
L’Ospedale Civile di Agropoli è ancora vittima della non curanza delle istituzioni. Questa volta a far male è la decisione dell’Asl Salerno di escludere Agropoli dal programma triennale delle opere pubbliche 2020/2022.
Il programma triennale prevede una somma di 45 milioni di euro, che sarà investita in interventi in vari presidi ospedalieri salernitani, cilentani e del Vallo di Diano. Sono presenti nell’elenco annuale dei lavori per il 2020 città come Vallo della Lucania, Roccadaspide, Eboli, Sapri, Battipaglia, Sant’Arsenio, ma di Agropoli nemmeno l’ombra, l’unico presidio cilentano ad essere stato tagliato fuori dai fondi.
Per il San Luca di Vallo della Lucania già da quest’anno previsto un investimento di un milione e mezzo di euro sui 5 previsti nel triennio. Grossi investimenti anche per Roccadaspide e Sapri, e per la realizzazione della nuova sede del distretto Capaccio-Roccadaspide. 2 milioni per la riqualificazione del presidio di Sant’Arsenio.
E ad Agropoli, scoppia la polemica. L’opposizione con Gisella Botticchio e Consolato Caccamo molto critica nei confronti di questa decisione. “Una struttura ospedaliera come la nostra viene dismessa. Altrove addirittura finanziano per l’ammodernamento. I conti non tornano. Giocano con la salute dei cittadini.” tuona così la Botticchio, mentre Caccamo attacca De Luca “il predicatore di menzogne 5 anni fa riuscì a prenderci per i fondelli.”
Anche Elvira Serra, ex vicesindaco di Agropoli, è intervenuta tramite un post sui social definendo Agropoli come una città “fuori da tutto” e poi scagliandosi contro l’amministrazione agropolese: “Firmate carte inutili e poi sui progetti essenziali totale latitanza. Abbiamo capito, contate meno del tre a briscola”.
C’è grande delusione per questa scelta dell’Asl, e la rabbia dei cittadini per la sanità agropolese totalmente dimenticata si fa sempre maggiore.
PASQUALE D’AGOSTINO
