. CE 1239/98); per comprendere il grave danno recato all’ecosistema marino dall’uso di questo tipo di attrezzo, occorre sottolineare la totale mancanza di selettività delle spadare in termini di varietà di specie pescate: l’obiettivo della pesca infatti, ossia il pesce spada adulto, rappresenta soltanto un quinto delle catture, mentre tutto il resto del pescato viene rigettato in mare morto o morente. Nel caso di specie, durante le operazioni di recupero della rete, all’interno veniva rinvenuto, per fortuna ancora in vita, un esemplare di tartaruga “caretta caretta”, che veniva immediatamente rilasciato in mare.

Le reti spadare, negli anni passati, hanno devastato la popolazione mediterranea di capodogli, un tempo comuni e oggi iscritti nella “lista rossa” delle specie ittiche minacciate.

I due pescherecci fermati, dopo i rilievi effettuati in mare ed il recupero degli attrezzi vietati, sono stati condotti dalle unità navali della Guardia di Finanza, presso il porto di Palinuro, dove si è provveduto ad elevare le contestazioni previste: per le infrazioni riscontrate ai comandanti dei due motopesca saranno irrogate sanzioni amministrative per un totale di oltre dodicimila euro ciascuno e sottrazione dei punti sui titoli professionali.

Come di consueto, il pescato posto in sequestro, dopo aver passato il positivo giudizio di commestibilità da parte dei dirigenti veterinari dell’ASL di Salerno – distretto 66, è stato devoluto in beneficenza ad istituti caritatevoli della provincia di Salerno.

C.S.