
Dopo aver parlato, la scorsa settimana, di corretta organizzazione del frigorifero e di come sfruttare al meglio gli elettrodomestici casalinghi per evitare sprechi alimentari, questa settimana per la nostra rubrica “Nutrizione e Benessere”, approfondiremo il tema del fare la spesa al supermercato rispettando le corrette prassi igieniche e, in più, qualche consiglio ulteriore sulla manipolazione degli alimenti in ambiente domestico. E’ comunque importante sottolineare che il coronavirus “Covid-19”, responsabile dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo in questo periodo, non si trasmette per via alimentare ma attraverso le goccioline (droplet) e non sono accertati contagi attraverso gli oggetti, ma, come in realtà dovremmo fare sempre, è bene manipolare gli alimenti rispettando le buone pratiche igieniche. Inoltre, in questo periodo, andare a fare la spesa, una o due volte alla settimana, può essere fonte di stress, quindi ecco qualche consiglio utile: fondamentale è mantenere la distanza sociale e utilizzare mascherina e guanti, uscire con una lista della spesa per essere veloci e non perdere tempo, mentre indossiamo i guanti, non tocchiamoci occhi, naso, e bocca, togliamoli alla rovescia e poi smaltiamoli negli appositi contenitori. Quando torniamo a casa, lasciamo le scarpe fuori la porta o sul balcone, laviamoci accuratamente le mani prima e dopo aver sistemato la spesa, laviamo subito frutta e verdura in acqua, asciughiamoli con carta assorbente e riponiamoli nel cassetto del frigo. Infine, gettiamo nella spazzatura i sacchetti utilizzati per fare la spesa onde evitare contaminazioni. Aldilà del coronavirus, secondo il Codex Alimentarius, i pericoli alimentari possono essere classificati in 3 gruppi in base alla loro natura: pericoli chimici (additivi, fitofarmaci, metalli pesanti); pericoli fisici (oggetti estranei, schegge, vetro, capelli); pericoli biologici, ovvero quando il pericolo arriva da esseri viventi come parassiti e microrganismi. Le malattie trasmissibili con gli alimenti possono essere infezioni (Salmonella), intossicazioni (Clostridium botulinum), tossinfezioni (Clostridium perfringens) oppure malattie veicolate (Epatite A ed E) o anche zoonosi (brucellosi). La maggior parte delle malattie trasmesse con gli alimenti sono tuttavia causate da microrganismi patogeni che possono contaminare i prodotti anche senza produrre alterazioni percepibili al consumatore su aspetto, aroma e sapore. I sintomi più comuni sono dolori addominali, vomito, diarrea e possono comparire molto rapidamente dopo il consumo dell’alimento ma anche dopo alcuni giorni. Per prevenire l’insorgenza di tali malattie in ambito domestico è sufficiente seguire poche semplici regole di corretta manipolazione degli alimenti e di buona prassi igienica. Vediamo in breve i cinque punti chiave che l’OMS suggerisce per la prevenzione delle patologie causate dagli alimenti. Punto1, igiene della cucina e delle attrezzature utilizzate: le aree a diretto contatto con gli alimenti devono essere sanificate, ovvero pulite e disinfettate e, per fare ciò, è importante pulire accuratamente le superfici, usare i giusti detergenti (inodori e adatti allo sporco), risciacquare abbondantemente con acqua per evitare residui, scegliere un disinfettante con presidio medico chirurgico, detergere e disinfettare il materiale utilizzato (stracci, spugne, etc..), riporre i prodotti utilizzati in ambiente chiuso lontano dagli alimenti e prestare attenzione alla propria igiene personale e al proprio stato di salute. Punto 2, separare gli alimenti crudi da quelli cotti: ciò è fondamentale per evitare la cosiddetta “contaminazione crociata” che avviene con il trasferimento di contaminanti tra alimenti differenti. Ecco qualche suggerimento utile: tenere la carne, pollame e pesce crudo separato dagli altri cibi, usare attrezzature e utensili (coltelli, taglieri) separati per manipolare prodotti crudi, conservare gli alimenti in contenitori chiusi con coperchio per evitare il contatto tra cibi crudi e preparati, disporre i cibi crudi sul ripiano inferiore del frigorifero. Punto 3, cucinare bene gli alimenti: il trattamento termico permette di abbassare la contaminazione biologica riducendo la possibilità di trasmettere patologie al consumatore. È importante cuocere i cibi facendo in modo che al cuore si raggiungano e superino i 70˚C per qualche minuto per garantire la salubrità dei prodotti critici, cuocere completamente soprattutto la carne rossa, il pollame, il pesce e le uova, portare ad ebollizione alimenti quali zuppe e stufati per essere sicuri di superare i 70˚C e i cibi cotti precedentemente devono essere riscaldati completamente con temperature superiori ai 65˚C prima del consumo. Punto4, conservare alle giuste temperature: alcuni prodotti possono essere conservati a temperature ambiente (alimenti secchi, conserve, pane), altri necessitano della catena del freddo per aumentarne la conservabilità senza rischi per la salute. Punto 5, utilizzare solo acqua e materie prime sicure: per garantire la sicurezza degli alimenti gestiti in ambito domestico è fondamentale che l’acqua utilizzata nelle preparazioni e per la pulizia sia potabile e mantenere in buono stato filtri e erogatori.
Dott. Andrea Ricci
