SASSANO, M5S: “COOP CONVENZIONATA CON IL COMUNE UTILIZZATA PER SERVIZI “PRIVATI”?

 

SASSANO
Il MOVIMENTO 5STELLE di Sassano ha inoltrato una interpellanza a risposta scritta al Sindaco, ed all’Assessore all’Ambiente, dopo che la Cooperativa cui il comune affida la pulizia delle strade ed aree pubbliche è stata “sorpresa” a ripulire gli spazi di un’area commerciale privata in orari in cui, solitamente, è al servizio del Comune. “ L’attività della cooperativa – remunerata con risorse pubbliche – dovrebbe essere esclusivamente indirizzata a compiti di servizi pubblico quali quelli “afferenti la pulizia e la manutenzione delle aree verdi, la pulizia, riparazione e manutenzione ordinaria di strade comunali” – Almeno questo recitano le delibere – . E’ quantomeno discutibile che il personale venga impiegato per la pulizia di aree private mentre il paese, soprattutto nel centro storico, versa in un indecoroso stato di sporcizia e abbandono. Non sarebbe nemmeno la prima volta che questo tipo di interventi hanno la priorità su quelli che dovrebbero garantire un servizio pubblico ed un “Bene Comune”. Sconcerta anche il fatto che il materiale raccolto è stato sversato nell’area confinante – meglio conosciuta come boschetto paleo palustre– posta in passato sotto sequestro dall’Autorita’ Giudiziaria e utilizzata per la discarica di materiali residui dello spazzamento di strade, piazze, giardini, rifiuti cimiteriali. Rifiuti a cui viene anche dato fuoco. A precisa domanda il personale risponde che “loro vanno dove vengono comandati”. Il servizio è stato fornito utilizzando mezzi per il trasposto, e attrezzature, messi a disposizione dell’Amministrazione”. Nell’interpellanza, ai referenti amministrativi del Comune che programmano ed organizzano gli interventi, autorizzerebbero all’utilizzazione di mezzi e attrezzature di proprietà del Comune o all’abbandono di materiale residuo della spazzatura che andrebbe differenziato, viene chiesto di spiegare ai cittadini quale sia il principio di corretta gestione amministrativa in base al quale il personale retribuito con risorse pubbliche è impiegato in aree commerciali private. L’utilizzazione della coop viene giustificato in base a ragioni di “inclusione sociale di persone sottoposte ad emarginazione”, ma a cui non si sa se vengono riconosciuti i più elementari diritti dei lavoratori, mentre, in realtà, tutto fa supporre che all’Ente faccia comodo utilizzare manovalanza precaria, ricattabile e, perciò, remissiva di fronte ai desiderata di amministratori e dirigenti comunali. Il Movimento, nei prossimi giorni, di fronte al persistente silenzio dell’Amministrazione non esiterà a mettere informazioni e documenti a disposizione delle autorità per quanto di competenza.

C.S.

Sassano, Meetup 5 Stelle: avviato un progetto di “Cittadinanza Attiva”

 

sassano
“Fiduciosi per il risultato elettorale conseguito alle recenti elezioni politiche del 4 marzo 2018, a Sassano è stato avviato un nuovo progetto di “Cittadinanza Attiva” al quale hanno aderito numerosi cittadini-inizia così la nota stampa degli Attivisti del Gruppo MoVimento Cinque Stelle Vallo di Diano / Sassano- gli attivisti che condividono il percorso politico del Movimento 5 Stelle hanno deciso di riunirsi in un unico Gruppo aderente al Meetup “Amici di Beppe Grillo Vallo di Diano” per portare avanti in maniera coesa, tutte le iniziative volte alla tutela della legalità, beni comuni, e contribuire al rilancio economico, turistico e culturale del Territorio-fanno sapere- Legalità, trasparenza, beni comuni, lavoro e futuro sono i temi cardine dell’attività che verrà posta in essere dagli attivisti di Sassano. Il nostro Gruppo – afferma Daniele Brando – “si propone come canale attraverso il quale, Cittadini consapevoli mettono a disposizione della collettività, le proprie idee, energie, esperienze e, soprattutto, senso civico, così come sino ad ora abbiamo avuto odo di fare anche attraverso iniziative di coinvolgimento associativo di cui siamo stati promotori. Vogliamo sperare e contribuire alla costruzione di un futuro migliore di quello che l’azione di amministratori e burocrati irresponsabili lascia immaginare per il nostro territorio e i nostri figli. Un futuro in cui la cosa pubblica sia cosa di tutti e non solo “cosa loro”.Gli attivisti di Sassano, insieme con il Meetup Vallo di Diano si faranno promotori di iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità locale alle quali è assicurata la presenza e impegno concreto dei propri rappresentati portavoce nazionali eletti in Parlamento.

REDAZIONE

Sassano, depurazione, Comitato Civico Che Fare: “nessun consiglio comunale sul tema”

Sassano
Il Comitato Civico “Che Fare?”, dopo circa un anno di attesa e l’impegno virtuale da
parte di Tommaso Pellegrino di convocare un Consiglio Comunale Aperto per chiarire
alla cittadinanza i criteri e le modalità di gestione del processo di depurazione a Sassano,ritiene essere venute meno le ragioni per considerare attendibili le promesse
dell’evanescente amministratore. “Il sindaco di Sassano, mesi fa, annunciava di voler fare “un Consiglio Comunale monotematico sul tema della depurazione”- fanno sapere dal Comitato- dopo che, con un pubblico manifesto, aveva insultato i cittadini che gli chiedevano di chiarire le modalità di gestione del servizio affidato ad un fornitore considerato in ODORE DI CAMORRA “non in possesso del certificato antimafia, accusato di aver “truccato” i dati sulla depurazione, considerato infiltrabile dalla criminalità organizzata, ritenuto vicino al clan degli Zagaria” e già sottoposto ad interdittive da diverse Prefetture e indagini sull’inquinamento delle acque-spiegano- T. Pellegrino e’ riuscito a contare persino le palle di Natale disseminate per il paese ma non a trovare il tempo di convocarlo per dimostrare che l’U.E., l’ARPAC, qualche Procura, Prefettura e lo stesso Comitato raccontano balle, mentre i fornitori di cui si è servito il Comune da lui amministrato sono generosi missionari dalla “garantita moralità ed affidabilità”, come affermato dal Responsabile dell’ UTC M. Napoli. Sarebbe stata l’occasione per chiarire come mai, in tutti questi mesi, più che ragioni ha prodotto solo insulti utili a nascondere il silenzio assordante ed omertoso che per anni ha coperto la gestione della depurazione a Sassano, o perchè si è continuato a tenere un fornitore quando poteva mandarlo via già nel 2011 e cosa ha fatto – da autorità sanitaria locale e ufficiale del Governo – per salvaguardare la salute dei cittadini che potrebbero essere stati esposti all’azione inquinante del depuratore. L’opportunità per un confronto democratico e civile – aggettivi non propriamente coerenti con gli avventori occasionali che amministrano il Comune di Sassano – , si è trasformata in un’occasione persa da parte di chi confonde la “cosa pubblica” con “cosa sua”. Ora, ci auguriamo, che le iniziative volte a sollecitare chi ha l’autorità e gli strumenti idonei per farlo chiariscano cosa, se, e come è stato nascosto ai cittadini di Sassano in questi anni. Se la loro salute è stata correttamente tutelata da chi aveva il dovere di farlo e perché un fornitore di servizio considerato in odore di camorra ha continuato ad intrattenere regolari rapporti con il Comune amministrato da Tommaso Pellegrino” concludono così i componenti del Comitato Civico Che Fare.

C.S.

Sassano, sospesa attività imprenditoriale: sanzioni per circa 10.OOO euro

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A Sassano i Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, nell’ambito dei controlli svolti in funzione di contrasto all’intermediazione illegale ed allo sfruttamento lavorativo, hanno sospeso l’attività imprenditoriale di un locale stabilimento conserviero.
All’accesso ispettivo dei Carabinieri di Sassano venivano sorpresi quattro lavoratori in nero, non censiti in alcuna scrittura contabile né previdenziale, tutti maggiorenni: due di nazionalità italiana e due indiani.
Nelle fasi del controllo venivano elevate sanzioni amministrative per circa 10.000,00 euro, oltre alla sospensione dell’attività di impresa.

C.S.

SASSANO, 29 GIUGNO LA PRESENTAZIONE DEL CENTRO ESTIVO PER BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI

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È in programma giovedì 29 giugno a Silla di Sassano, con inizio alle ore 17:00 presso i locali dell’Associazione Mutua Orchidea, in Via Provinciale del Corticato 7, la presentazione del Centro Estivo attivato presso il Centro di Welfare Comunitario Nicola Di Brizzi nell’ambito del progetto “Giovani per il Sociale”. L’iniziativa è finanziata nell’ambito del Piano di Azione e Coesione “Giovani no profit” dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Cooperativa Sociale Prometeo 82 e altre tre realtà impegnate nel sociale: L’Associazione Solidarietà e Sviluppo ONLUS, Agonè Cooperativa Sociale ONLUS e l’Associazione Mutua Orchidea. Fondamentale anche la collaborazione del Comune di Sassano, dell’I.I.S. Pomponio Leto di Teggiano e del Piano Sociale di Zona S10.
Il Centro Estivo è la prima delle attività previste nell’ambito del progetto, che nei prossimi mesi vedrà avviare tra le altre cose un Laboratorio di Media Education, un Laboratorio di Grafica e Stampa e un Corso di Formazione “Team Leader”.
La mission del Centro di Welfare Comunitario Nicola Di Brizzi è quella di incentivare i giovani ad investire nella propria comunità, attraverso percorsi di orientamento professionale e creazione di attività imprenditoriali. Il progetto prevede la creazione di luoghi di socialità e di scambio, finalizzati a motivare la popolazione giovanile alla necessità di costruire nuovi percorsi di scambio intergenerazionali. Attenzione sarà riservata a promuovere la cultura ed i servizi necessari a conciliare i tempi del lavoro delle giovani coppie e della socialità tra pari. Sarà inoltre l’occasione per sperimentare un percorso verso l’autogestione, con la costituzione di una organizzazione di Terzo Settore in cui saranno direttamente coinvolti i giovani partecipanti.
Il Centro Estivo, che rappresenta l’avvio delle attività del Centro di Welfare Comunitario Nicola Di Brizzi, è rivolto ai bambini a partire dai 4 anni, e quindi iscritti alle Scuole Materne, Primarie e Medie. La partecipazione è totalmente gratuita. I bambini saranno impegnati in laboratori, attività sportive e giochi, senza trascurare gite ed escursioni. Le attività si svolgeranno di mattina, dalle 9:00 alle 13:00 a Sassano, presso la sede dell’Associazione Mutua Orchidea, in via Provinciale del Corticato 7, e anche presso il Centro di Welfare Comunitario Nicola Di Brizzi, in via Lagno Secco. Il Centro Estivo resterà aperto nel periodo compreso tra il 30 giugno ed il 29 luglio e nella prima settimana di settembre.

C.S.

Sassano, catena all’ingresso degli uffici comunali per impedire l’accesso ai cittadini

 

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“Non sappiamo in quale altro posto del mondo possa succedere, ne dove gli amministratori di un Comune abbiano mai visto una catena che impedisce ai cittadini l’ingresso agli uffici ma, di sicuro, succede a Sassano” questa la denuncia del Comitato Civico Che fare del comune di Sassano in merito alla catena apposta nell’Ente Comunale impedendo di fatto l’ingresso agli uffici. “In base alla rimodulazione degli orari comunali – continuano– il Giovedì sarebbe un giorno nel quale si può solo accedere all’anagrafe ed al protocollo, situati al piano terra, mentre è impedito l’accesso agli altri uffici ai piani superiori. E il sindaco, per farlo capire, non ha trovato di meglio da fare che far tendere una catena sulle scale mentre un addetto è incaricato di sollevarla in caso di deroga”. Il fatto è accaduto Giovedì 6 Aprile quando alcuni cittadini si sono recati presso l’Ente del comune. “La scelta di tendere una catena appare come un gesto simbolico che, se mai ce ne fosse stato bisogno, restituisce il senso ad una forma di gestione della cosa pubblica sempre più autoreferenziale e intesa come cosa loro, lontana dai bisogni delle persone e dai problemi. Si è voluto segnare un confine. Separarsi e rinchiudersi nella torre d’avorio lontani da quella realtà alla quale si dovrebbero proporre soluzioni” e concludono con l’augurio che “trovino la forza e l’umiltà per chiedere al più presto scusa a tutti i cittadini per l’insulto arrecato alla loro dignità e la feria inferta a quella che dovrebbe ancora essere un’istituzione di tutti”.

REDAZIONE

Sassano, inquinamento torrente Zia Francesca: Comitato Civico Che Fare pronto a collaborare

 

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Nei giorni scorsi il Sindaco di Sassano – Tommaso Pellegrino – preannunciando una denuncia contro ignoti per il grave episodio di inquinamento del torrente Zia Francesca, invitava “i cittadini a non essere omertosi ed a preservare il territorio dagli sciacalli…”. Il Comitato Civico Che fare?, accogliendo l’invito, coerente con l’attività che da mesi sta ponendo in essere, ha manifestato alla locale stazione dei Carabinieri la propria disponibilità a collaborare, visto lo stato di gravità della “salute” delle acque e dell’ambiente circostante allo Zia Francesca. Come è noto, sull’argomento specifico, il Comitato ha chiesto un Consiglio Comunale Aperto che il sindaco si ostina a non convocare. Nello stesso canale interessato dall’episodico sversamento di “materiale anomalo di colore marrone” agisce con continuità il depuratore comunale la cui gestione, avallata dall’amministrazione comunale, è affidata ad un’azienda sospettata di essere in odore di camorra e coinvolta in numerose indagini. Da anni, mai chiariti episodi di contaminazione, hanno interessato il torrente. L’inquinamento cronico è ben visibile anche attraverso Google Earth. Sorvolando il torrente si nota chiaramente un’anomala proliferazione di alghe, prova di uno stato di avanzata eutrofizzazione che porta alla scomparsa delle specie ittiche (se ancora ve ne sono). Il cattivo odore che periodicamente si sviluppa dovuto, probabilmente, non solo agli escrementi, ma ai composti chimici che si formano e che possono indurre la formazione di sostanze, potenzialmente cancerogene, altamente dannose per la salute dell’uomo. “Auspichiamo che le autorità competenti, più che limitarsi a porre l’attenzione sul singolo episodio di inquinamento, possano ampliare il loro interesse investigativo sul come, e chi, in questi anni avrebbe dovuto operare per la tutela delle acque e della salute dei cittadini e non lo ha fatto facendo, omertosamente, finta di nulla. Vorremmo che agli “sciacalli” – quelli veri – che non hanno preservato il territorio si riuscisse a dare un nome e cognome. Ad attribuire responsabilità specifiche. Che ci dicessero perché la vigilanza e l’attenzione, in questi anni, sono stati solo argomenti retorici e non azioni concrete”. Il Comitato Civico Che fare?, anche in presenza dell’assordante silenzio posto in essere dall’amministrazione Pellegrino in merito alla convocazione del Consiglio Comunale Aperto, continuerà ad attivare le necessarie iniziative utili a mantenere vigile l’attenzione sul grave stato di abbandono e degrado del territorio comunale attraverso il coinvolgimento di autorità, personalità politiche e istituzioni specifiche.

C.S.

Sassano, materiale maleodorante nel torrente Zia Francesca

 

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Il Comitato Civico Che Fare? del comune di Sassano apprende, da notizie di stampa locale, del grave stato di inquinamento del Torrente Zia Francesca, torrente nel quale sversa il depuratore comunale di via Limiti. “Apprendiamo da notizie apparse su organi di stampa locali – fanno sapere dal Comitato- che nel torrente Zia Francesca – lo stesso NEL QUALE SVERSA IL DEPURATORE COMUNALE DI VIA LIMITI, poco distante – a Silla di Sassano, da giorni i residenti hanno notato “materiale di colore marrone e maleodorante”-continuano- “Abbiamo chiesto di CONVOCARE UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO proprio per affrontare il tema della depurazione, convinti di trovarci di fronte ad una SITUAZIONE DI GRAVITÀ.Nei sette anni di “amministrazione Pellegrino” la depurazione, a Sassano, è stata gestita da un’azienda sospettata di essere in odore di camorra accusata aver “truccato” i dati sulla depurazione delle acque, indagata per attività di gestione dei rifiuti non autorizzata e considerata infiltrabile dalla criminalità organizzata nonché ritenuta vicina al clan degli Zagaria” -e concludono invitando il sindaco Pellegrino ad assumersi le proprie responsabilità di amministratore e spiegare le ragioni per le quali, in questi anni, il “paese non è stato difeso” assicurando ospitalità ad un’azienda non in possesso di certificato antimafia.

C.S.