Paestum, palestra internazionale per accessibilità, scavi e restauri. Assessore della provincia del Sichuan in visita al sito magno-greco

 

Delegazione cinese a Paestum (1)

L’assessore per la Comunicazione della Provincia del Sichuan, il dott. Gan Lin, oggi sabato 16 febbraio, ha fatto visita a Paestum, dove è stato accolto dal direttore Gabriel Zuchtriegel che l’ha accompagnato nell’area archeologia e nel Museo. Tra i membri della delegazione cinese presente anche il prof. Wang Yi, archeologo e Vice Direttore dei Beni Culturali della provincia del Sichuan, con cui il Parco Archeologico di Paestum ha avviato un progetto di scambi culturali e collaborazioni, nell’ambito di un accordo più ampio che coinvolge anche altri siti e musei italiani. Tra le prossime iniziative la mostra “Paestum – una città del Mediterraneo antico”, che è attualmente ospitata al Museo provinciale di Hebei e che farà tappa al capoluogo del Sichuan, nella città di Chengdu, nella seconda metà dell’anno. Durante la visita a Paestum, il direttore ha illustrato i progetti di scavo stratigrafico e di restauro, attualmente in corso nonché le misure messe in atto dal Parco Archeologico per incrementare l’accessibilità e l’inclusività del sito.
“Il grande interesse manifestato dai colleghi cinesi nei confronti dei siti italiani conferma l’alta considerazione di cui il nostro paese gode nel mondo del settore della ricerca archeologica e delle tecniche di restauro – commenta Zuchtriegel – Inoltre, loro sono rimasti affascinati anche dal paesaggio storico che circonda il sito. La bellezza dell’Italia non consiste solo nei monumenti e nei musei, ma anche nei paesaggi storici, rurali e urbani, che costituiscono un immenso patrimonio da tutelare e valorizzare.”
Intanto, diventa operativo il progetto “Un tuffo nel blu”, che prevede percorsi museali speciali ogni terza domenica del mese nell’ambito dell’offerta culturale “Autism Friendly”. Primo appuntamento domenica 17 febbraio nel Museo Archeologico di Paestum; altre date sono disponibili su prenotazione. Il progetto si svolge in collaborazione con l’Associazione “Cilento4all” e con l’università di Napoli Parthenope che sostiene le attività attraverso una serie di studi e ricerche scientifiche sul tema dell’inclusione nei musei. Il percorso investe i depositi del museo di Paestum, che sono visitabili tutti i pomeriggi escluso il lunedì anche per gli altri visitatori del Parco Archeologico. “I depositi – afferma il direttore – ormai sono una parte stabile del nostro percorso museale, con l’obiettivo di offrire alle persone uno sguardo dietro le quinte: potrete scoprire la vita di un reperto archeologico dallo scavo fino al restauro e all’esposizione nelle sale museali.”

C.S.

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A Paestum si continua a scavare: grazie ad Antonio Amato la ricerca prosegue con due borse di studio

 

Al Parco Archeologico di Paestum, il progetto #ilgustodellascoperta giunge al terzo anno. È stato pubblicato il bando di concorso per l’attribuzione di due borse di studio finalizzate alla realizzazione di una nuova campagna di scavo in uno degli isolati abitativi della città greca.A sostenere la ricerca pestana è il pastificio Di Martino, proprietario del marchio Antonio Amato, che, anche quest’anno, ha sovvenzionato le due borse di studio del valore di € 9.000,00 ognuna, permettendo così il prosieguo della ricerca sugli ambienti domestici a Poseidonia nei secoli VI e V a. C. e l’approfondimento in merito agli aspetti della vita quotidiana, finora ancora troppo poco conosciuti.“Siamo lieti di contribuire, per il terzo anno consecutivo, alla ricerca e di poter dare la possibilità ad altri due giovani archeologi di approfondire i loro studi direttamente sul campo – afferma Giuseppe Di Martino, amministratore delegato del pastificio Di Martino – Pasta Antonio Amato continua ad avere a cuore lo sviluppo del territorio e si pone l’obiettivo di mostrare al mondo intero i luoghi e i prodotti che un’eccellenza italiana, come la provincia di Salerno, ha da offrire”.Il bando è rivolto a giovani archeologi italiani o di altro stato dell’Unione Europea, già con esperienza di scavo. La selezione avverrà attraverso la valutazione dei titoli posseduti e mediante colloquio. Incisiva ai fini della scelta dei vincitori sarà anche la presentazione di una lettera motivazionale che evidenzierà i punti di forza di ogni candidato. E’ possibile presentare la propria candidatura consultando il sito web del Parco al seguente link: http://pae.authorityonline.eu/index.php?option=com_content&view=category&id=57&Itemid=229
“Sono fiero che anche per quest’anno insieme al Pastificio Antonio Amato possiamo dare un’opportunità a due giovani laureati – dichiara il direttore Zuchtriegel – l’esperienza passata ci porta a pensare che Paestum sia una palestra formativa di un certo spessore, considerando che i precedenti borsisti ora ricoprono importanti ruoli professionali tra MIBAC, università e altri enti di ricerca. La ricerca è il cuore di ogni museo, e combinare questa mission con un’opportunità per giovani archeologi mi sembra un bel segnale per il nostro territorio.”Anche quest’anno si scaverà sotto gli occhi di tutti, on site e on line. Saranno organizzate visite guidate agli scavi e, per chi non potrà essere fisicamente presente a Paestum, l’avanzamento dei lavori potrà essere seguito anche sui canali social del Parco Archeologico di Paestum e di Pasta Antonio Amato, seguendo l’hashtag #ilgustodellascoperta su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube.“Antonio Amato continuerà il racconto digitale di questo bellissimo progetto – spiega Alessia Passatordi, brand manager Antonio Amato – Anche quest’anno organizzeremo le dirette live con le scuole interessate a conoscere il fantastico mondo dell’archeologia, permettendo ai più giovani e non solo di poter interagire direttamente con gli archeologi, incentivando così la cultura della ricerca e della scoperta”.

C.S.

PAESTUM,  CONCLUSA LA CAMPAGNA DI SCAVO AL SANTUARIO DI HERA ALLA FOCE DEL SELE

 

 

Si è chiusa venerdì 27 luglio 2018, l’annuale campagna di scavo nel Santuario di Hera alla foce del Sele che ha visto impegnato il gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II nelle indagini della cd. Zona C, ubicata a circa 530 m dal cuore dell’area sacra.

Le quattro settimane di scavo condotte da un gruppo di 15 giovani archeologi, specializzandi e iscritti ai corsi di laurea magistrale e triennale in archeologia del Dipartimento di Studi Umanistici, con la direzione scientifica della prof.ssa Bianca Ferrara e il coordinamento della dott.ssa Rachele Cava, dottore di ricerca in archeologia classica.

Lo scavo in continuità con lo scorso anno ha visto la verifica di una serie di anomalie individuate grazie alle analisi geofisiche che hanno consentito di recuperare il livello intatto dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e la fase di frequentazione di età classica.

Le novità più interessanti vengono dal prosieguo degli scavi dell’edificio più antico presente nell’area che è realizzato in blocchi isodomi e restituisce una planimetria rettangolare (24×33 m), perfettamente orientata Nord/Sud.

Sono stati impiantati due saggi nel settore ovest dell’edificio (saggio 3400-saggio 3300) che hanno consentito di precisare le modalità di costruzione dell’imponente edificio più antico.

La struttura si impianta su una trincea di fondazione compattata con scaglie di calcare e di arenaria, di piccole e medie dimensioni, mescolate con sabbia e terra che forma un duro e solido riempimento; su questo sono allettati blocchi isodomi, di calcare, perfettamente tagliati e combacianti fra loro.

Lungo il lato Sud l’edificio è stato completamente spoliato dei blocchi mentre rimane la traccia delle fondazioni realizzate con scaglie di calcare che definiscono completamente il perimetro.

I materiali recuperati all’interno di questa trincea di fondazione consentono di datare il momento della costruzione nei decenni finali del VI sec. a.C.

Le indagini del 2018 hanno consentito di evidenziare una divisione interna della parte sud dell’edificio caratterizzata dalla presenza di pilastri la cui funzione verrà definita dalle prossime esplorazioni.

C.S.

Paestum, gli scavi riportano alla luce un frammento di ceramica raffigurante una sirena

frammento
Continuano gli scavi archeologici nella città antica di Paestum con il contributo di Pasta Antonio Amato. Proprio ieri è stato riportato alla luce un frammento di ceramica raffigurante una sirena. Il reperto dovrebbe risalire ai primi decenni dell’occupazione greca del sito dopo il 600 a.C. circa. Ad annunciarlo attraverso la propria pagina Facebook è stato il direttore del Parco Archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel. Il ritrovamento sembrerebbe essere stato prodotto nell’antica città di Corinto, le cui produzioni ceramiche erano molto diffuse nel Mediterraneo in quel periodo. Diversi sono stati i reperti rinvenuti nel corso degli scavi archeologici negli ultimi mesi avviati nel 2016 con la sponsorizzazione di Pasta Antonio Amato che ha destinato un contributo di 45mila euro per finanziare due borse di ricerca per tre anni. Le ricerche si prefiggono l’obiettivo di gettare ulteriore luce sulla vita quotidiana e sugli ambienti domestici nei secoli VI e V a. C. e di scrivere una nuova pagina della storia del sito ancora inedita.

REDAZIONE

Paestum, nuovi scavi nell’area archeologica di Paestum, sponsor Pasta Antonio Amato 

 

LETTA PAESTUM SCAVO
Con il progetto #ilgustodellascoperta riprendono le indagini avviate lo scorso anno con la sponsorizzazione di Pasta Antonio Amato che ha destinato un contributo di 45mila euro per finanziare due borse di ricerca per tre anni. Con l’autonomia riconosciuta al Parco Archeologico di Paestum dalla riforma Franceschini, è stato possibile selezionare con bando pubblico le due archeologhe vincitrici delle borse di ricerca: Elisa Biancifiori e Serena Guidone.In particolare, l’apertura di un nuovo scavo stratigrafico presso uno degli isolati abitativi della città greca, permetterà di approfondire la conoscenza dell’edificio di età arcaica, forse un’abitazione, già parzialmente messo in luce nel corso della campagna di scavi del 2016. Le ricerche si prefiggono l’obiettivo di gettare ulteriore luce sulla vita quotidiana e sugli ambienti domestici nei secoli VI e V a. C. e di scrivere una nuova pagina della storia del sito ancora inedita.“Nonostante 250 anni di ricerche” – dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel – “c’è ancora molto da fare. Ci sono tanti aspetti della città antica che non conosciamo, o conosciamo solo parzialmente; tra questi l’abitato pre-romano, cioè del periodo in cui furono costruiti i templi. I nuovi scavi sono finalizzati a questo.”Anche quest’anno si scava sotto gli occhi di tutti, on site e on line: tutti i visitatori infatti potranno visitare lo scavo dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:00 e usufruire di un servizio di visite guidate ogni giorno alle ore 12:00; inoltre lo scavo può essere seguito anche sui canali social del Parco Archeologico di Paestum e di Pasta Antonio Amato, seguendo l’hashtag #ilgustodellascoperta su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube e anche su Repubblica Web Tv.

C.S.

Paestum, nuove scoperte archeologiche

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Si è appena concluso lo scavo archeologico e : “Il santuario di Hera alla foce del Sele continua a sorprendere. È il luogo di ritrovamento di uno dei fregi dorici più antichi e più complessi: le metope di prima metà VI sec. a.C. – scavate dal 1934 in poi ed esposte nel Museo di Paestum – con scene dal mito greco da Sisifo a Clitennestra e Oreste. Un ciclo singolare sul quale ci stiamo interrogando ancora… “ èGabriel Zuchtriegel – direttore del Parco archeologico di Paestum – che apre, così, la conferenza stampa oggi 31 luglio 2017, presso il Santuario di Hera alla foce del Sele. “Grazie alle ricerche dell’Università Federico II di Napoli, con la direzione prima di Giovanna Greco e adesso di Bianca Ferrara, si getta nuova luce sul contesto più ampio del Santuario. Particolarmente interessante la struttura di tardo VI sec. a.C. di cui ancora non è chiara la funzione e la relazione con il Santuario. Spero le ricerche vadano avanti nel futuro, con la partecipazione dell’Università e il sostegno del Comune. Intanto noi stiamo lavorando sulla riapertura del Museo Narrante, danneggiato durante le inondazioni nell’area, per il quale abbiamo ricevuto un finanziamento europeo e del MiBACT e i nostri architetti stanno procedendo”.

Alla conferenza è presente la professoressa Bianca Ferrara – Ricercatore di Archeologia Classica presso il Dipartimento di Studi Umanistici Università degli studi di Napoli Federico II – che presenta i risultati dello scavo che ha diretto: “Quattro settimane di lavoro quelle che hanno visto impegnati gli studenti e i giovani archeologi laureati della Federico II.
Negli ultimi anni le annuali campagne di scavo condotte dall’Università si sono concentrate nella zona, individuata nel 1950, ubicata nei pressi del cuore dell’area sacra dove sono presenti due edifici che si sovrappongono, anche se con un diverso orientamento. Il più recente restituisce la planimetria di un’unità abitativa, di forma quasi quadrata (21,40×24,30 m), con ambienti disposti intorno a una corte centrale. I materiali rinvenuti consentono di datare l’impianto, nella sua prima fase tra la fine del III e l’inizio del II sec. a.C.
L’edificio sottostante, più antico, è realizzato in blocchi isodomi e restituisce una planimetria rettangolare. L’attività di scavo nel 2017 – concentrata, in particolar modo, nel settore meridionale di questo edificio – ha consentito di datare l’impianto nei primi decenni del II sec. a.C. e la definitiva defunzionalizzazione entro il II sec. d.C.
Gli studenti e i giovani archeologi e tirocinanti- del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II che hanno partecipato allo scavo – hanno mostrato grande interesse ed entusiasmo nella conoscenza del santuario e del territorio circostante, percepito come una realtà viva e inclusiva, fortemente identitaria per anche per la popolazione locale.”

Lo scavo è stato possibile grazie all’ausilio e al sostegno del Museo e del Parco Archeologico di Paestum; fondamentale è stato il supporto tecnico fornito dal Comune di Capaccio-Paestum, nella persona del Sindaco Franco Palumbo, che ha favorito in ogni modo lo svolgimento dei lavori, insieme a Giuseppe Impemba e a Gaetano Perrillo, che hanno garantito un importante aiuto logistico, e ai ragazzi del Villaggio El Pueblo e a Pino Leone che hanno dimostrato grande disponibilità e cortesia e che hanno permesso di realizzare una splendida esperienza di integrazione condivisa.

A conclusione dei lavori, in occasione del trentennale dell’avvio delle ricerche presso il santuario al Sele, nei prossimi mesi sarà organizzata una giornata di studi dedicata all’attività di ricerca svolta in questi anni e ai risultati conseguiti che hanno fatto luce su aspetti inediti della vita e del ruolo del santuario e dell’area gravitante intorno ad esso dall’età arcaica alla piena età romana.

C.S.

 

PAESTUM, PRESENTAZIONE DEI DATI DI SCAVO E TAVOLA ROTONDA

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Quale è il posto della Magna Grecia all’interno della storia e dell’arte greca? Si tratta di una regione marginale o “coloniale” che richiede un approccio e una metodologia particolari? O va considerata un capitolo integrale della storia greca?

Sono domande non facili, discusse in maniera controversa anche in riferimento alla “Tomba del Tuffatore”, trovata nel 1968 a Sud di Paestum e risalente agli anni 480/70 a.C. Mentre Mario Napoli, l’allora Soprintendente e scopritore della tomba, la considerava un esempio della “Grande pittura greca”, altri ipotizzavano legami con l’Etruria o altre parti dell’Italia non-greca. Simili domande si pongono anche per l’architettura, l’urbanistica, la scultura e la ceramica (per esempio, nel caso della ceramica a figure rosse “italiota”).

In occasione delle nuove ricerche promosse dal Parco Archeologico di Paestum, reso autonomo con la riforma MIBACT, il 3 febbraio nel Museo si terrà una tavola rotonda su questo tema dove interverranno Enzo Lippolis (Roma), Massimo Osanna (Pompei), Angela Pontrandolfo (Salerno) e Chiara Portale (Palermo).

Programma

17:00
Saluti e introduzione

17:15-18:00
Nuovi scavi e ricerche nella Paestum di età greca
Gabriel Zuchtriegel, Francesca Luongo, Francesco Scelza

PAUSA

18:15-19:30
Tavola rotonda
Enzo Lippolis, Massimo Osanna, Angela Pontrandolfo, Chiara Portale; modera G. Zuchtriegel

C.S.

Paestum, una nuova scoperta chiude gli scavi archeologici

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Si sono conclusi ieri gli scavi stratigrafici presso l’area archeologica di Paestum alle spalle del tempio di Nettuno. Gli scavi iniziarono lo scorso 17 Ottobre per raccogliere nuovi dati sulla vita intorno ai templi con i due borsisti Francesca Luongo e Francesco Scelza. Nel corso delle ultime ricerche e’ stato individuato quello che sembra essere il limite occidentale di una domus greca su cui gli archeologi si sono concentrati nel corso delle ultime settimane. Scoperta decisiva per la definizione delle caratteristiche della struttura arcaica. Si tratta di un edificio di cui è possibile calcolare le dimensioni e gli orientamenti. Il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel dà appuntamento al prossimo 3 Febbraio presso il museo di Paestum per la presentazione pubblica dei risultati emersi dalla campagna di scavo.

REDAZIONE