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Questa settimana, per il nostro abituale appuntamento con la rubrica “Nutrizione e Benessere”, parliamo di un ortaggio forse non molto conosciuto né particolarmente utilizzato: il rafano. Il suo nome botanico è Armoracia rusticana ed è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Brassicaceae o Crucifere ma comunemente, oltre che rafano, viene denominato anche come Barbaforte oppure Cren. La pianta, originaria dell’Europa sud-orientale, è molto rigogliosa, quasi infestante, produce dei fiori bianchi caratteristici e viene coltivata per la radice, ha un sapore dolce, leggermente piccante, fortemente aromatico e balsamico, simile alla senape, avvertito nelle vie respiratorie e causa di lacrimazione. La radice di colore bianco-giallastro, polposa e dalla forma allungata, viene raccolta, di solito, a fine estate e si utilizza soprattutto grattugiata fresca oppure per la preparazione di una salsa piccante denominata cren, ottima per accompagnare varie preparazioni di carne, pesce, formaggi o uova, come nel caso della tradizionale “Rafanata Materana”, piatto tipico della Basilicata. 100g di rafano apportano 48Kcal, 1,2g di proteine, 0,7g di grassi, 11g di carboidrati, 3,3g di fibre, 95g di acqua, oltre a sali minerali quali sodio, potassio, magnesio, calcio, fosforo e vitamine tra cui spicca un’ottima concentrazione di Vit.C. Inoltre, contiene oli volatili: olio di senape, isotiocianato di allile e sinigrina, responsabile del caratteristico sapore e dalle buone proprietà antibatteriche. Il rafano è un ottimo alimento antiossidante in grado di contrastare i radicali liberi; facilita la digestione stimolando la produzione dei succhi gastrici e della bile; aiuta a mantenere sotto controllo i livelli di pressione arteriosa grazie al potassio; ha una buona funzione diuretica e depurativa contrastando la ritenzione idrica; l’elevata concentrazione di vitamina C può aiutare a prevenire i malanni stagionali rinforzando il sistema immunitario; le poche calorie e il buon contenuto di fibre ne fanno un alimento adatto alle diete ipocaloriche; altre proprietà sono quelle analgesiche, antibiotiche e antinfiammatorie, soprattutto a livello del tratto respiratorio e urinario. Un ortaggio, dunque, dalle molteplici proprietà, che probabilmente giustificano la presenza di un museo in Germania a esso dedicato, ma non esente da controindicazioni, tra le quali le patologie gastriche, renali, enteriche, le donne in gravidanza o allattamento ricordando sempre che quando si taglia o grattugia la radice di rafano si propaga un tale aroma che può causare lacrimazione e irritazione agli occhi.

Dott. Andrea Ricci