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Mentre i sacerdoti, costretti a celebrare la messa quotidiana “senza popolo”, si sono ingegnati per trasmettere le funzioni in streaming utilizzando le rispettive pagine facebook parrocchiali, qualche incertezza in più rimane sulla possibilità di accedere alle Chiese per la preghiera personale. La Conferenza Episcopale Italiana la scorsa settimana ha affidato ai Vescovi, per ciascuna Diocesi, il compito di valutare la chiusura o meno delle Chiese; a Roma dopo un primo momento di chiusura totale, su invito di Papa Francesco, si è poi deciso di lasciare aperte almeno le Chiese parrocchiali con orari ridotti rispetto al solito. L’Arcivescovo di Salerno, Mons. Andrea Bellandi ha deciso per una chiusura totale delle Chiese fino al prossimo 3 aprile, stessa decisione da parte del Vescovo di Teggiano-Policastro Mons. Antonio De Luca, linea diversa adottata invece sia dal Cardinale Crescenzio Sepe a Napoli dove le Chiese rimarranno aperte sebbene con orario ridotto e del Vescovo di Vallo della Lucania Mons. Ciro Miniero che ha deciso di non chiudere le Chiese e di lasciare ai singoli sacerdoti la definizione degli orari di apertura e di chiusura. L’orientamento nelle diverse comunità è quello di lasciare le Chiese aperte con orario continuato da metà mattina fino a metà pomeriggio, chiudendole durante questo intervallo soltanto per consentire al sacerdote di celebrare la messa senza popolo. Passare nella Chiesa sotto casa per un breve momento di preghiera, nella Diocesi di Vallo della Lucania, è dunque consentito, purché non si crei alcuna forma di assembramento pericoloso. Stesso discorso per le visite ai cimiteri: nei limiti degli orari di apertura disposti da ciascun Sindaco, la visita rientra tra le ragioni di necessità consentite dal Decreto governativo dell’8 marzo e dalle successive ordinanze adottate dal Governatore De Luca.

Vito Rizzo