Trasporti, fermate dei treni ad Alta Velocità nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

 

CILENTO FERMATE TRENI ALTA VELOCITA
Fermate dei treni ad Alta Velocità nel territorio del Parco: è quanto intende richiedere il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Campania ed al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per ripetere l’esperienza della scorsa estate, estendendo tale servizio anche al Venerdì. Ciò per garantire la copertura per l’intero fine settimana. Infatti nel periodo estivo del 2017, i treni Frecciarossa hanno effettuato fermate nelle stazioni di Agropoli, Vallo della Lucania e Sapri riscuotendo un notevole successo sia per i fruitori del servizio, per i quali si sono ridotti i tempi di percorrenza e sono risultati più agevoli gli spostamenti, sia per gli operatori economici del posto che hanno registrato un impatto favorevole sulle attività turistiche del territorio. Considerato che il turismo rappresenta uno strumento indispensabile per la crescita socio-economica del territorio e che per la prossima stagione estiva è previsto un incremento dei visitatori sulla costa del Cilento, l’alta velocità rappresenta un valore aggiunto ad un elemento infrastrutturale fondamentale nella scelta delle mete turistiche da visitare.

REDAZIONE

Trasporti, FS Italiane: rafforzato piano anti aggressioni

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Incrementare tutte le azioni utili per salvaguardare l’incolumità del personale e dei clienti contrastando il fenomeno delle aggressioni a bordo dei treni e nelle stazioni.Questo l’obiettivo dell’accordo siglato oggi da Ferrovie dello Stato Italiane, Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana e le Segreterie nazionali delle Organizzazioni sindacali FILT/CGIL, FIT/CISL, UILTRASPORTI, UGL TAF, FAST Mobilità e ORSA.L’accordo prevede di potenziare le misure già in atto e introdurne ulteriori in grado di arginare le aggressioni in modo ancora più efficace: tra le principali, l’installazione di impianti di video sorveglianza a bordo dei treni e nelle principali stazioni ; la formazione del personale di front line per la gestione delle situazioni critiche; l’implementazione dei controlli preventivi a terra di antievasione, con lo scopo di ridurre al minimo le possibili situazioni “a rischio” per il personale ferroviario e la clientela; l’utilizzo del personale delle squadre antievasione, con il supporto della Protezione Aziendale FS, sulle tratte ad alto rischio; l’individuazione, in base alle segnalazioni pervenute e alla Convenzione con il Ministero degli Interni, delle linee percorse da treni considerati più critici dal punto di vista della sicurezza.“Il tema della sicurezza – si legge nel documento congiunto – riguarda l’intero settore dei trasporti e il Gruppo FS Italiane si impegna a farsi promotore verso le Associazioni datoriali di categoria affinché si attivi un confronto di settore anche con il coinvolgimento dei soggetti istituzionali”.Per salvaguardare la sicurezza e l’incolumità del personale ferroviario e della clientela, Trenitalia ha rinnovato la richiesta ai Prefetti dei Capoluoghi di regione di istituire appositi tavoli con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (Parti sociali, Forze dell’ordine, eccetera) che coordinandosi tra di loro possano mettere in campo ulteriori azioni volte a mitigare il fenomeno. La messa in sicurezza delle stazioni è uno dei punti chiave e in questa prospettiva prosegue il progetto “Tornelli 2.0” che prevede, nell’arco del Piano industriale 2017-2026, l’installazione di tornelli in 620 stazioni. Entro il primo trimestre del 2018 è programmata l’implementazione di tornelli in 29 stazioni con annesso sistema di videosorveglianza. Infine, è in fase di allestimento anche una Sala operativa centrale per la sicurezza, l’attivazione è prevista entro il primo semestre 2018.La sala operativa avrà la possibilità di visualizzare da remoto le immagini trasmesse da tutte le telecamere digitali allo scopo di rendere più rapidi ed efficaci gli interventi di sicurezza anche in raccordo con le forze dell’ordine.L’attenzione specifica verso i lavoratori vittime di aggressione è testimoniata dall’assistenza legale e tutela psicologica che il Gruppo FS Italiane fornisce ai propri dipendenti. Il Gruppo, solidale con le vittime e rispettivi familiari, perseguirà gli aggressori con ogni azione prevista dalla legge: sono già numerose le sentenze di condanna per aggressioni che, si ricorderà, sono aggravate perché portate nei confronti di pubblici ufficiali.

C.S.

Trasporti, al via l’offerta di Trenitalia “Speciale 3×2”

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Partirà da oggi giovedì 9 marzo la nuova offerta commerciale di Trenitalia “Speciale 3X2”, che consentirà di acquistare un biglietto di corsa semplice valido per tre persone al prezzo Base intero di due. L’offerta permette di spostarsi in treno con la particolare convenzione tutti i giorni della settimana e consente un risparmio del 33% per i mini gruppi formati da tre viaggiatori, ideale quindi per raggiungere, in compagnia di amici o famiglia, i luoghi dove si terranno particolari eventi come concerti, partite, mostre e altro ancora. La “Speciale 3X2” può essere acquistata per i viaggi in 1° e 2° classe su tutti i treni del servizio nazionale e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard. Il biglietto può essere comprato fino alle ore 24 del secondo giorno precedente la partenza del treno. L’offerta non è valida per i treni del servizio Regionale e per il livello di servizio Executive e servizi cuccette, Vagoni ed Excelsior e non è consentita la prenotazione del posto nei salottini. Non sono ammessi il cambio di prenotazione e del biglietto, il rimborso, l’accesso ad altro treno diverso da quello prenotato.

C.S.

Legambiente presenta il rapporto Pendolaria 2016

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Per i circa 279mila pendolari campani che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare la condizione del trasporto pubblico è sempre più insostenibile. Ogni giorno che passa il servizio diventa più scadente perché i soliti vecchi treni sono diminuiti e diventano più affollati e pericolosi. Con risultati inevitabili. Dal 2010 ad oggi il calo dei pendolari è stato vertiginoso, passando dai 442mila utenti a 143 mila pendolari, il 34% in meno. Una drastica diminuzione che si tramuta in più auto in circolazione, più traffico e di conseguenza più smog nelle nostre città.

È quanto emerge da Pendolaria 2016, il dossier di Legambiente che traccia un quadro preciso sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare.

In Campania – denuncia Legambiente – sono stati effettuati tagli complessivi del 15% al servizio dal 2010 ad oggi, con punte di -50% su alcune linee, mentre c’è stato un aumento delle tariffe del 36%. La Regione Campania investe poco per potenziare il servizio e comprare treni: la spesa per i pendolari è pari allo 0,29% del bilancio regionale. In Campania continua ad aumentare l’età media dei treni, nonostante alcuni segnali di investimento e dei primi inserimenti di nuovi convogli nel corso degli ultimi mesi, soprattutto a causa dell’anzianità del parco rotabile di EAV (Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania NordEst). Complessivamente – secondo il dossier Pendolaria di Legambiente – in Campania sono 407 i treni in servizio sulla rete regionale, di cui 383 ad alta frequenza e 24 di media percorrenza con una tipologia di 321 elettrici e 86 diesel con una età media dei convogli in circolazione sulla rete regionale di 18,3 anni, con il 70,3% dei treni con più di 15 anni di età. A Napoli sono 81 il numero dei treni metropolitani con una età media del materiale rotabile di 19,2 anni, mentre il 77,8% dei treni ha più di 15 anni. Sono 52 i tram che circolano nel capoluogo napoletano con una età media di 17,5 anni con ben il 57,7% dei tram con più di 15 anni. In particolar modo 30 vetture sono state costruite 75 anni fa e con un revamping di 20 anni fa. A Napoli sono circa 65milioni i passeggeri annui che utilizzano la metropolitana, cifre basse rispetto i 479 milioni annui di Milano ed i 308 milioni di Roma, mentre sono 140 i milioni di passeggeri che a Napoli usufruiscono di tram/busniente in confronto dei 941 milioni di Roma e i 244 milioni di Milano.

Tra tante ombre ci sono anche piccoli segnali che fanno ben sperare. In Campania si è tornati ad investire nell’acquisto di nuovo materiale rotabile con oltre 47 milioni per l’acquisto di parte dei nuovi treni ETR per la Circumvesuviana, di quelli per Sepsa incluso il revamping di 13 treni e l’acquisto di 12 unità di trazione Firema e 7 nuove unità di trazione Firema per la ex MetroCampania NordEst, oltre che con i finanziamenti previsti per l’acquisto di 12 nuovi treni Jazz (che si sommano ad altri 12 già in circolazione) per Trenitalia; a Napoli aumentano i passeggeri: ogni giorno oltre 150.000 passeggeri prendono la Linea 1 (erano 110.000 nel 2013 prima del prolungamento fino alla Stazione Garibaldi). Sono inoltre state realizzate negli ultimi anni 35 tra stazioni nuove e riqualificate, attraverso il coinvolgimento di artisti e architetti di fama internazionale. La nuova stazione Toledo del metrò si è addirittura aggiudicata diversi riconoscimenti internazionali ed è arrivata in testa a diverse classifiche sulla stazione più bella.

“La situazione dei pendolari – ha dichiarato il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo – è inaccettabile e insostenibile. Un fenomeno sociale che non interessa a nessuno e che incrocia i grandi temi dell’attualità e i problemi che vivono ogni giorno le famiglie, di contrazione della spesa per l’aumento del costo dei trasporti e in particolare proprio di quello legato all’automobile, di inquinamento e congestione delle città ma anche di impegni del nostro Paese nella lotta ai cambiamenti climatici. Legambiente attraverso la campagna Pendolaria vuole dare visibilità e forza a una battaglia che è oggi di civiltà: perché puntare a cambiare questa situazione, dando un’alternativa a chi si muove su mezzi privati attraverso un servizio davvero di qualità fatto di treni nuovi, più numerosi e puntuali, carrozze pulite e non sovraffollate, è un grande investimento sul futuro della nostra regione. Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giorno – ha continuato Buonomo – una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo. Lo Stato deve poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, perché servono più treni per potenziare le linee e le sostituzioni in corso legate ai contratti con le Regioni, lasciano scoperto proprio il Sud e alcune linee fondamentali in città come Roma e Napoli. Infine occorre cambiare le priorità infrastrutturali per dare priorità alle aree urbane e al Sud. Per cambiare questa situazione occorre mettere queste politiche tra le priorità del Paese, con un ruolo di regia e di controllo da parte del Ministero delle Infrastrutture che lo porti a spostare l’attenzione dai cantieri delle infrastrutture agli obiettivi e agli interventi necessari per rendere più semplice e sostenibile la mobilità dei cittadini”.

Con Pendolaria, Legambiente fotografa nello specifico lo sfascio del trasporto pubblico in Campania. Le maggiori difficoltà che i pendolari lamentano riguardano l’età e l’affollamento dei treni ma anche disagi derivanti dalla mancanza di coincidenze sulle direttrici Salerno-Cava de’ Tirreni-Napoli e Caserta- Aversa-Napoli, due delle tratte più utilizzate della Regione e dove i pendolari chiedono un maggiore cadenzamento dei treni. Dopo il completamento nel 2008 della linea a Monte del Vesuvio, la variante della Napoli-Cancello ed il potenziamento del passante Villa Literno-Gianturco-Cancello-Caserta-Torre Annunziata si attende la realizzazione della Stazione per i treni TAV ad Afragola che dovrebbe aprire il prossimo giugno per consentire una riorganizzazione del traffico ferroviario dando la possibilità di cadenzare i passaggi dei treni negli orari di punta. La sfida vera sarà nei prossimi anni di riuscire a potenziare realmente il servizio una volta che sarà adeguata la rete e entrati in esercizio tutti i 94 nuovi treni promessi.

Negli ultimi 5 anni però in questa Regione si è assistito ad una drastica riduzione delle risorse ed una conseguente riduzione dei servizi e degli investimenti nelle nuove infrastrutture, con criticità estreme per la vita di molti pendolari. Il piano delle 100 stazioni purtroppo si è arenato e anche strutture importanti, come l’interscambio M1/Cumana di Cilea, cadono sotto la scure dei tagli. Da anni la Circumvesuviana rappresenta la vergogna della mobilità in Campania. Eppure questa ferrovia collega un’area metropolitana di circa due milioni di abitanti e si estende per circa 142 km (distribuiti su 6 linee e 96 stazioni) che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la direttrice costiera verso Sorrento, sia sul versante interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerino-sarnese. L’utente medio della “Circum” ormai non fa più caso ai ritardi. La speranza, piuttosto, è che la corsa non rientri tra le diverse centinaia cancellate ogni anno. E una volta saliti a bordo non resta che sperare di poter proseguire fino alla meta senza intoppi. Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta ed inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari, costretti ancora a viaggiare ammassati. Ma da disastro è la situazione complessiva dell’Eav, l’holding – con socio unico la Regione Campania – dove nel 2013 sono confluite Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e Metrocampania NordEst. Il crollo del numero dei viaggiatori è lo specchio della crisi in cui versa un’azienda che gestisce una buona parte del trasporto pubblico su ferro in regione: secondo i dati della società nel 2010 erano 40 milioni gli utenti della Circumvesuviana, crollati ora a 27 milioni; quelli della Sepsa (Cumana e Circumflegrea) sono passati da 20 milioni a 11; quelli di MetroCampania Nordest, da 67 milioni a circa 40. Qualche buona notizia sembrano arrivare dal decreto fiscale che contiene lo stanziamento di circa 600 milioni da destinare alla Regione per il pagamento dei debiti pregressi di Eav. Secondo gli annunci della Regione, la flotta della Circumvesuviana sarà ampliata con la messa in esercizio di 21 dei 26 treni Metrostars (frutto di una commessa del 2004 e terminata nel 2015, ma già oggetto di manutenzione per difetti di progettazione che ne impedivano l’utilizzo). Sono inoltre partite altre due commesse (con EuroMaint e TFA) per il revamping di 37 treni che dovrebbero arrivare da marzo 2017.

La ferrovia Alifana, lunga circa 80 km, è un’altra delle linee che negli ultimi anni è stata spesso protagonista di numerose lamentele da parte dei pendolari, a causa di molteplici ritardi, soppressione di corse, ma soprattutto per la precarietà dei mezzi su cui viaggiano, caratterizzati dall’assenza di aria condizionata d’estate, da sediolini e carrozze antiquate e da uno scarso servizio di pulizia. Si tratta di una linea su cui viaggiano convogli diesel anche se da svariati anni l’opera di elettrificazione è praticamente finita. Al momento attuale la gestione di EAV (Ente Autonomo Volturno) vede l’utilizzo di 8 treni, mentre le corse sono assenti nei giorni festivi in quanto sostituite con bus. Proprio nei mesi scorsi Trenitalia ed RFI (che gestisce le infrastrutture) hanno sollecitato l’EAV a far rispettare le tracce orarie così come già precedentemente stabilito. Questo perché una precedente decisione dell’EAV vedeva il transito dei treni da Piedimonte Matese a Caserta, mentre, anche grazie alle numerose proteste dei pendolari, da ora proseguiranno regolarmente verso Napoli Centrale. Il paradosso è che in realtà il treno del Matese è estremamente utile e comodo proprio ai viaggiatori di Santa Maria Capua Vetere e Caserta perché svolge numerose corse verso Napoli.

Questo episodio dovrebbe essere da stimolo a completare quei 10 km che mancano di Ferrovia Alifana dalla stazione di Aversa Centro della metro a Santa Maria Capua Vetere in modo da avere un tracciato proprio fino al Centro Direzionale di Napoli. Anche in questo caso potrebbero arrivare buone notizie con l’acquisto di 3 nuovi treni per l’Alifana deliberato dalla Regione a giugno 2016. Si sono registrati poi disagi gravissimi anche per i 42.000 pendolari che quotidianamente usufruiscono delle linee Circumlfegrea e Cumana. In particolare però è la Circumflegrea ad assistere ad un degrado senza precedenti. La linea, che collega il quartiere di Napoli Montesanto con Torregaveta, lungo un percorso interno di 27 km, attraversa altri quartieri di Napoli ed i Comuni di Pozzuoli e Quarto. I disagi riscontrati dai pendolari riguardano la mancanza di un numero sufficiente di treni ed i continui problemi tecnici che riscontrano quelli in circolazione.

La linea Cumana, che collega sempre Montesanto a Torregaveta ma su un tracciato costiero di circa 20 km, ha visto numerosi stop legati a guasti tecnici. La situazione però è migliorata a fine 2014 grazie all’introduzione di due nuovi treni e di uno ristrutturato.

I treni dell’ex Sepsa sono 32, di cui: 10 costruiti all’inizio degli anni ’60, 7 costruiti alla fine degli anni ’70 e 13 costruiti durante la prima metà degli anni ’90, a cui vanno aggiunti i 2 nuovi convogli entrati in funzione. La frequenza delle corse è di un treno ogni 20 minuti, ma i ritardi sono all’ordine del giorno anche a causa della soppressione di quasi il 50% dei treni avvenuta negli ultimi anni, accompagnati dagli scioperi del personale, che per mesi non ha ricevuto stipendio, e dei casellanti che durante la primavera hanno causato numerosi disservizi, come la chiusura delle stazioni dove ci sono passaggi a livello.

Ma anche la linea Napoli-Avellino è stata oggetto di un taglio enorme e che ha addirittura portato ad una parziale chiusura iniziale per poi ristabilire solo il 10% dei treni che in precedenza vi circolavano e comunque eliminando i treni diretti tra i due capoluoghi. Al momento le due città vedono 8 “collegamenti” al giorno, tra cambi ed autobus sostitutivi, un tempo minimo di percorrenza di 2 ore e 10 minuti e l’ultimo collegamento da Napoli in partenza alle 17.30.

C.S.

Legambiente lancia Pendolaria 2016 e presenta le 10 linee peggiori per il viaggiatore pendolare

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La Circumvesuviana si conferma tra le tratte ferroviarie peggiori d’Italia tra guasti tecnici, soppressioni di corse, ritardi imprecisati, sovraffollamento e insicurezza. Come ogni anno, all’ entrata in vigore dell’orario invernale,Legambiente lancia la campagnaPendolaria, con una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia e la lista delle 10 peggiori lineeLa fotografia di Legambiente del trasporto pubblico campano ormai è da anni sempre la stessa: treni vecchi, affollati, lenti, insicuri e spesso in ritardo. I pendolari campani ormai la mattina scendono per andare nei luoghi di lavoro o di studio parafrasando “Io speriamo che me la cavo”. E le ragioni sono nei numeri del dossier di Legambiente: In Campania attualmente sono 407 i treni in servizio con convogli di età media pari a 18,3 anni, il 70,3 % dei treni circolanti ha più di 15 anni, con punte estreme come nei casi della Circumvesuviana (con 83 treni in circolazione costruiti negli anni ’70 ed altri 35 nei primi anni ’90), della Cumana eCircumflegrea (con un’età media dei 30 treni addirittura superiore a 33 anni) o della linea Alifana con treni vecchi di 35 anni. Nella nostra regione- commenta Legambiente– tra il 2010 e il 2016 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 15% a fronte di un record di aumento del costo dei biglietti pari al 36, % con un servizio che non ha avuto alcun miglioramento. Negli ultimi anni si èavviato un processo ampio di revamping ma resta un fatto che i treni su molte linee di questa regione non sono all’altezza di un trasporto moderno ed efficiente.

Il trasporto ferroviario pendolare deve diventare una priorità nazionale – ha dichiarato il direttore di Legambiente Campania Antonio Gallozzi – negli investimenti e nelle attenzioni. perché risponde a una esigenza reale e diffusa dei cittadini perché, se fosse efficiente, spingerebbe sempre più persone ad abbandonare l’uso dell’auto con vantaggi ambientali, climatici e di vivibilità delle nostre città. Oggi non è così, e su troppe linee la situazione in questi anni è addirittura peggiorata: con meno treni, convogli vetusti, ulteriori tagli ad interi collegamenti. In Campania i pendolari sono gli unici a subire le conseguenze di una gestione indegna per un paese civile. Ma questo non è più accettabile. In questi anni è mancata una regia nazionale rispetto a un servizio ferroviario pendolare trasferito alle Regioni, che ha avuto come conseguenza tagli e aumenti delle tariffe senza che si fissassero obiettivi di efficienza del servizio o controlli su quanto avveniva nelle linee.Occorre – conclude Gallozzi di Legambiente– dare speranza ai pendolari che la situazione possa migliorare, e ciò potrà avvenire solo trovando risorse per aumentare il servizio e per acquistare treni nuovi. ”.

Anche quest’anno a guidare la poco onorevole classifica delle tratte peggiori troviamo Circumvesuviana che collega un’area metropolitana di circa due milioni di abitanti e si estende per 142 km distribuiti su 6 linee e 96 stazioni. Qui il pendolare non fa più caso ai ritardi. La speranza, piuttosto, è che la corsa non rientri tra le diverse centinaia cancellate ogni anno. E una volta saliti a bordo non resta che sperare di poter proseguire fino alla meta senza intoppi. Non è detto poi che i probabili guasti al materiale rotabile o i blocchi alla fatiscente rete di trasporto siano il peggio che possa capitare. Perché, tra incidenti o principi di incendi, scippi, aggressioni, intimidazioni, finestrini presi a sassate, controllori impotenti che rischiano di essere pestati a sangue per aver banalmente chiesto il biglietto o intimato di non fumare a bordo, il viaggio può trasformarsi in un inferno. Fino al 2003- secondo il dossier Pendolaria di Legambiente- la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta ed inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso Ma la débâcle riguarda tutta l’Eav, l’holding (Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e Metrocampania NordEst) con deciso crollo di utenti su tutte le tratte: da 40 milioni (nel 2010) a 27 milioni sulla Circumvesuviana, da 20 a 11 milioni quelli della Sepsa (Cumana e Circumflegrea); quelli di MetroCampania Nordest, da 67 milioni a circa 40.

Qualche buona notizia sembrano arrivare dal decreto fiscale che contiene lo stanziamento di circa 600 milioni da destinare alla Regione per il pagamento dei debiti pregressi di Eav. Secondo gli annunci della Regione, la flotta della Circumvesuviana sarà ampliata con la messa in esercizio di 21 dei 26 treni Metrostars (frutto di una commessa del 2004 e terminata nel 2015, ma già oggetto di manutenzione per difetti di progettazione che ne impedivano l’utilizzo). Sono inoltre partite altre due commesse (con EuroMaint e TFA) per il revamping di 37 treni che dovrebbero arrivare da marzo 2017. Altri investimenti sono previsti per la sicurezza e la manutenzione della rete ferroviaria anche per le altre linee gestite da Eav. L’azienda, inoltre, in questo ultimo anno ha provato a rispondere contrastando il fenomeno dell’evasione tariffaria, altro grande problema, intensificando i controlli. Quasi tutte le stazioni però restano prive di tornelli e il controllo è affidato agli stessi lavoratori che lamentano rischi per la sicurezza, viste le continue aggressioni subite.

Doveroso- conclude Legambiente- ricordare la situazione della ferrovia Alifana, lunga circa 80 km, spesso protagonista di numerose lamentele da parte dei pendolari, a causa di molteplici ritardi, soppressione di corse, ma soprattutto per la precarietà dei mezzi su cui viaggiano, caratterizzati dall’assenza di aria condizionata d’estate, da sediolini e carrozze antiquate e da uno scarso servizio di pulizia. Si tratta di una linea su cui viaggiano convogli diesel anche se da diversi anni l’opera di elettrificazione è praticamente finita. Al momento attuale la gestione di EAV (Ente Autonomo Volturno) vede l’utilizzo di 8 treni, mentre le corse sono assenti nei giorni festivi in quanto sostituite con bus. Anche in questo caso potrebbero arrivare buone notizie con l’acquisto di 3 nuovi treni diesel per l’Alifana deliberato dalla Regione a Giugno.

Tabella dei tagli ed aumenti tariffari

Regioni

Tot. tagli ai servizi

(2010– 2016)

Tot. aumenti tariffe

(2010 – 2016)

Abruzzo

-9,8%

+25,4%

Basilicata

-18,9%

Pr. Bolzano

Calabria

-26,4%

+20%

Campania

-15,1%

+36,1%

Em. Romagna

-3,9%

+19,1%

Friuli V. Giulia

-4,4%

+14,9%

Lazio

+15%

Liguria

-13,8%

+41,24%

Lombardia

+30,3%

Marche

-2,2%

Molise

+9%

Piemonte

-8,4%

+47,3%

Puglia

-3,6%

+11,3%

Sardegna

-1%

+9%

Sicilia

-12,1%

+7,7%

Toscana

-3,7%

+24,2%

Pr. Trento

-3,2%

Umbria

-3%

+25%

Valle d’Aosta

Veneto

+15%

Abruzzo

-9,8%

+25,4%

Legambiente 2016.

*Le corse effettuate da FAL riguardano la Regione Basilicata

e la Regione Puglia.

Età media del materiale rotabile per regione

Regione

Età media materiale rotabile

Treni con più di 15 anni

1) Abruzzo

24,1

60,5%

2) Basilicata

23,3

67,4%

3) Sicilia

23,2

63,5%

4) Calabria

22,1

71,3%

5) Liguria

20,1

70,5%

6) Puglia

19,7

46,9%

7) Lombardia

18,6

49,9%

8) Campania

18,3

70,3%

9) Umbria

18,2

78,8%

10) Marche

18,2

44,2%

11) Sardegna

17,9

72,4%

12) E. Romagna

17,7

70,5%

13) Molise

17,1

77,3%

14) Lazio

16,9

27,1%

15) Piemonte

16,3

36,1%

16) Pr. Trento

13,6

47,2%

17) Friuli V.Giulia

13,2

35,9%

18) Veneto

12,3

27,7%

19) Pr. Bolzano

12,2

37,3%

20) Toscana*

10,6

18,5%

21) Valle d’Aosta

9,2

18,50

ITALIA

17,2

69,1%

Legambiente 2016

Nota: rispetto allo scorso anno i revamping di treni e carrozze sono stati inclusi nella media delle regioni.

*La flotta Trenitalia in Toscana include alcuni convogli assegnati ad altre Regioni.

C.S.